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domenica 23 giugno 2013

I care, oggi è ancor più rivoluzionario

L'assemblea dell'Anso nel Mugello è stato un altro dono in questi giorni. Sabato mattina, terminati gli impegni che mi hanno fatto reincontrare amici e colleghi, sono andato a Barbiana.
Era la terza volta. La prima la ricordo come ora. Era l'agosto del 1990, 23 anni dopo la morte di don Milani. La minuscola località, fatta di un paio di case e della piccola chiesa di San Andrea, fu niente rispetto all'ingresso nel cimitero. Restai tanto di fronte a quella tomba semplice, fatta solo di una croce e di una lastra di marmo bianco con su scritto: "Sac. Lorenzo Milani Priore di Barbiana dal 1954". 

La dolcezza e la grazia di Adele

Mi ha accolto come fossi un vecchio conoscente. Novant'anni, uno spirito da ragazza e un sorriso denso di dolcezza e curiosità. Adele Corradi non si fa tanti problemi, e mi chiede di aver un attimo di pazienza per cambiare le pile del suo apparecchio acustico. 
L'incontro con lei è nato da una serie di email dopo che, l'ultima professoressa e maestra di Barbiana, lesse la mia recensione al suo libro. Ero stato duro e un po' fuori dal coro, e questo l'aveva incuriosita. 

domenica 25 marzo 2012

Non so se don Lorenzo

Sarebbe interessante scoprire quali sono le riflessioni di chi legge "Non so se don Lorenzo" senza saperne nulla di don Milani e di Barbiana. Iniziare a parlare di un libro da una provocazione svela subito un non celato disappunto per la pubblicazione del volume di Adele Corradi. La questione non sono tanto i suoi ricordi, ma la scelta di dare alla stampa un affresco del parroco di Barbiana senza un minimo di altri elementi.

venerdì 15 luglio 2011

Solentiname e la "potenza" della Parola

Ero quasi un ragazzino, quinta liceo, quando acquistai la prima edizione di Vangelo a Solentiname. Non avevo nemmeno idea di dove fosse quel posto. C'era una vaga idea di America Latina e di fascino per quel mix tra mistica, attenzione agli ultimi e spirito rivoluzionario. Figurarsi che erano passati solo dieci anni dalla morte del "Che",

martedì 9 settembre 2008