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sabato 15 novembre 2008

Bilal e gli abbronzati del "nostro presidente"

Torno ancora su Internazionale perché questa rivista merita davvero tanta attenzione.
L'editoriale di questa settimana di Giovanni De Mauro riprende un tema caldo, delicato e su cui si scatenano i peggiori umori di parte del Paese.
Trentamila. Dall’inizio dell’anno sono trentamila i migranti sbarcati sulle coste italiane. Diecimila in più rispetto a tutto il 2007. Lo ha annunciato l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. E aumentano anche le vittime: 509 nei primi dieci mesi dell’anno. Senza contare le migliaia di persone morte di fame e di sete sulle piste dei deserti, senza nome né documenti, perse prima ancora di tentare l’attraversamento in barca. Nella hit parade delle industrie criminali, i ricavi del traffico di immigrati sono al terzo posto, dopo la droga e le armi. Intanto Medici senza frontiere è stata costretta a chiudere le sue attività al molo dell’isola di Lampedusa. Il ministero dell’interno italiano ha pensato bene di non firmare il protocollo d’intesa. Era l’unica organizzazione indipendente di soccorso sanitario presente con un’équipe di medici, infermieri e mediatori culturali. Ma gli immigrati che arrivano a Lampedusa sono tutti giovani, sorridenti e abbronzati. Forse di loro vorrà occuparsene direttamente Berlusconi.

venerdì 31 ottobre 2008

W Concita

Grande Andrea che mi ha fatto scoprire l'intervista della Daria Bignardi a Concita De Gregorio. La direttrice dell'Unità, mi stava già simpatica prima, adesso, come afferma Andrea, non ci si può non innamorare. "Le donne sono prima di tutto persone". Quanto ha ragione! E quello che dice della Gelmini è proprio vero. Averla vista da vicino, come la Brambilla, prima che assumessero gli attuali ruoli, davvero fa venir la pelle d'oca. Povera Italia.

venerdì 10 ottobre 2008

Il barrito di Bossi e la paura

"Una società senza paura è come una casa senza fondamenta. Per questo io starò sempre qua, nel mio ufficio bianco, alla mia scrivania bianca, di fronte al mio poster bianco".
Un editoriale strepitoso quello di Gian Antonio Stella sul Corriere della sera di oggi. Quando erano italiani gli immigrati da linciare - La strage di Aigues-Mortes e il pregiudizio xenofobo è assolutamente da leggere.

Il post sulla paura

martedì 7 ottobre 2008

Vincono la Gelmini e i suoi grembiulini

Quella di oggi è una brutta pagina del lavoro del Parlamento. Su un tema delicato come quello della scuola a nulla servono i colpi di mano. La Camera, con un voto di fiducia inutile chiesto dal Governo per tagliare ogni possibile modifica, ha approvato il maxi emendamento alla riforma voluta dal ministro Gelmini. Molte le novità. Su tutte quella che smantella la vecchia esperienza della scuola elementare e reintroduce il maestro unico e i voti.
Al di là di aspetti tecnici che andranno valutati poi nel concreto, colpisce questa fretta e totale assenza di ogni tipo di coinvolgimento degli insegnanti in una riforma che sarà epocale. Si smantella uno dei punti di eccellenza riconosciuti a livello internazionale per risparmiare soldi. Questo va detto con chiarezza.
È brutta una nazione dove si deve additare qualcuno come fannullone, come incapace, come inadeguato e causa di ogni male. È brutto perché è lontano anni luce dallo sviluppo, dalla crescita, dall'innovazione che tanto serve all'Italia. È brutto perché senza il coinvolgimento positivo dei lavoratori e di ogni altro ruolo all'interno dei vari settori, non si va da nessuna parte e a mala pena ci si trascina.
La giornata di oggi diventa così ben peggiore di quanto faccia credere chi si lamentarà per dover reintrodurre i grembiulini nelle scuole. E speriamo che in questo mese che attende il voto del Senato, Governo, forze politiche e sociali, addetti ai lavori si siedano a discutere e chi deve farlo ci ripensi.

giovedì 25 settembre 2008

Gelmini, giù la maschera

Vi consiglio di comprare l'ultimo numero di Internazionale, purtroppo in edicola ancora solo per oggi. C'è un intervento di Tullio De Mauro e altri due articoli splendidi sul progetto di riforma del ministro Gelmini.
Oggi i giornali pubblicano articoli di commento sulla prima bozza del documento consegnato ai sindacati. Un decalogo delle ipocrisie altro che riforme. Tagli, tagli e ancora tagli. Insieme con quello che va cambiato, verrebbe smantellato tutto ciò che di buono c'è in questo paese in materia scolastica. basti pensare alle scuole materne e a quelle elementari. Nelle prime non tutto funziona come a Reggio Emilia preso a esempio nel mondo intero, ma comunque lo standard è alto e bisognerebbe migliorarlo non il contrario. Stesso discorso per le scuola elementari. E noi invece abbiamo perso tempo a discutere di grembiulini e amenità simili.

Per fare vere riforme occorre pensare, conoscere, ascoltare e confrontarsi. Altrimenti è come iniziare a costruire una casa dalla scelta delle maniglie delle porte o dai lucernari.

Una tristezza infinita. C'è da sperare che su questo tema fondamentale per la crescita del Paese si mobilitino tutti e non solo gli addetti ai lavori.

martedì 12 agosto 2008

La politica dello struzzo

Un altro terribile incidente in autostrada e un altro morto sul lavoro. Un'accoppiata descritta dall'ultimo comunicato del Censis. L'Italia ha nei morti del lavoro e quelli sulle strade il peggiore dei record in Europa. Nel primo caso questi sono il doppio e nel secondo otto volte in più degli omicidi.
Venticinque anni fa nella prima lezione di diritto del lavoro Carlo Smuraglia dichiarava come fosse uno scandalo avere quasi mille morti sul lavoro all'anno. Ora siamo messi peggio.
Non credo ci sia chi possa dichiarare di avere a portata di mano le soluzioni, ma continuare a far finta di niente o peggio ancora, come ha fatto il sottosegretario Castelli, prendersela con le statistiche è pazzesco. Non dobbiamo più star zitti e occorre avviare dibattiti ovunque e in ogni momento. Il costo delle vite umane e i costi sociali di questa situazione diventano giorno dopo giorno intollerabili. Altro che emergenza sicurezza. Il Governo, il sindacato, le forze politiche, le associazioni tutte ognuno per la propria parte e il proprio ruolo devono mettere al centro della propria azione questa vera emergenza.

mercoledì 6 agosto 2008

L'esercito nei cantieri

Grande Gad Lerner. Oggi su Repubblica pubblica un editoriale dai toni fermi e forti. Su un argomento che riprende lo studio del Censis sulle morti bianche e su gli incidenti stradali.
"Una modesta proposta al ministro La Russa e al governo tutto, che s´è preso tanto a cuore la sicurezza dei cittadini italiani: perché non inviare l´esercito anche nei cantieri, nelle fabbriche, e magari lungo le autostrade? A meno che si vogliano considerare i morti sul lavoro e negli incidenti stradali "meno importanti" rispetto alle vittime della criminalità".
Lerner attacca così nel suo articolo. E poi chiude sollevando delle argomentazioni simili a quelle che avevo posto ieri al ministro Maroni.
"La sicurezza manipolata come un feticcio, semmai, rivela la volontà di sottomettere i ceti più deboli all´ingiustizia sociale, indirizzandone il malcontento su bersagli meno impegnativi. È più facile prendersela con la devianza degli emarginati, specie se stranieri, che con la camorra, la mafia, la ´ndrangheta (sono queste organizzazioni le principali responsabili degli omicidi in Italia). Ancor più complicato è imporre la regola morale, prima ancora che giuridica, secondo cui la tutela della vita del lavoratore è più importante della produttività. Addirittura impopolare, infine, suona l´equazione fra mancato rispetto del codice della strada e delinquenza. Naturalmente mandare i soldati in pattuglia nei cantieri, nelle fabbriche e lungo le autostrade è solo una boutade. Ma denunciare la menzogna di questi politici, falsi difensori della sicurezza pubblica, resta una necessità. Perché una comunità impaurita non progredisce inseguendo fantasmi: semmai arretra, correndo all´impazzata sulle strade e umiliando i suoi lavoratori."

martedì 5 agosto 2008

Caro Maroni, ma quale sicurezza

Maroni mi è simpatico. L'ho incontrato tante volte, in situazioni sempre diverse, ma è sempre stato un piacere.
Un leghista "anomalo", "godereccio", attento, intelligente. Con il tempo è diventato sempre più un politico accorto, capace e sicuro. Divertente il suo racconto di quando la prima volta da ministro degli interni nel 1994 "scomparve" da un'uscita secondaria di Montecitorio per torare in albergo mentre la polizia lo cercava per tutta Roma.
Altri tempi. Adesso il nostro ministro è alle prese con ben altre situazioni. Da settimane sta facendo delle campagne sulla sicurezza che lasciano a bocca aperta. L'uscita sui poteri speciali ai sindaci è solo l'ultima delle trovate. Maroni non è uno sciocco ed è attentissimo agli effetti mediatici delle sue iniziative. Sa che la gente, soprattutto la sua, quella leghista ma non solo, dopo aver sentito tanti proclami vuole fatti. E così si cavalca l'insicurezza. Ma restano inattese delle domande fondamentali. Caro ministro quando la vedremo impegnato in prima persona con i veri problemi della sicurezza di questo paese? Quando la vedremo a Scampia, a Napoli, a Locri, a Palermo alzare la voce e prendere provvedimenti contro la mafia, la camorra, la ndrangheta? A quando le battaglie contro il capolarato che è la piaga drammatica che sfrutta i clandestini e li tratta come schiavi? In Italia ogni anno muoiono sul lavoro il doppio delle persone assassinate. Questa è una vera priorità altro che mendicanti e degrado urbano.
Caro Maroni, ma pensa davvero che siano gli zingari, i rom, gli accattoni, i lavavetri, le prostitute, gli immigrati il problema numero uno di questa Italia che non passa giorno che non venga derisa dai paesi vicini?
Altro che sicurezza, molti provvedimenti sembrano pensati e organizzati per alimentare paure e insicurezze. Il nostro paese ha bisogno di maggiore cultura, di maggiore solidarietà, di maggiori spinte all'apertura e non finte strategie che alimentano solo inutili odi e diffidenze.
Bene fa Antonio Albanese che, nell'ultimo suo spettacolo teatrale, mette in scena il ministro della paura, quella stessa figura che abbiamo visto in azione in alcuni momenti bui del nostro paese.
Lei ministro "Bobo" è troppo simpatico per prendere quel ruolo. Ci pensi.

sabato 2 agosto 2008

Sette in condotta

Non vedo perché scandalizzarsi della proposta di ripristinare il sette in condotta. Quello che deve preoccupare è il vuoto assoluto di idee, cultura, programmazione, indirizzo della scuola. Anziché studiare e poi proporre qualcosa di duraturo e che cambi in modo serio le cose ogni ministro ha le sue fisime e crede che le proprie idee siano la soluzione a ogni male. E così adesso la Gelmini rimette i grembiuli e il voto di condotta come elemento curriculare che possa contrasare il bullismo e ridare status e potere a chi sta in cattedra. Gli venisse mai in mente di coinvolgere chi ci lavora nella scuola, dai ragazzi, ai bidelli, al personale di segreteria e poi via via fino agli insegnanti e ai dirigenti scolastici. No, scherziamo! Sarebbe chiedere troppo. E allora avanti ognuno con le proprie fisse. E bene fa Il manifesto oggi a dedicare la prima pagina a questo argomento e con una vena polemica a mettere la foto delle famose corna di Berlusconi a un vertice Ue del 2002. Così, tanto per farci ridere dietro ancora un pò.

I grembiuli e il toro eccitato

Bell'editoriale di Francesco Merlo su Repubblica di oggi sul ripristino dei grembiuli nella scuola.
"...In Italia non ci vogliono grembiuli ma edifici, aule, strumenti di didattica, un nuovo sistema di stipendi, di aggiornamenti e di incentivi, nuove strategie formative… cioè soldi, competenze e credibilità che spingano le fantasie degli adolescenti ad aggrapparsi ai rami della mitologia e ai misteri delle lingue, ai paradossi matematici, alla filosofia, alla musica della versificazione, alla magia della chimica. O dai a uno studente il piacere di infilarsi nella storia con la capacità del professore e con la ricchezza delle tecniche audiovisive, oppure lo ecciti soltanto come si eccita un toro con il drappo rosso...".

venerdì 25 luglio 2008

Sette fustigate

Dalla conferenza stampa del Consiglio dei ministri di oggi.

Berlusconi in chiusura ha letteralmente affermato:
"Tornando dal G8, a Napoli, in un giro di un quarto dora, ho visto uno spettacolo che mi ha prodotto un maldicuore, le macchine arrivavano e buttavano fuori tutto. Lancerò una campagna per Napoli la città più pulita e ordinata d'Italia
L'esempio lo pigliamo da Singapore dove fino a 11 anni fa chi buttava una carta per terra veniva fustigato con sette sferzate sulla schiena. Mi spiaccio di non poter adottare una sanzione di questo tipo ma sto pensando a una serie di sanzioni che dovrebbero essere ugualmente efficaci."

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