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martedì 4 novembre 2008

La "zampa" acciaccata

Quattro mesi dall'incidente e la "zampa" ancora fa storie. Dopo gli ultimi esami è confermata la frattura di un menisco, la "distruzione" del legamento crociato posteriore. Insomma molti pasticci e ancora una ferita aperta e medicazioni su medicazioni e fisioterapia. Racconterò alla fine questa odissea con tutti protagonisti. Un voto alto per ora alla sanità anche se con qualche eccezione eccellente.

venerdì 5 settembre 2008

"Se qui si lavorerebbe professionali"

In fila al Cup. L'impegata spiega a una signora, già alterata, che modulo deve far compilare al proprio convivente disoccupato per non pagar il ticket di una prestazione per il figlio.
«L'ho già scritto!» dice la signora.
«No, guardi è un altro foglio. Ci serve come autocertificazione» le risponde gentilmente l'addetta allo sportello.
Arriva lui urlando. «Che cazzo! Non possiamo passar per scemi con voi. Se qui si lavorerebbe professionali...». Sbraita e insulta ripetutamente l'impegata che prova a spiegare di nuovo con calma di fronte alla furia dell'uomo.
Una scena che chissà quante volte si ripete in una sola mattinata. Un po' di burocrazia indisponente e tanta, ma tanta ignoranza formano un mix che qualche volta diventa esplosivo. Scene brutte da vedere, ma ancor più da vivere per chi lavora.

sabato 9 agosto 2008

Evviva! Guido di nuovo

Evviva. Ieri sera, dopo 36 giorni di stop, ho guidato di nuovo. Una sensazione stranissima. Non mi era mai capitato da quando ho preso la patente nel lontano 1978. Pochi chilometri, più per il gusto di provare. La "zampa" migliora anche se la ferita causa ancora diversi fastidi, ma muscoli, tendini, articolazioni varie cominciano a rispondere. Un grazie a tutte le persone che mi stanno aiutando e soprattutto a Rosanna che con la sua professionalità e dolcezza fa i "miracoli" con tante tante persone.
Oggi e domani "gita fuori porta" a respirare aria montagnina negli splendidi Grigioni, a Donat, paese contadino di tanti ricordi e tanti amici.

mercoledì 30 luglio 2008

Cosa c'è di nuovo?

«Cosa c'è di nuovo?» Arriva un pò claudicante e il giovane fisioterapista deve richiederglielo tre volte mentre lui fa le facce più strane. Ha un problema alla caviglia e deve fare una dozzina di sedute. Nello spazio delle parallele una signora prova a rimettersi in piedi e a riprendere a camminare.
Nella piccola palestra di via O. Rossi c'è un'intera umanità
. Un gruppo di fisioterapisti, di tirocinanti con tanti pazienti in un'atmosfera quasi familiare e ci si fa l'idea che giorno dopo giorno molti si conoscano.
Un mondo, come tanti, che lavora, offre servizi, ascolta fatiche e sofferenze e aiuta a lenirle, superarle, rimediare a qualche guaio che in un'età più avanzata diventa fonte di gravi preoccupazioni.
Gli spazi sono quelli che sono ma le persone che lavorano sono tutte gentili ed accoglienti. Uno spaccato di Italia che viene raccontato poco. Quanto è più facile scandalizzarsi per tanta mala sanità e quanto poco si valorizzano professionalità che con piccoli gesti, ogni giorno, restituiscono speranze e sorrisi.