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domenica 15 settembre 2013

Mondiali di ciclismo a Firenze: tutto il mondo è paese

Stasera, appena arrivato a Firenze, in un bar ho trovato un giornalino di quartiere. Sono un curioso nato e così mi sono messo a leggerlo, complice anche la prima pagina dedicata ai mondiali di ciclismo. Questi si svolgeranno dal 22 al 29 settembre con un circuito anche in città.
Emblematico il sottotitolo: come sopravvivere.... (con quattro puntini sospensivi, ma del resto non è il NYT).

sabato 11 ottobre 2008

Quel visionario di Bitzer

Il presidente di Whirlpool Europa è simpatico. Si aggiunga che è giovane, carino e quel che più conta anche bravo e gli ingredienti del successo ci sono tutti.
Settimana scorsa l'ho incontrato per una breve intervista sul dopo mondiali. La multinazionale di Comerio e Cassinetta non solo ha sponsorizzato l'evento, ma si è preoccupata di lasciare anche dei segni nel tempo. Da qui il progetto del bike sharing a Varese.
Quando si entra nell'ufficio di Marc Bitzer si resta subito incantati dal panorama. Un'enorme vetrata da cui si vede tutto il lago, la catena alpina e quella delle prealpi. Con grande semplicità, insieme a Giuseppe Geneletti, respondabile delle relazioni esterne, Bitzer ha parlato di visioni, di emozioni, di partecipazione, di ambiente, cultura.
Il suo punto di forza, insieme alle idee è nel vivere il territorio. In quei giorni con i suoi bambini ha partecipato all'evento. Uno schiaffo in faccia a quei varesini e varesotti che con sufficienza e spocchia hanno preferito "abbandonare" la città perché c'era troppo caos. E non mi riferisco a insegnanti o impiegati di aziende che hanno chiuso i battenti e quindi approfittato di ferie obbligate, ma di quelli che si lamentano sempre per il provincialismo del nostro territorio e alla prima occasione se ne vanno al mare o in montagna.
Bravo Bitzer e complimenti per i contenuti delle sue riflessioni.

domenica 28 settembre 2008

Questa sera teniamoci la festa

Per questa sera teniamoci la festa e rimandiamo a domani le analisi e le domande sui mondiali.
Una settimana di lavoro e di passione (in ogni suo significato).
Le bandiere, la non partecipazione, il provincialismo avremo modo di pensarci e di rifletterci. Ma da domani.
Grazie Ballan e grazie a tutti quelli che hanno permesso che tutto andasse bene.

venerdì 26 settembre 2008

I mondiali già vinti

Il fatto di mettere in contatto persone positive e con passioni comuni è già una vittoria di questi mondiali. Sono felice di essere l'artefice dell'incontro virtuale, ma non solo quello, di alcune persone legate al mondo della bici. Lorenzo Franzetti, collaboratore tra i primi di Varesenews, fa il giornalista occupandosi 12 mesi all'anno di ciclimo. Mauro Temperelli, Gianni Spartà e Giuseppe Geneletti invece in bici, beati o poveri loro, ci vanno. Mauro è il segretario generale della Camera di commercio, Gianni giornalista della Prealpina tra i più noti e Giuseppe è il responsabile delle relazioni esterne di Whirlpool.
Tutti e quattro hanno accettato di scrivere di mondiali per il blog di Varesenews. Lo stanno facendo per passione. la stessa che hanno per il ciclismo, la stessa che hanno nel loro lavoro, la stessa che metteono tutti i giorni per migliorare questo territorio.
Complimenti a loro e a quanti ci credono che si possa fare. un mondo diverso parte anche da queste piccole, grandi cose.

giovedì 25 settembre 2008

Mondiali di ciclismo: tra sgarbi e sgambetti

Non è passato inosservato il mancato saluto del sindaco di Varese durante la cerimonia inaugurale dei mondiali di ciclismo che si tengono proprio nel capoluogo lombardo.
Fontana amareggiato e Lega in subbuglio. Pronta la reazione la sera dopo quando la trasmissione in differita della cerimonia trasmessa su Rai due, guidata dal leghista Marano, ha tagliato la ragazzina che cantava. Niente di strano se non che questa fosse la figlia di Gabriele Sola, direttore generale della società Varese 2008. Ripicca, dispetto, o forse solo una questione di opportunità visto che la scelta di esibire figli, parenti e amiici non è proprio un bell'esempio di stile.
I mondiali non sono questo, ma le dinamiche che scatenano certe situazioni fanno comunque riflettere. E confermano che strano paese sia il nostro, dove anche il sudore (quello degli altri) viene conteso dai politici e il nepotismo è duro a morire anche nelle piccole cose.

mercoledì 24 settembre 2008

Arrivano i mondiali e la città si svuota

A forza di gridare al lupo al lupo i risultati si vedono. Varese ospita i mondiali e metà della città si è svuotata. Clima surreale e, se non fosse per il freddo arrivato pungente, sembra quasi ferragosto. Molti cittadini preoccupati di chissà quanti e tali disagi hanno fatto le valigie e preso uno dei tanti pacchetti "sconto mondiali" proposto da mesi dalle agenzie di viaggio.
E così un clima che poteva esser di festa, per qualcuno si trasforma nell'ennessima occasione persa e buona solo per far polemiche e parlar male. E basta, verrebbe da dire. Ma da giovedì si entra nel vivo delle "corse che contano" e il week end sarà comunque festa.
Resta l'amaro in bocca. Soprattutto quando a scegliere questo disfattismo sono anche uomini pubblici o amministratori.

Bravo Adamoli, brava Oprandi

Una lettera di Luisa Oprandi, vice presidente del consiglio provinciale per il Pd sui mondiali, tra le altre cose afferma: “È doveroso che si lascino temporaneamente da parte tutte le polemiche e le osservazioni in merito agli eventuali errori o carenze organizzative. È il momento di esserci e di sentirsi parte della vita cittadina”.
Giuseppe Adamoli, nel suo blog applaude alla collega di partito e rincalza la dose, "Aggiungo, di mio, che sarebbe bene lasciar perdere anche le polemiche insensate sulla Padania e sull’inno di Mameli che non fanno bene né a Varese, né alla Lombardia".

lunedì 22 settembre 2008

Mondiali di ciclismo: tutti protagonisti

La città è tappezzata di manifesti di benvenuto. Colori e lingue da tutto il mondo. È una bella immagine e contiene un messaggio importante.
Varese è in fibrillazione e ora si inizia a percepire con chiarezza la dimensione mondiale che vivremo da oggi a domenica. Qualcosa che va oltre il semplice evento sportivo. Ci auguriamo che l’accoglienza non si fermi a un manifesto o ai muri ritinteggiati di fresco.
Non tutti però vivono questa situazione allo stesso modo. Si leva spesso un coro di critiche che vanno ben oltre i commenti di alcuni nostri lettori. Sembra quasi che le persone non si rendano conto della grande opportunità che vivrà il nostro territorio in questo periodo. Per un giorno non interessa nemmeno la dimensione economica della faccenda, che pure è importante. Guardiamola dalla parte di tutti i cittadini. I disagi sono assicurati, ma con questi anche la possibilità di incontrare gente da ogni parte del mondo. Sarà una grande festa e farebbe bene a tutti leggere cosa fu il mondiale del 1951. Il confronto non interessa tanto per motivi sportivi, ma per capire il clima che vive oggi il nostro paese. Diversamente da allora, dove la gente arrivava da ogni parte della provincia raggiungendo Brinzio anche a piedi, e l’entusiasmo era palpabile nel racconto di tutti quelli che c’erano, oggi assistiamo quasi sempre a un coro di proteste, sempre scontenti, sempre tristi e critici su tutto e tutti. Se Varese è morta perché è morta, se vive perché vive, se propone qualcosa perché lo fa e non va mai bene perché si poteva fare meglio. È tutto vero, ma anche tutto contraddittorio. Ed emerge quanto stress si viva e quanto le nostre vite siano diventate complicate oltre ogni logica.
Di questo, oltre alla dimensione personale, che resta la più importante comunque, sono responsabili in tanti. Ma è da qui che sarebbe bene iniziare una riflessione che vada oltre i mondiali. Ci farebbe bene a tutti. Da qui a domenica però proviamo a goderci un clima che apre le porte delle nostre case, ci fa uscire dalla solita stretta morsa del provincialismo e ci rende tutti protagonisti. Sarà poco, ma può aiutarci tutti a guardare le cose con un occhio diverso dal solito. Per critiche e complimenti aspettiamo lunedì prossimo e, comunque vada, grazie a tutti quelli che stanno lavorando per rendere possibile questo straordinario evento.

sabato 20 settembre 2008

"Where is Cycling Stadium?"

Si corre. E immagine migliore è difficile trovarla. Nel cuore dell'ippodromo, o meglio del Cycling Stadium, c'è un brulicare d persone incredibile. centinaia di operai, volontari, addetti agli stand che stanno facendo una corsa contro il tempo perché già da sabato sera, tutto deve essere pronto per questa edizione dei campionati mondiali di ciclismo. Si parte con le attività di "contorno" e alle 21 ci sarà uno spettacolo per la premiazione di Miss mondiali. Amedeo Colombo è nel suo ufficio. "E un altro giorno è passato. Lavoriamo ormai sempre", dice con un suo tipico fare tra lo sconsolato e l'entusiasmo di chi sa che comunque ce la faranno. Sotto il suo quartier generale ci sono i ragazzi addetti alla vendita dei biglietti che continuaa buon ritmo.
La pista in asfalto è pronta da tempo con i suoi diversi strati che permettono una perfetta pedalata mentre lungo l'intera retta d'arrivo ha ora una lunga serie di novità che corre tutto a fianco. Le tribune Ganna e Binda oltre a contenere migliaia di spettatori sono ora coperte per garantire ogni comfort anche in caso di pioggia, così come la tribuna stampa posta appena dopo il traguardo. Nel mezzo il camion dei cronometristi e soprattutto il palco delle premiazioni, laddove la speranza è quella di vedere spuntare tanti azzurri al momento della vestizione iridata.Lì nei pressi si lavora anche a tarda sera, per mettere a punto nei dettagli il maxischermo principale.
Alle spalle, internamente all'ippodromo dove in genere si sviluppano i prati e le strade di servizio, è in costruzione una città intera. I padiglioni che ospiteranno i tre ristoranti e la grande sala stampa da oltre 900 posti sono montati e al loro interno procedono i lavori d'allestimento. Stessa cosa per il "World's Village", l'area espositiva dove i padiglioni della fiera si alternano al palco degli spettacoli. Già posizionati ci sono un grande "atomium" che nelle forme ricorda quello di Bruxelles, come pure un treno delle Nord ben noto ai viaggiatori, approntato dalla Regione Lombardia.
In pieno centro, nel foyer d el teatro c'è un altro punto strategico per quanti devono ritirare gli accrediti di ogni tipo. Ne sono stati prenotati circa seimila. Un migliaio sono per i volontari e i vari staff che lavoreranno all'evento. Altrettanti per la stampa presente da ogni paese del mondo.Insomma Varese respira un'altra aria. Molti non ne sono convinti, molti restano fermi sulle loro posizioni polemiche o critiche, ma la città si sta poco a poco colorando e dè facile incontrare cittadini di azionalità diverse, turisti con zaino in spalla, altri i camper, altri ancora che gironzolano alla ricerca di un posto dove mangiare qualcosa.Il count down ormai vale solo per le gare. Varese mondiale è già nell'aria.