Stasera, appena arrivato a Firenze, in un bar ho trovato un giornalino di quartiere. Sono un curioso nato e così mi sono messo a leggerlo, complice anche la prima pagina dedicata ai mondiali di ciclismo. Questi si svolgeranno dal 22 al 29 settembre con un circuito anche in città.
Emblematico il sottotitolo: come sopravvivere.... (con quattro puntini sospensivi, ma del resto non è il NYT).
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domenica 15 settembre 2013
giovedì 5 settembre 2013
Angelo sei ancora con noi
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| Una mia foto fatta in occasione del mio incontro con Vassallo il 10 agosto |
Tre anni fa esatti, in una calda e bella domenica, Angelo Vassallo veniva barbaramente ucciso sulla strada di casa sua ad Acciaroli. Lo ricordo in un articolo che parla dei gigli di mare, ma quello che mi colpisce, ancora oggi, è l'editoriale che avevo scritto la sera prima della sua morte e che usci sulla Prealpina della stessa domenica. Quel giorno parlammo spesso di lui con Concita De Gregorio che era ospite della festa di Varesenews. Avevo conosciuto Angelo il 10 agosto del 2010 nel mio giro in Vespa lungo le coste italiane. Nacque un amore forte e lo risentii tante volte durante le lunghe tappe fino a Trieste. Saremmo dovuti andare a pesca insieme e mia è l'ultima intervista con questo grande uomo. A suo nome oggi c'è una fondazione.
Pubblico integralmente quell'articolo che ci può far riflettere ancora oggi.
sabato 24 agosto 2013
Quando un'idea ha le gambe
"Buona idea quella di aprire il Belvedere Jannacci di Palazzo Pirelli
al pubblico e ai turisti affinché chiunque voglia possa godersi la vista di
Milano e di una buona parte di Lombardia da una prospettiva affascinante".
Niente male la presa di posizione di Cristina Cappellini, assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia, che dopo qualche ora da un post e un tweet del sottoscritto rilancia la proposta.
Niente male la presa di posizione di Cristina Cappellini, assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia, che dopo qualche ora da un post e un tweet del sottoscritto rilancia la proposta.
venerdì 23 agosto 2013
Apriamo il Pirellone al pubblico
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| Il grattacielo Pirelli a Milano e il Panoramapunkt a Berlino |
martedì 20 agosto 2013
mercoledì 14 agosto 2013
Il turismo e la sindrome del pasticcino
Con Ispra abbiamo passato la metà dei comuni. Ci restano per la verità i grandi centri, però la maggior parte della provincia è stata visitata e sono ben undici i giornalisti che hanno lavorato nelle varie tappe. A loro si aggiunge poi il sapiente e paziente lavoro di Mariangela, la vera regia del 141tour.
lunedì 29 novembre 2010
Tante perle non fanno una collana
La pace e il silenzio sono una dimensione che accomuna i luoghi magici della nostra provincia. La salita al Sacro Monte e quella a Monteviasco, in senso opposto la discesa verso Santa Caterina del sasso, o verso il Ticino dalla piazzetta di Tornavento.
E poi l’eccellenza di spazi congressuali con le incantevoli Ville Ponti, o il pratico e comodo MalpensaFiere, oltre ai tanti hotel che offrono altri servizi. Per non parlare poi di tutte quelle proposte di nicchia, che pensate in un contesto di mondo globale, possono portare numeri di visitatori davvero importanti. Lo sport, il benessere, l’ambiente, la natura, sono altri punti di forza del nostro territorio.
Insomma, il turismo varesino non può certo competere con quello delle grandi città d’arte, o con il lago di Garda, ma i numeri per fare bene ci sono, o meglio ci sarebbero.
Intorno a questo, da una decina d’anni, si gioca una scommessa importante: scoprire una possibile vocazione turistica del Varesotto che, oltre a far conoscere le proprie bellezze ai cittadini che ci vivono, diventi un piccolo pilastro dell’economia.
Ovvio che la presenza di Malpensa gioca un ruolo importante e strategico. Dall’aeroporto, malgrado la crisi, transitano milioni di passeggeri. Intercettarli non è facile, ma è possibile.
La Camera di commercio e la Provincia collaborano da diversi anni per far si che il turismo diventi un sistema. Hanno fondato un’agenzia specifica e danno energia al consorzio misto tra pubblico e privato perché gestisca la parte business.
Le premesse ci sarebbero tutte per un discreto successo. Ma è davvero così? Non sembra proprio. Ognuno fa da sé, e anche in questo settore vince la sindrome del pasticcino. Tutti grandi pasticceri per dimostrare di saper fare il miglior dolce. Peccato che, come bene hanno detto i direttori del Convention Bureau varesino, nessuno, da solo, abbia la forza per competere e promuovere seriamente il territorio.
L’agenzia per il turismo avrebbe il compito di elaborare strategie e gestire le relazioni per far si che si sviluppi un vero sistema. Un ruolo importante che valorizzi le abilità dei vari pasticceri facendo però attenzione a non moltiplicare solo i risultati, ma indirizzando, almeno in parte, l’uso degli ingredienti per fare una buona torta.
Se i diversi soggetti non dialogano e non si incontrano, c’è poco da sperare in un vero sviluppo. Si continuerà a fare piccoli numeri, malgrado si abbiano le occasioni per pensare ai grandi.
Sembra essere un po‘ la vocazione varesina, ma allora, viene da pensare che per organizzare un abbraccio intorno al lago sarebbe sufficiente un consorzio di bocciofile e non un grande dispiego di energie come quello messo in campo dall’agenzia per il turismo alla ricerca di record (per farci che?), per altro nemmeno raggiunti. Promuovere il territorio richiede ben altro che piacevoli e meritevoli scampagnate.
Tanti pasticcini saranno anche buoni, ma non fanno una torta, e tante perle sciolte saranno anche belle, ma non fanno una collana.
E poi l’eccellenza di spazi congressuali con le incantevoli Ville Ponti, o il pratico e comodo MalpensaFiere, oltre ai tanti hotel che offrono altri servizi. Per non parlare poi di tutte quelle proposte di nicchia, che pensate in un contesto di mondo globale, possono portare numeri di visitatori davvero importanti. Lo sport, il benessere, l’ambiente, la natura, sono altri punti di forza del nostro territorio.
Insomma, il turismo varesino non può certo competere con quello delle grandi città d’arte, o con il lago di Garda, ma i numeri per fare bene ci sono, o meglio ci sarebbero.
Intorno a questo, da una decina d’anni, si gioca una scommessa importante: scoprire una possibile vocazione turistica del Varesotto che, oltre a far conoscere le proprie bellezze ai cittadini che ci vivono, diventi un piccolo pilastro dell’economia.
Ovvio che la presenza di Malpensa gioca un ruolo importante e strategico. Dall’aeroporto, malgrado la crisi, transitano milioni di passeggeri. Intercettarli non è facile, ma è possibile.
La Camera di commercio e la Provincia collaborano da diversi anni per far si che il turismo diventi un sistema. Hanno fondato un’agenzia specifica e danno energia al consorzio misto tra pubblico e privato perché gestisca la parte business.
Le premesse ci sarebbero tutte per un discreto successo. Ma è davvero così? Non sembra proprio. Ognuno fa da sé, e anche in questo settore vince la sindrome del pasticcino. Tutti grandi pasticceri per dimostrare di saper fare il miglior dolce. Peccato che, come bene hanno detto i direttori del Convention Bureau varesino, nessuno, da solo, abbia la forza per competere e promuovere seriamente il territorio.
L’agenzia per il turismo avrebbe il compito di elaborare strategie e gestire le relazioni per far si che si sviluppi un vero sistema. Un ruolo importante che valorizzi le abilità dei vari pasticceri facendo però attenzione a non moltiplicare solo i risultati, ma indirizzando, almeno in parte, l’uso degli ingredienti per fare una buona torta.
Se i diversi soggetti non dialogano e non si incontrano, c’è poco da sperare in un vero sviluppo. Si continuerà a fare piccoli numeri, malgrado si abbiano le occasioni per pensare ai grandi.
Sembra essere un po‘ la vocazione varesina, ma allora, viene da pensare che per organizzare un abbraccio intorno al lago sarebbe sufficiente un consorzio di bocciofile e non un grande dispiego di energie come quello messo in campo dall’agenzia per il turismo alla ricerca di record (per farci che?), per altro nemmeno raggiunti. Promuovere il territorio richiede ben altro che piacevoli e meritevoli scampagnate.
Tanti pasticcini saranno anche buoni, ma non fanno una torta, e tante perle sciolte saranno anche belle, ma non fanno una collana.
venerdì 29 agosto 2008
Sempre sull'"erba" Svizzera
Sempre a proposito dell'erba del vicino... Da tredici anni vado spesso nei Grigioni. Per diverse stagioni prendevamo una casa in affitto con tanti amici varesini. Andare in pensione o a mangiare al ristorante era impossibile. I prezzi erano mediamente il doppio dei nostri. Quest'anno a causa del mio incidente sono stato costretto a restare a Varese e nelle ultime due settimane sono andato per tre giorni in pensione nello splendido cantone.
Sorpresa delle sorprese i loro prezzi sono mediamente il 30% in meno dei nostri. Ovviamente a parità di servizio e qualità (forse, perché la loro è sempre standard e ottima).
Indagheremo se è vero che molti in previsione dei mondiali a Mendrisio nel 2009 abbiano scelto di andar lì a comniciare già da quelli varesini. Quache domanda sarà bene iniziare a farsela...
Sorpresa delle sorprese i loro prezzi sono mediamente il 30% in meno dei nostri. Ovviamente a parità di servizio e qualità (forse, perché la loro è sempre standard e ottima).
Indagheremo se è vero che molti in previsione dei mondiali a Mendrisio nel 2009 abbiano scelto di andar lì a comniciare già da quelli varesini. Quache domanda sarà bene iniziare a farsela...
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