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sabato 24 gennaio 2015

La bellezza salverà il mondo

"Abbiamo scelto di fare questo incontro in una città che è simbolo della bellezza, che è parte della sfida che abbiamo di fronte. L'Europa ha la capacità di dare ispirazioni, di dare ideali. Dobbiamo cambiare la narrativa dell'Europa".
Geniale portare la Merkel a Firenze, per l'incontro italo tedesco. "L'arte e la cultura - ha detto Renzi in conferenza stampa - non siano solo una esperienza di emozioni, ma elemento di costruzione di una identità".
Sembra passato un secolo da quando 25 mesi fa, alle primarie del Pd, qualcuno diceva: "Ma te lo vedi tu Renzi che parla con la Merkel?"
http://www.palazzochigi.it/Presidente/AudioVisivi/dettaglio.asp?d=77731

giovedì 5 settembre 2013

Due video con Angelo

Il quadro di Sergio Michilino con Chico Mendes e Angelo Vassallo

Due video originali raccontano meglio di tante parole chi era Angelo Vassallo.
Il primo fu realizzato da me l'11 agosto del 2010 proprio ad Acciaroli.


Il secondo è frutto di un lavoro artistico di Sergio Michilini, poi portato in video da Valeria Ocampo Porras. Il quadro mette a confronto la figura del sindaco di Acciaroli con quella di Chico Mendes.

domenica 18 agosto 2013

Mille chilometri e tanta bellezza

Mille chilometri e tanta bellezza. Potrei chiudere qui il piccolo tour fatto tra venerdì 9 e sabato 17 agosto. Protagonista la Vespa e una compagna di viaggio paziente e capace di stupirsi quanto me delle meraviglie in giro per la Lombardia, con qualche puntata in Trentino.
Riporto alcuni appunti con i link ai luoghi. Nemmeno un km in autostrada o superstrada con preferenza sempre per strade provinciali.

venerdì 11 gennaio 2013

La forza di un blog

Nei giorni scorsi ho parlato dell'ultimo quadro di Sergio Michilini. Questo ritrae Ruben Darìo in una posa originale. Un fatto che non è passato inosservato e, grazie al suo blog e ai social, la voce ha cominciato a girare.
L'attenzione di Sergio per il più importante intellettuale della storia del Nicaragua è stata premiata con due diverse azioni.

mercoledì 9 gennaio 2013

Ruben Darìo nei pennelli di Michilini

Ero in Nicaragua quando Sergio Michilini ha iniziato a ragionare su un ritratto di Ruben Darìo. Il nostro provincialismo, ma anche una reale distanza nel tempo e nello spazio, fanno si che in pochi conoscono questo personaggio, vero mito in terra Centroamericana.

domenica 6 gennaio 2013

Il fascino di Serodine

Grazie al mio amico Sergio Michilini e al suo prezioso blog "La bottega del pittore" ho scoperto Giovanni Serodine, uno dei più grandi pittori del Seicento.
Premetto che non ho avuto una educazione artistica.

lunedì 23 aprile 2012

Il mio Tino a Paraty

Eccolo sorridente sul trabattello mentre colloca la sua opera.
Davvero i bambini che verranno battezzati a Paraty, in Brasile, d'ora in avanti sentiranno un po' di energia italiana.
Un bel momento e una bella soddisfazione. Per chi non conoscesse Tino andate a vedere il suo bel lavoro.
Tutto l'articolo su Varesenews

domenica 19 luglio 2009

Il giardino dei tarocchi

Solo pochi passi e una volta varcato l'ingresso la protagonista assoluta diventa la meraviglia. Non ci si aspetta uno scenario così suggestivo e imponente.
Il giardino dei tarocchi esplode da subito con la sua allegria, la sua magia, la sua bellezza. "Un piccolo angolo di paradiso", come lo definisce Niki de Saint Phalle, progettista e autrice del giardino. L'architetto francese era rimasta estasiata dalla vista del parco Guell di Gaudì a Barcellona e da allora il suo percorso artistico subì la contaminazione del grande artista spagnolo.
Nel 1979 si "imbarca nella più grande avventura" della sua vita. Nel cuore della Maremma, a due passi da Capalbio, inizia quest'opera che la terrà impegnata per oltre quindici anni di lavoro. Niki è "come stregata" e malgrado le enormi difficoltà nulla la poteva fermare. "L'imperatice (la più imponente struttura) divenne la mia casa e il luogo d'incontro per tutti coloro che lavoravano al progetto. Vivevo da sola e immergermi totalmente nel luogo era l'unico modo per realizzare questa impresa. Il giardino dei tarocchi non è il mio giardino ma appartiene a tutti coloro che mi hanno aiutata a completarlo. È stato fatto con difficoltà, con amore, con folle entusiasmo, con ossessione e, più di ogni altra cosa, con la fede".
Il giardino venne ultimato nel 1996 e contiene una ventina di sculture realizzate con vari materiali e ricoperte poi di mosaici di vetro, speccchi e ceramiche realizzate a una a una a mano. In molte di queste opere si può entrare e ammirare composizioni, figure, simboli in un gioco di colori che suscitano emozioni forti. Dentro l'imperatrice lo spazio acquista un carattere particolare perché è stato vissuto e pensare a Niki, sola, in un gioco di continui specchi in cui la vita si svela come un prisma dalle centinaia di facce, fa comprendere anche un aspetto visionario del giardino.
In una pubblicazione realizzata nel 1997 Nicki de Saint Phalle racconta la sua impresa e la filosofia che l'ha animata. Spiega le varie "carte" e il fascino dei tarocchi e si chiede se "i tarocchi sono solo un gioco o indicano una filosofia di vita? Come in tutte le fiabe, lungo il cammino alla ricerca del tesoro mi sono imbattuta in draghi, streghe, maghi e nell'angelo della temperanza".

martedì 28 ottobre 2008

Celti ed etruschi compagni di cielo

Occhi del cielo - celti etruschi italici e la volta celeste. Una mostra deliziosa e importante che ho visto di "straforo" appena chiusa nella Rocca Albornoz a Viterbo.
Un percorso storico e artistico che partendo da due capolavori traccia lo sviluppo delle conoscenze di popoli antichi come gli Etruschi e i Celti rispetto all'astronomia.
La brocca di Brno, tra l'altro già esposta anche a Varese in occasione di una mostra nel 2004, come afferma Venceslas Kruta, "è la summa di arte e conoscenza" dei Celti rispetto alle costellazioni e al cielo. Risale al 280-285 a.c.. Mentre l'altra opera è Il fegato di Piacenza,a detta di Luigi Malnati, rappresenta il "documento più importante, forse l'unico così esplicito, per la conoscenza della cosmologia e insieme dell'immagine che il popolo etrusco aveva dela volta celestiale".
Insomma le "mie terre" e i popoli che le hanno abitate continuano ad intrecciarsi in questi giorni viterbesi.