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domenica 31 ottobre 2010

Riproviamo

Tre mesi di stop. La prima ragione è stato il giro in vespa. Tutto il mese di agosto, come forse saprete, ho girato tutte le coste italiane in vespa. Ho così aggiornato, insieme a Valeria, il blog dedicato a quel viaggio.
Poi una serie di eventi, tra cui l'omicidio di Angelo Vassallo, sindaco di Acciaroli. E per finire, l'esame di stato per giornalista professionista. Ora mi riprometto di pubblicare quanto fatto in questi mesi, ma soprattutto di riprende alcune riflessioni.
Spero di dedicare tempo sufficiente al blog. Vedremo...

giovedì 15 aprile 2010

Maremma con i suoi sogni va all'Università

"Ho trovato questo blog, è venuto fuori abbastanza bene. Con la Maremma in senso stretto non niente a che fare..."
Roberta Milano insegna web marketing all'Università di Genova. È stata una delle relatrici agli stati generali del turismo in Maremma e ha aperto il proprio intervento con il mio blog.
"In particolare a me - racconta Roberta in un post del suo blog - è spettato parlare di Brand Reputation online e l'argomento mi appassiona: trovo che le destinazioni abbiano grandi margini di lavoro su questo tema. E' vero, Maremma è associato ad un noto intercalare che, specie sui social network, monopolizza un po' il termine, ma trovo che il sottotilo di questo blog (che NON è di un maremmano e non parla di Maremma) si avvicini molto al mio immaginario del territorio e - evidentemente - non solo mio".
Il sottotitolo: Maremma è un'esclamazione (spesso di stupore e meraviglia), un'imprecazione. È una terra straordinaria di confine. È uno spazio libero, di pensiero, idee, sogni, viaggi...
Una bella sorpresa per me. Lavoro con internet da 15 anni, ma ogni volta che succedono cose così non smetto di stupirmi della potenza del web.

venerdì 22 maggio 2009

Imperdonabile

Le prime scuse le devo a me stesso. Mi ero ripromesso di dedicare una mezz'ora a Maremma e non ci riesco. Tante le scuse, ma proprio in questa parola può stare la risposta. Potrei dire che spesso sono stanco, che ho altre cose più urgenti da fare, che il giornale mi prende sempre maggiori spazi, che qualche volta non sono di umore buono e allora non scrivo (così ricordo anche il mio fantastico Guccini). Potrei raccontare tanto altro e tutto è vero, ma...
Ma la verità è che è un momento in cui è difficile scrivere quello che si pensa sul serio. Delle ragioni personali magari interessa anche poco. Di quelle pubbliche pure, penserà qualcuno. E invece no. Questo clima inverosimile che stiamo vivendo, e mi riferisco alla politica, lascia molto male.
Apro Internazionale e ogni riga che riguarda il nostro paese mi fa male.
Ritroverò stimoli e le forze per continuare ad indignarmi e almeno lasciare i link a chi li vale(penso a Ezio Mauro, a D'Avanzo e altri soprattutto di Repubblica).

mercoledì 25 febbraio 2009

Un democristiano ganzo

Sarà il fascino del 68 (in questo caso sono gli anni). Sarà che la vecchia scuola politica democristiana è sempre tra le migliori. Sarà che l'uomo è davvero intelligente e portatore di grandi valori. Sarà quel che ognuno potrà trovarci, ma Giuseppe Adamoli è davvero "ganzo". Si è avvicinato al mondo dei blog con curiosità, ci ha studiato e da qualche mese ne gestisce uno davvero interessante. L'ho intervistato giorni fa per Varesenews e davvero mi ha colpito. "Uscire dai ranghi" è diventato il suo motto. E di questi tempi sa di rivoluzionario. Complimenti.

martedì 25 novembre 2008

E siamo a diecimila


Quattro mesi, diecimila pagine viste. Un risultato che fa piacere. Poi rifletto su altre statistiche a cui sono abituato da tempo e provo tenerezza per i numeri del blog.
Varesenews lo stesso risultato lo ottiene in meno di un'ora, e se consideriamo solo la mattina bastano appena quindici minuti. Ma è un confronto sciocco perché non solo sono mezzi diversi, ma anche il lavoro è profondamente diverso.

Sono contento e vi ringrazio tutti per il tempo che dedicate a leggere le mie opinioni, riflessioni, appunti di "viaggio" e altro.

lunedì 27 ottobre 2008

Gli sfigati di Facebook

È bastato lanciare un sasso nello stagno e le onde non si fermano più. Questo è il bello, ma anche il rischio della Rete. In questo periodo i media tradizionali riscoprono le “novità” di Internet e come spesso succede scrivono una marea di sciocchezze. Questa volta sotto i riflettori è andato Facebook. Un'agenzia ha pubblicato un articolo con tanto di commenti di due esperti, Paola Vinciguerra e Tonino Cantelmi e si è scatenato un forte dibattito. Interessante la questione del rapporto tra i giornali tradizionali e Internet, ma ancor di più le analisi su come la società digitale e i suoi “prodotti” possono incidere sulla vita reale degli individui. Sul primo, dice Massimo Mantellini, uno dei blogger più famosi, “l'aspetto rilevante della vicenda non è tanto che siano articoli sciocchi e deprecabili (lo sono per carità) quanto che una simile gestione industriale dei contenuti (tutti ricopiano il solito pezzo acquistato, refusi compresi senza preoccuparsi nemmeno di mescolare un po' le frasi o di citare la fonte) rende un pessimo servizio ai siti editoriali stessi ed alla loro reputazione, smontando ogni velleità culturale della gestione delle informazioni”. E questo aspetto della questione lo si può bene chiudere così, almeno per ora.
Sull'altro versante è interessante la ragione che ha fatto scegliere a Tonino Cantelmi il mio blog Maremma. “Il punto di vista del giornalista e la sua reazione e indica la necessità sia di riformulare le modalità interpretative dei fenomeni digitalici, sia di riformualare la comunicazione fra predigitali e nativi digitali. Per esempio: la contestazione degli studenti di questi giorni si nutre di passaggi tra vecchie e nuove forme di comunicazione, che i rappresentati delle istituzioni non capiscono”. Un commento che ha stimolato a intervenire Stefano Bussolan che risponde a Cantelmi affermando che “da psicologo psicoterapeuta quale sono, l'articolo del Corriere mi scandalizza. Le evidenze empiriche (leggi articoli scientifici) dimostrano che la realtà va in direzione opposta a quella che tu sostieni: le persone che usano FaceBook sono sostanzialmente più sane, in termini psicologiche, di quelle che non lo usano. Ho riportato i risultati di tre studi su un mio post.Un botta e risposta a cui Cantelmi non si sottrae. “Se Facebook è terapeutico, lo è perchè risponde ad una preliminare crisi della relazione interpersonale, che caratterizza la nostra condizione. Ma il tutto è indubbiamente da leggersi in una prospettiva diversa: i nativi digitali saranno diversi? Cioè siamo alle soglie diuna mutazione antropologica, come sostiene qualcuno, che noi psichiatri predigitali interpretiamo con categorie che attengono ad una espressività psicopatologica predigitalica?”
La riflessione si fa profonda e merita certamente analisi ulteriori che non possono esaurirsi in articoli di giornali. Il nostro lavoro dimostra però che ci sono modi diversi di trattare temi così importanti che coinvolgono milioni di esseri umani e si diffonderanno sempre più. La superficialità non aiuta a capire e soprattutto è un cattivo servizio sempre.
Il fascino dei social network è innegabile e liquidare la loro funzione come affare di qualche “sfigato” significa non voler vedere e non voler capire. Basterebbe riflettere solo su quali opportunità aprono nelle relazioni e le ragioni di questo articolo ne sono subito una prova elementare. Quando mai un lettore, un cittadino qualsiasi avrebbe potuto interloquire in modo diretto con professionisti come sta succedendo ora? Quando mai in un contenitore di relazioni queste possono esistere a prescindere dallo spazio, dal tempo, dagli status sociali, dalle opinioni politiche? Da qui a vivere una sola dimensione digitale ce ne passa anche perché come si scriveva nelle ultime righe del post che ha scatenato il dibattito, “sono su Facebook, lo uso poco, solo a volte mi diverte. Uso molti altri strumenti della rete e ci lavoro. Emozioni e passioni sono le parole che uso di più e non possono certamente fare a meno di colori e profumi che richiedono contatti reali. Internet resta un potente strumento di comunicazione e non la scatola dei maghi”.

Questo articolo esce con altri oggi su Varesenews.

lunedì 6 ottobre 2008

Grande Luca Sofri

L'intervento di Luca Sofri alla direzione del Pd del 3 ottobre. Per chi milita nel partito di Veltroni è uno bello stimolo di riflessione. E anche per gli altri non fa male leggerlo.

mercoledì 24 settembre 2008

Bravo Adamoli, brava Oprandi

Una lettera di Luisa Oprandi, vice presidente del consiglio provinciale per il Pd sui mondiali, tra le altre cose afferma: “È doveroso che si lascino temporaneamente da parte tutte le polemiche e le osservazioni in merito agli eventuali errori o carenze organizzative. È il momento di esserci e di sentirsi parte della vita cittadina”.
Giuseppe Adamoli, nel suo blog applaude alla collega di partito e rincalza la dose, "Aggiungo, di mio, che sarebbe bene lasciar perdere anche le polemiche insensate sulla Padania e sull’inno di Mameli che non fanno bene né a Varese, né alla Lombardia".

venerdì 5 settembre 2008

La nuvola di Maremma

L'ammetto. Ho copiato ancora. Ma la tentazione è stata troppo forte e il risultato anche.
L'ultimo post del blog di Luca De Biase era troppo curioso e così sono andato a fare una prova e guardate cosa è venuto fuori immettendo i contenuti dei post di questo mese e mezzo di attività.
Questo Wordle è davvero una magia.

venerdì 22 agosto 2008

Mille grazie


Mille visite in un mese esatto. Quando la statistica gioca con i numeri è divertente.
Stasera, alla ripresa di qualche pensiero da dedicare a Maremma ho visto che il blog ha raggiunto quota mille. Ma c'è di più. Shinystat, versione pro, purtroppo con accesso solo con password, permette di vedere alcuni dati di chi visita il sito.
La millesima visita arriva da un provider bresciano o bergamasco, con accesso da Brescia che è arrivato a Maremma cercando su Google amare leggere e ha trovato il mio post.
Due regali in uno.
Grazie a tutti voi che trovate qualcosa di interessante tanto da decicare qualche minuto del vostro tempo a guadare cosa ho da scrivere e proporre.
Nato come un regalo a me stesso e al mio lavoro ci sto prendendo gusto e vi farò sapere come procede.
La mia "zampa" è sempre un po' acciaccata, ma presto altri aggiornamenti.

domenica 27 luglio 2008

Il web fuori dalla rete

Il secondo articolo dell'Espresso, nella sezione tecnologia, e pubblicato anche sul blog Piovono rane, tratta di Codice internet. E il web uscì dalla rete di Alessandro Giglioli presenta questa nuova proposta che in meno di due settimane ha già un migliaio di aderenti. "Il fine ultimo, - spiega Giglioli, -insomma, è creare una specie di “movimento culturale” in tutta Italia dove l’adesione al progetto di alfabetizzazione digitale sia vissuto come un impegno civile, se non politico (nel senso più lato del termine)".
Tutto è nato da Bruno Vespa. "Il testimonial, del tutto involontario: un clip tratto da “Porta a Porta” in cui il conduttore si frega le mani, guarda in camera e annuncia agli italiani che «Internet è un mondo assolutamente spaventoso». Del resto nella sua tirata televisiva contro Internet, alla fine Bruno Vespa ammette che la Rete gli fa spavento soprattutto perché non la conosce. Ecco, forse il problema è tutto lì".
L'articolo dell'Espresso su Facebook

La mia pagina su Codice Internet

mercoledì 23 luglio 2008

Un regalo

Un anno ai cinquanta. E così "nel mezzo del cammin di nostra vita" eccomi qua ad aver deciso per me un regalo particolare. Le ragioni di un blog sono diverse per ognuno di noi che usa la rete. Ho il piacere e l'onore di dirigere Varesenews, un quotidiano online tra i più "antichi" e i più letti in Italia. Uso quindi la rete soprattutto per lavoro e non ho mai voluto sottrarre nessuna energia a questo straordinario progetto del giornale. Ora, dopo quasi undici anni, credo siano cambiate diverse cose per chi si occupa di giornalismo. Il blog, oltre a essere un diario personale, è uno strumento di espressione, di partecipazione, di democrazia. Chi fa il mio lavoro deve tenerne conto sempre di più. Ogni elemento legato ai social network diventa parte di una comunità che nel locale è sempre meno virtuale e sempre più reale.
Questa è una prima ragione "pubblica" e professionale della scelta di gestire un blog.
Una seconda è politica. Da sempre le idee sono elemento fondante per la crescita della società. Oggi forse, in un paese come il nostro che arranca e che confonde anche i più elementari aspetti del vivere civile, ognuno di noi ha il dovere di partecipare e far sentire la propria voce. Soprattutto se è fuori dal coro.
Una terza ragione è strettamente personale. Dopo tanti anni sento il bisogno di fissare alcuni pensieri e condividerli con altri oltre al lavoro del giornale. Il bisogno di confronto oltre ogni possibile steccato. Abbiamo tutti sempre più bisogno di confronto e di consapevolezza. Non appena per una personale crescita, ma per migliorare il mondo in cui viviamo.
Il blog mi costringerà ad organizzare questi pensieri e a dedicare giorno dopo giorno alcuni minuti a questo lavoro.
Non mi interessa affatto l'originalità ad ogni costo. Ci saranno cose che amerò copiare e lo dichiarerò sempre. Altre che cercherò di amplificare, penso ad esempio ad articoli di colleghi che hanno il dono di pungere sempre e far riflettere. Altre ancora che saranno mie.
La scelta di Maremma è legata alle mie origini, alla mia personalità. È un'esclamazione che uso spesso. È un territorio bello. La sua terra è bella, la sua gente, la sua cultura, la sua storia.
Mi piaceva così: tra imprecazione e bellezza.