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martedì 24 settembre 2013
A Pisa a parlare di business e digital news all'Internet festival
Il 10 ottobre prende il via Internet festival a Pisa. "La nuova edizione - si legge sul sito - sarà incentrata sul concetto di “Incubatore”, parola chiave che verrà declinata nelle quattro aree tematiche che compongono il Festival.
Imprenditori, istituzioni, venture capitalists, università, centri di ricerca si confronteranno e mostreranno progetti e case histories durante tutti e quattro i giorni del Festival, in circa una ventina di sedi, distribuite su tutta Pisa".
sabato 14 settembre 2013
Ciao Mario Caffi
Si è spento nella notte tra venerdì e sabato Mario Caffi, il presidente della società che edita Bergamonews. Aveva 74 anni. Uomo di Legge in primis, ma persona eclettica che amava e praticava l'insegnamento, lo sport, l’arte, l’editoria e, soprattutto, la sua città: Bergamo. Un amore, ricambiato, che l'ha visto impegnato e protagonista nella realtà delle università, delle banche e delle imprese.
domenica 1 settembre 2013
Buon compleanno Bergamonews
In quei giorni avevo ancora la gamba ingessata per un incidente con la Vespa. Ormai però il count down era partito e non potevamo rimandare. Era il primo settembre del 2008, e l'emozione in quelle due stanze di un piccolo, ma delizioso, appartamentino nel cuore della città, era davvero tanta.
Avevamo iniziato un po' in sordina. Un blog che andava a tastare il polso della città e che ci avrebbe aiutato a costruire un primo archivio. Due e mesi e mazzo così e poi il vero lancio del sito.
Rosella e Isaia sono la memoria storica, perché di quei primi giorni furono protagonisti assoluti insieme a Cesare, Armando e Rosa.
Per me fu un'esperienza straordinaria e piena di energia. Credo che far partire un giornale sia un fatto storico. Loro l'hanno vissuta e per me resta un grande onore avervi, in piccola parte contribuito. Sono state stagioni davvero intense e, malgrado la grande fatica e i momenti difficili, oggi Bergamonews è lì a raccontare la vita della città e della sua provincia.
Buon compleanno ragazzi.
Avevamo iniziato un po' in sordina. Un blog che andava a tastare il polso della città e che ci avrebbe aiutato a costruire un primo archivio. Due e mesi e mazzo così e poi il vero lancio del sito.
Rosella e Isaia sono la memoria storica, perché di quei primi giorni furono protagonisti assoluti insieme a Cesare, Armando e Rosa.
Per me fu un'esperienza straordinaria e piena di energia. Credo che far partire un giornale sia un fatto storico. Loro l'hanno vissuta e per me resta un grande onore avervi, in piccola parte contribuito. Sono state stagioni davvero intense e, malgrado la grande fatica e i momenti difficili, oggi Bergamonews è lì a raccontare la vita della città e della sua provincia.
Buon compleanno ragazzi.
Con Manuel ad Haiti
"Sono giovani e hanno voglia di cambiare la situazione in cui si trovano". Dopo un lungo viaggio, utile per comprendere anche le contraddizioni in cui viviamo, Manuel racconta bene con le immagini quanto ha iniziato a vedere a Mare Rouge, ad Haiti.
giovedì 22 agosto 2013
Facebook la fa da padrone
Spesso Pieluca Santoro, alias @pedroelrey, diffonde dati interessanti e utili per comprendere come vanno le cose in Rete. Sono convinto che ogni buona analisi debba partire dal lavoro reale e dai numeri che questo produce. Altrimenti rischiamo aria fritta (e Dio solo sa quanta ne respiriamo, ancora oggi, quando si parla di Internet).
mercoledì 7 agosto 2013
Non ci resta che piangere
"Nel quadro della legge sullo sviluppo economico e l'incremento dell'occupazione viene creato un nuovo sistema per il credito alla piccola e media industria"...
"Giornalismo su carta e Web". Ma siamo ancora qui?
Quando nel 2000 AOL, il più grande internet provider del mondo, acquisì la Time Warner, erano i tempi in cui Lucia Annunziata aveva fondato ApBiscom investendo molto nel Il Nuovo, il primo esperimento di giornale nazionale online in Italia. Un progetto nato quando la new economy sembrava trasformare in oro tutto quello che toccava. Un momento che durò un tempo molto limitato proprio come il giornale che, dopo varie crisi chiuse nel 2004. Ci vollero dieci anni prima che, con Il Post di Luca Sofri, nascesse qualcosa di realmente nuovo nel panorama digitale nazionale.
martedì 6 agosto 2013
Il giornalismo è come l’acqua
Quando oltre un quarto dei tuoi lettori legge il tuo giornale con uno smartphone o un tablet il “gioco” è davvero cambiato. Possiamo dibattere quanto vogliamo, ma viviamo un’altra epoca non solo rispetto alla carta, ma anche al web. Non stiamo parlando del futuro, ma del presente. L’evoluzione è rapida e la parola cambiamento quasi non esprime completamente la rivoluzione che stiamo vivendo.
Molti giornalisti non hanno ancora avuto un vero approccio rispetto ai social che già siamo in una nuova fase.
venerdì 2 agosto 2013
E-book spiegato a mia nonna (per me è la mamma)
mercoledì 3 luglio 2013
Potevamo avere la luna
“Avevamo la luna. E ora siamo nel cono d’ombra di una lunga eclisse. Ma quando è cominciato il tramonto?”
Un incipit che svela le ragioni del libro. Michele Mezza mette subito le carte in tavola. “L’azzardo del libro che avete fra le mani, scritto per larghissima parte nei mesi precedenti le elezioni del 2013, è quello di anticipare una crisi sociale, rintracciandone l’origine nell’abbaglio di cinquant’anni fa”.
Secondo Mezza la crisi attuale, sia quella economica - sociale, che quella della sinistra sono da ricercare
domenica 17 giugno 2012
La community scalda la Repubblica delle idee
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| Ezio Mauro con Riccardo Luna |
Ezio Mauro rompe quel suo fare un po' distaccato e lascia passare l'emozione per una piazza piena tutta per lui e il suo giornale. Sono le 18 di domenica e ormai della festa di Repubblica resta da ascoltare solo la splendida voce di Francesco De Gregori.
sabato 21 aprile 2012
Media online crescono
Da Bologna a Bergamo in due giorni. Ovviamente ripassando da Varese. Un triangolo che ha tenuto insieme Altratv con il meeting di Puntoit, Lombardianews e Varesenews.
Di quest'ultimo c'è poco da dire, leggeteci.
Di quest'ultimo c'è poco da dire, leggeteci.
domenica 15 aprile 2012
Il tuo giornale ha bisogno di te. Ma tu hai bisogno del tuo giornale?
L'Espresso pubblica una lunga riflessione di Giuseppe Granieri sul sistema mediatico e la Rete. Il titolo la dice lunga "I giornali perdono con Internet ma la pubblicità sul web è poca e i navigatori non sono disposti a pagare".
Interessante, salvo però due cose che fanno davvero pensare. La prima è che come sempre si parla del Guardian, del New York Time e non si comprende come i giganti dell'editoria non sono l'unico punto di osservazione di un fenomeno. Per capirlo basti pensare a come sarà stato visto Facebook all'inizio e cosa rappresenti ora.
sabato 14 aprile 2012
Ottomila desaparecidos erano un prezzo giusto. Parola di Videla
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| Vera Vigevani |
domenica 4 luglio 2010
Giornalismo e nuovi media
“Indietro non si torna” è il titolo dell’introduzione di un lavoro diviso in due parti. La prima racconta “il nuovo ecosistema” con tutte le implicazioni della Rete. La seconda entra poi direttamente nelle “implicazioni sul giornalismo”.
Il libro è di un’utilità assoluta per tutti gli addetti ai lavori, ma interessanti per tutti. Davvero completo, a partire da una bibliografia notevole e aggiornamenti fino al marzo 2010.
Unica pecca resta la scarsa trattazione delle realtà locali. C’è davvero una sorta di vuoto. A difesa dell’autore c’è ancora un forte ritardo del sistema dei giornali locali online, ma di esperienze iniziano ad essercene tante. Quello che preoccupa è una certa disaffezione alla dimensione locale che invece diverrà quella di maggior interesse sia per le comunità territoriali che per i possibili modelli di business. Verrebbe troppo facile motivare questa critica raccontando l’esperienza di Varesenews, ma la questione è ben più ampia.
Maistrello la accenna appena lasciando ancora un buco. Ormai però è questione di tempo e anche di questo si inizierà a parlare con maggior cognizione di causa.
La dimensione locale è estremamente interessante perché diventa la concretizzazione del glocal narrato anni fa da Abruzzese. La Rete abbatte spazi e rimodula il tempo. Permette condivisione a ogni distanza, ma le nostre vite si svolgono all’interno di territori ben definiti e almeno una parte della nostra quotidianità restano influenzate da questi spazi. Al tempo stesso le comunità locali influenzano la nostra vita sociale e culturale. Per tutte queste ragioni i giornali online locali saranno lo sviluppo naturale di tutte le potenzialità della Rete.
Tornando al libro il lavoro di Maistrello è stato comunque notevole. Affronta ogni aspetto con competenza e con il giusto taglio.
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mercoledì 9 giugno 2010
Il popolo e la libertà
Intercettazioni, informazione e democrazia. Una terna di questioni del massimo peso. Repubblica ne sta facendo una battaglia quotidiana. È l''emblema di un Paese che non è più normale in niente e dove la stampa deve fare l'opposizione. Non fa bene a nessuno ma tanto è. Ottimo l'editoriale di Ezio Mauro.
giovedì 13 maggio 2010
Ti spacco la faccia
Dopo D'Alema che manda a farsi fottere Sallusti arriva Chicco Testa che minaccia Mario Tozzi.
C'è tanto nervosismo nell'aria.
A cominciamo Bene, programma del mattino di RaiTre si parla di nucleare. Si confrontano il geologo, critico verso l'uso dell'energia atomica, e l'ex ambientalista diventato invece da tempo un sostenitore dell'energia nucleare.
A un certo punto Chicco Testa sottovoce minaccia Tozzi: «Non ti permettere di dire che io guadagno dei soldi perché ti spacco la faccia, è chiaro?». Tozzi esterefatto risponde «Se mi minaccia allora, aspettate perché qui c'è qualcuno che mi sta minacciando».
Intervengono anche i conduttori e cercano di riportare la calma. «Quello che ho sentito non lo voglio più sentire. Stop», dice la conduttrice in studio». «A me la faccia non me la spacca nessuno», insiste Tozzi. Tu mi hai minacciato. Questa è una cosa gravissima», aggiunge rivolto all'ex presidente dell'Enel. «Come si vede sono talmente forzuto...», cerca di smorzare Testa. Poi la lite si calma.
A cominciamo Bene, programma del mattino di RaiTre si parla di nucleare. Si confrontano il geologo, critico verso l'uso dell'energia atomica, e l'ex ambientalista diventato invece da tempo un sostenitore dell'energia nucleare.
A un certo punto Chicco Testa sottovoce minaccia Tozzi: «Non ti permettere di dire che io guadagno dei soldi perché ti spacco la faccia, è chiaro?». Tozzi esterefatto risponde «Se mi minaccia allora, aspettate perché qui c'è qualcuno che mi sta minacciando».
Intervengono anche i conduttori e cercano di riportare la calma. «Quello che ho sentito non lo voglio più sentire. Stop», dice la conduttrice in studio». «A me la faccia non me la spacca nessuno», insiste Tozzi. Tu mi hai minacciato. Questa è una cosa gravissima», aggiunge rivolto all'ex presidente dell'Enel. «Come si vede sono talmente forzuto...», cerca di smorzare Testa. Poi la lite si calma.
Il video
mercoledì 5 maggio 2010
Un brutto spettacolo
"Vada a farsi fottere". Lo scatto rabbioso e liberatorio di Massimo D'Alema passerà alla storia. Non è stato un bello spettacolo. Ancor meno quello offerto dal premier, quando in una conferenza congiunta con il responsabile dell'Ocse ha affermato che in Italia c'è perfin troppa libertà di stampa.
La politica ha smarrito il senso e un certo giornalismo provocatorio e fazioso non fa che alimentare rancori e divisioni. La puntata di ieri sera di Ballarò è stata l'esempio del corto circuito che stiamo vivendo. Si discute di moralità e di rapporti tra affari spregiudicati e politica e il vice direttore del Giornale (lo stesso dell'affare Boffo) non trova di meglio che accostarlo a vicende di ben altro tenore portando all'esasperazione Massimo D'Alema che lo insulta dicendo a Sallusti “la pagano, per questo! Le manderanno qualche signorina”.
Parole gravissime che un politico di alto profilo rivolge a un giornalista, che seppur fazioso e al servizio di una testata di parte, sta svolgendo il proprio lavoro. È il frutto di un'esasperazione inverosimile dove un ministro dà le dimissioni e non risponde alle domande dei giornalisti. Del resto ha un buon esempio dal suo capo di partito e anche del Governo.
Un pezzo della trasmissione di ieri sera resta comunque inquietante, perché anziché informare si trasforma in un setting da psicanalisi, se non fosse che Floris fa il giornalista e non il terapeuta.
Ancor peggiore però è lo spettacolo che offre il premier parlando di troppa libertà di stampa. Di quale stampa parla? E di cosa ha da vantarsi?
Fa bene a tutti ricevere i complimenti dell'Ocse sul lavoro della protezione civile, ma parliamo dello stesso organismo per cui siamo in fondo alle classifiche per cultura e scolarità e per tante altre cose. Faremo meglio a occuparci di questi temi anziché continuare a scambiarci pugni in questo ring rabbioso.
Altro che troppa libertà di stampa. Il premier vorrebbe che tutto funzionasse come le sue televisioni e il suo giornale che non trova di meglio da fare che demolire le persone.
Abbiamo bisogno di un'informazione libera, ma davvero "con la schiena dritta" perché altrimenti è a rischio eccome la democrazia.
La politica è una cosa seria, ma non sta dimostrando il meglio di sé e non è certo per colpa dei giornalisti.
Tutto questo teatrino arriva nello stesso giorno in cui un ex assessore (che era da tutti dichiarato innocente) ha patteggiato una condanna per le responsabilità che gli venivano imputate. Di fronte a questo, ancora dentro il tribunale, il giornalista gli ha chiesto se tornerà a fare politica.
Abbiamo davvero tutti smarrito il senso. Ritroviamolo in fretta altrimenti non basteranno tutti gli psicanalisti in Italia per uscire da questa situazione ridicola e pericolosa.
La politica ha smarrito il senso e un certo giornalismo provocatorio e fazioso non fa che alimentare rancori e divisioni. La puntata di ieri sera di Ballarò è stata l'esempio del corto circuito che stiamo vivendo. Si discute di moralità e di rapporti tra affari spregiudicati e politica e il vice direttore del Giornale (lo stesso dell'affare Boffo) non trova di meglio che accostarlo a vicende di ben altro tenore portando all'esasperazione Massimo D'Alema che lo insulta dicendo a Sallusti “la pagano, per questo! Le manderanno qualche signorina”.
Parole gravissime che un politico di alto profilo rivolge a un giornalista, che seppur fazioso e al servizio di una testata di parte, sta svolgendo il proprio lavoro. È il frutto di un'esasperazione inverosimile dove un ministro dà le dimissioni e non risponde alle domande dei giornalisti. Del resto ha un buon esempio dal suo capo di partito e anche del Governo.
Un pezzo della trasmissione di ieri sera resta comunque inquietante, perché anziché informare si trasforma in un setting da psicanalisi, se non fosse che Floris fa il giornalista e non il terapeuta.
Ancor peggiore però è lo spettacolo che offre il premier parlando di troppa libertà di stampa. Di quale stampa parla? E di cosa ha da vantarsi?
Fa bene a tutti ricevere i complimenti dell'Ocse sul lavoro della protezione civile, ma parliamo dello stesso organismo per cui siamo in fondo alle classifiche per cultura e scolarità e per tante altre cose. Faremo meglio a occuparci di questi temi anziché continuare a scambiarci pugni in questo ring rabbioso.
Altro che troppa libertà di stampa. Il premier vorrebbe che tutto funzionasse come le sue televisioni e il suo giornale che non trova di meglio da fare che demolire le persone.
Abbiamo bisogno di un'informazione libera, ma davvero "con la schiena dritta" perché altrimenti è a rischio eccome la democrazia.
La politica è una cosa seria, ma non sta dimostrando il meglio di sé e non è certo per colpa dei giornalisti.
Tutto questo teatrino arriva nello stesso giorno in cui un ex assessore (che era da tutti dichiarato innocente) ha patteggiato una condanna per le responsabilità che gli venivano imputate. Di fronte a questo, ancora dentro il tribunale, il giornalista gli ha chiesto se tornerà a fare politica.
Abbiamo davvero tutti smarrito il senso. Ritroviamolo in fretta altrimenti non basteranno tutti gli psicanalisti in Italia per uscire da questa situazione ridicola e pericolosa.
martedì 4 maggio 2010
"Vada a farsi fottere"
D'Alema provocato da Sallusti sbotta con il pubblico che si spella le mani.
Serata calda a Ballarò. Dopo uno scambio bello teso tra Lupi e Padellaro è il turno del vice direttore del Giornale e di Massimo D'Alema. Accuse e insinuazioni sulla storia di Affittopoli e volano parole grosse. "Vai a farti fottere" dice D'Alema senza mezze misure e poco dopo incalza “La pagano, per questo! Le manderanno qualche signorina”.
Floris ha tentato di rimediare, ma ormai...
Il video
sabato 1 maggio 2010
Il giorno dopo Fini
"Una scommessa l'ha vinta, Fini. Nessun media tradizionale ha parlato dei temi che ieri ha portato alla platea. Non sono un finiano, non sono di destra, ma da giornalista sono convinto che ciò che ci sta sfuggendo ormai è la comprensione dei temi. Il tema di ieri era, finalmente, il futuro dell'Italia. Non so se Fini sia sincero, se avrà il temperamento di realizzare qualcosa, ne dubito. Ma vedo i giornali di oggi e di che parlano: di Bocchino. Sta accadendo lo stesso che con la Lega. Si parla della cazzata di Bossi sui fucili e intanto la Lega inaugura sedi e amministra i piccoli comuni e porta a casa voti. Si parla del vaffanculo di Grillo e intanto questo gira le piazze e porta a casa voti. Poi - solo poi - ci stupiamo della "grande sorpresa". Prevedo questo: succederà lo stesso coi temi di Fini. Anche se non vincerà politicamente, fra 5 anni la politica parlerà tutta di blog, banda larga, pluralismo, formazione dei nuovi quadri dirigenti. Ma sarà già troppo tardi".
È quello che ha scritto Alessandro Franzi commentando il mio post su Facebook.
Oggi i giornali, con rare eccezioni, tra cui Prealpina con Federico Bianchessi, titolano e strillano su questioni che non ci fanno fare un solo passo avanti.
C'è poi da dire che quelli che erano presenti smetteranno di leggerli questi giornali, compresi, purtroppo, quelli che leggo anche io.
C'è da riflettere gente. Basta sottrazioni, iniziamo a guardare avanti e riprenderci il mano il futuro. Altro che Bocchino e Berlusconi.
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