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venerdì 23 gennaio 2015

Undici giorni di ospedale

Finalmente a casa. Undici giorni di ospedale, due interventi chirurgici, due ecografie, tre radiografie, una tac, decine di prelievi del sangue e di iniezioni, quasi cento flebo.
Tutto questo ben di Dio a causa di un calcolo grande come una pallina da golf cresciuto in silenzio nella cistifellea fino a scatenare qualche bel guaio.
Giornate impegnative, anche un bel po' dolorose, ma che mi hanno permesso di pensare e sentire molto. Per quanto sia possibile far sempre meglio,abbiamo una sanità eccellente. Ci sarà tempo per riflettere anche su qualche cosa storta, ma oggi voglio ringraziare il dottor Urbani che mi ha operato e il professor Fraschini e tutto il suo team del reparto di chirurgia di Luino. Persone che lavorano con grande passione e cura. Terrò stretti nei ricordi i miei compagni di viaggio Giorgio, Domenico, Maurizio, Andrea e Mimmo. Lui è stato esempio e sostegno anche nelle ore più dolorose facendomi capire quanto ci sia sempre tanto da imparare. Non trovo parole, se non amore, verso le tante persone che mi sono state vicine. A partire da Sara e Stefano, sempre più grandi, sempre più belli.
Le foto sono un selfie poco dopo l'inizio del ricovero e l'altra prima delle dimissioni con la "divisa" che mi ha accompagnato per tutto il tempo. In questi giorni non ho scritto niente non per mancanza di volontà di condivisione, ma perché non ne avevo forza ed energia. Dai prossimi giorni, pian piano, tornerò alle mie attività.
Un abbraccio a tutti

sabato 2 novembre 2013

Il mio Borducan

Il Borducan è stata la mia prima scoperta varesina. Era una sera autunnale di 35 anni fa, dopo un concerto di Roberto Vecchioni. Una magica atmosfera fatta di tanti ingredienti.
Mi è rimasto nel cuore

domenica 28 luglio 2013

Il ciclo della vita in una settimana


Oggi sono stato al battesimo di Angelica. Una bella cerimonia e un clima familiare caloroso.
Riflettevo sul fatto che non mi era mai successo di vivere tre cerimonie religiose nella stessa settimana. Mercoledì il matrimonio di Damiano, venerdì il funerale di Laura e oggi Angelica. La nascita, le scelte dell'età adulta e la morte. In cinque giorni si è condensato il ciclo della vita.

venerdì 26 luglio 2013

Ciao Laura

L'ultimo saluto a Laura Prati, la sindaca morta a seguito di un'aggressione, è stato un momento collettivo intenso. In questi momenti il ruolo di un giornale, oltre a informare, è essere parte di una comunità. Il giornalista mantiene il suo ruolo, e questo articolo lo dimostra bene, ma la narrazione si fa collettiva.
Lo abbiamo sperimentato con la morte di Laura, una donna straordinaria che ha pagato con la vita la sua passione per la politica, l'amministrazione e i valori in cui credeva.

sabato 19 gennaio 2013

La bellezza di Fernando Silva

Fernando Silva e Valeria Ocampo Porras al teatro Ruben Darìò a Managua
Oggi mi è arrivata una foto che mi ha commosso. Mi ha riportato al ricordo di una storia bellissima raccontata da Mario Calabresi nel suo libro "Cosa tiene accese le stelle".
Una vicenda che ha origine 25 anni fa grazie alla collaborazione tra due uomini straordinari, Giuseppe Masera, il dottore che ha sconfitto la leucemia tra i bambini e Fernando Silva, medico e poeta nicaraguense, allora primario de "La mascota", l'ospedale pediatrico di Managua.

lunedì 11 giugno 2012

La cicala e la formica

Un frigorifero può cambiare la vita, ma può anche indicare le tante contraddizioni delle nostre culture. Molte popolazioni del Sud del mondo non conoscono le stagioni, e le temperature a cui vivono non consentono di avere il “fresco”, se non per i prodotti alimentari appena colti. È la tecnologia a cambiare queste abitudini, ma tutto è ancora precario e soprattutto troppo recente per aver modificato una cultura millenaria.

giovedì 10 maggio 2012

Cosa fare delle nostre ferite?

"L'unico modo per cominciare ad accettare l'altro e l'alterità altrui - può sembrare un paradosso, ma non lo è - è cominciare ad accettare la propria alterità: cominciare ad accettarsi anche se non si è «perfettamente adatti», anche perché la sensazione di non essere adatti ce la portiamo dietro tutti... e non passa mai... "
Michela Marzano, nel suo libro Cosa fare delle nostre ferite. La fiducia e l'accettazione dell'altro, tratto da alcune lezioni, ed edito da Erickson, entra in un tema delicato e affascinante. Lo fa partendo dalla propria esperienza e racconta quello che ha dovuto affrontare nella sua vita.
"Se dovessi riassumere la mia vita in una frase, per lo meno così è stata fino a una ventina di anni fa, direi che si è trattato della storia di una «riuscita»".

lunedì 16 aprile 2012

Tutti i colori del mondo

Teresa è nata a Gheel, una piccola cittadina in Belgio dove i matti vivono quasi liberi. Siamo nel 1881, e lì incontra un giovane Vincent Van Gogh, e se ne innamora. Lei è una tenera adolescente. Sua madre, con gravi disturbi psichici, era morta di parto, e da allora la ragazza viveva presso una famiglia.
Il romanzo si sviluppa sotto forma di una lunga lettera, dove Teresa ricostruisce quei giorni e quel periodo quando in città apparve questo giovane tenebroso e affascinante.
Sarà proprio lei, in un pomeriggio di sole e di campi fioriti, a stimolare Vincent a dipingere e utilizzare i colori per la prima volta. "L'amore fa sempre folli, signor Van Gogh, quelli a cui non importa niente vivere non diventano mai pazzi". Una frase che illumina tutto il libro.

venerdì 23 marzo 2012

Arrivederci Isabel

Isabel mentre fotografa la torta per festeggiare il suo viaggio
La prima foto di Isabel la vidi vent'anni fa in casa di amici. Rimasi subito colpito dal modo originale di fare i ritratti. Da lì a poco iniziai a conoscerla meglio e nel dicembre del 1997 mi feci fare le prime foto con Sara e Stefano. Era un regalo per le nonne e alcune zie.

domenica 18 marzo 2012

Un amore vivo

"Non riesco a vederla con gli occhi di un turista, ma forse così il fascino è ancora maggiore. Sarò passato migliaia di volte da piazza della Rocca a Viterbo, ma questa fontana, soprattutto di notte, è proprio bella".
Ieri sera sono uscito a camminare e scrivevo così sul mio profilo di Facebook.

mercoledì 14 marzo 2012

Fai bei sogni


Di fronte alla morte della propria mamma un bambino di nove anni non trova risposte. Gli resta il dubbio che lei non lo abbia amato abbastanza. E così la sua vita, per quarant’anni guarda a quei giorni, a quei momenti, in cui lei se n’è andata.
Con grande coraggio, in Fai bei sogni, Massimo Gramellini racconta la sua storia personale. Rende pubblico il suo cammino con tutta la sofferenza e le emozioni che hanno contraddistinto la sua vita.
La morte precoce di una madre rimane un’ingiustizia inconcepibile. Ci salva la consapevolezza che questa vita sia solo un corso di addestramento. Da affrontare con il sorriso sulle labbra, se si può. Ma la vera goduria deve essere altrove”.

giovedì 1 marzo 2012

L'ultimo concerto di Lucio Dalla

Un anno fa, con molti dubbi, sono andato a vedere Lucio Dalla insieme a Francesco De Gregori. Un tour che mi sapeva molto di nostalgia. Impossibile ripetere le atmosfere di Banana Repubblic. Mi ero dovuto ricredere subito. Fecero un concerto bellissimo rivisitando le loro canzoni e duettando in modo emozionante.
Avevo sedici anni e per me fu il primo concerto. Un Dalla quasi sconosciuto, sarebbe uscito di lì a poco "Automobili", era arrivato a prato giardino a Viterbo ed ero andato a sentirlo.

mercoledì 29 febbraio 2012

‎"Non si scherza con i sentimenti"

‎"Non si scherza con i sentimenti". Stasera ho incontrato un mio grande amico che mi rispondeva così quando gli chiedevo perché siamo tanto legati. Un'amicizia degli anni del liceo che, come dice Uhlman ne L'amico ritrovato, lasciano un segno indelebile negli affetti. Anni di formazione che non si ripeteranno, almeno non nello stesso modo. E così, vedere Stefano è sempre una gioia incredibile, e non ci sono chilometri che segnino la distanza. Seicento km come novemila non sono distanza e non segnano mancanza, ma presenza. E questo è bello.

sabato 25 febbraio 2012

Primavera

Ventidue gradi e un sole che ricorda quello di maggio. Ai bordi delle strade ancora qualche cumulo di neve sporca. Ormai però il freddo di soli dieci giorni fa è solo un ricordo. La sfida dei cruscotti che indicavano temperature improbabili come meno 19 sembra lontanissima nel tempo.
Oggi era da andare a camminare in un posto rilassante e cosa meglio della piana di Vegonno?
Un luogo quasi sacro da quanto è bello. Il Fai lo ha rinominato "La valle dei filosofi". Una ragione ci sarà?
Per quelli che non lo conoscono, non è difficile da trovare: è nel comune di Azzate.

mercoledì 29 giugno 2011

Riparto, e la meta è ancora Nicaragua

Di nuovo in partenza. Ritorno in Nicaragua per venti giorni. Tante le ragioni, tra cui valutare un progetto di comunicazione e alfabetizzazione all'informatica insieme a una Ong italiana.
Ho cambiato tutti i piani delle vacanze, rimandando un giro in vespa ad altro periodo e cosi' tra cinque ore circa Michele mi accompagna a

venerdì 19 novembre 2010

Ciao Adriana Zarri

La notte scorsa è morta Adriana Zarri. Una donna dolcissima. Teologa straordinaria. Ho nel cuore Erba della mia erba, uno dei suoi libri dove raccontava della sua vita monastica al Molinasso.

Queste sue parole descrivono la sua visione della morte.
"Non mi vestite di nero: è triste e funebre.
Non mi vestite di bianco: è superbo e retorico.
Vestitemi a fiori gialli e rossie con ali di uccelli.
E tu, Signore, guarda le mie mani.
Forse c’è una corona.
Forse ci hanno messo una croce.
Hanno sbagliato.
In mano ho foglie verdie sulla croce, la tua resurrezione.
E, sulla tomba, non mi mettete marmo freddo con sopra le solite bugie che consolano i vivi.
Lasciate solo la terra che scriva, a primavera, un’epigrafe d’erba.
E dirà che ho vissuto, che attendo.
E scriverà il mio nome e il tuo, uniti come due bocche di papaveri".

"Da poco più di trent'anni Adriana Zarri, 91 anni, teologa progressista e saggista, viveva in un cascinale di campagna in totale solitudine, seguendo uno stile di vita austero che si può definire monastico. - Scrive Davide Pelanda su Nuovasocietà. - Era una sorta di eremita. Una scelta radicale presa nel settembre 1975 che comunicò agli amici: con una lettera ella annunciava un trasloco non «dovuto a motivi pratici - scriveva - ma a causa di una scelta di vita eremitica. La mia nuova residenza sarà infatti una vecchia cascina solitaria, dove trascorrere i restanti anni della mia vita nella preghiera e nel silenzio».
No, non era diventata «(...)un misantropo inavvicinabile - come scriveva ancora in quella lettera - non è nemmeno necessariamente un recluso che non possa, di tanto in tanto, muoversi ed incontrarsi con la gente, che non possa soprattutto ricevere chi venga a condividere qualche ora della sua solitudine e a fargli dono della sua amicizia: ché, anzi, l'ospitalità è sempre stato carisma monastico. L'eremita è semplicemente uno che sceglie di vivere da solo perché nella solitudine ha il suo momento privilegiato d'incontro».
Il suo primo eremo fu una cascina chiamata Il Molinasso nelle colline canavesane poco distante da Ivrea, poi da quindici anni a questa parte la sua nuova casa, una rustica cascina d'epoca, sorgeva in località Crotte, a pochi chilometri da Strambino. A un tiro di schioppo – ironia della sorte - da Romano Canavese, paese che ha dato i natali al Segretario di Stato Vaticano monsignor Tarcisio Bertone".

sabato 6 novembre 2010

Evviva

Evviva. Passato lo scritto dell'esame di stato per diventare giornalista professionista. Ora, prima di Natale, l'orale. Studiare si deve, ma il vero scoglio è andato.

giovedì 1 luglio 2010

Il conto alla rovescia di un sogno

Ci sono sogni di cui è difficile trovare le origini. Capisci il richiamo, il fascino, magari anche l’elemento di sfida, ma perché nascano resta un pezzo di mistero.
Il viaggio ha sempre questa caratteristica. Poco conta se è in terre lontane, se si sviluppa lungo sentieri di montagna fatti e rifatti o nelle stradine di una città sconosciuta.
Da oggi in un nuovo blog, In vespa, racconto i preparativi di un lungo giro in vespa.
Partenza il primo di agosto, quindi tra un mese, da Ventimiglia e arrivo il 31, o giù di lì, a Trieste.
Circa 3.600 chilometri lungo la costa del Belpaese. Giorno dopo giorno lo racconterò in diversi modi. Il web con questo blog, con Facebook, Twitter, Youtube, Flickr, Varesenews, Lombardianews, L’unità online sarà protagonista. Insieme anche collegamenti quotidiani con Radio Number One e articoli sulla Prealpina e sull’Unità.
Tutto il viaggio sarà seguito da una vera e propria band con me fisicamente itinerante. L’altro componente, quello misterioso e affascinante sarete voi che, per ragioni diverse ogni tanto, potrete stimolarne racconti e visioni.
Inizia il conto alla rovescia.

domenica 27 giugno 2010

Un Mac per amico

Non sarà una notizia, ma per me si. Ho acquistato un Mac. La campagna di affiliazione dentro Varesenews così prosegue e fa "vittime" giorno dopo giorno.
Una decisione che covava da tempo ma, che come è mio solito, è poi stata presa in pochi minuti. Ed ora si sperimenta. Intanto sto scrivendo con il mio vecchio notebook, ma saranno le ultime note...