«Bella l'iniziativa di andare ogni giorno in un comune».
«Grazie, ma ci conosce?»
«Certo! Vi leggo e a lei la vedo spesso. La gente è contenta che andate nei loro paesi. È un piacere rivedere le persone e i posti che conosciamo e di cui nessuno parla».
Stamattina non avevo voglia di andare a far la spesa. La signorina alla cassa mi ha ripagato del caldo e della fatica (si fa per dire) di uscire per un po' di frutta fresca.
Il #141 tour incalza e riscuote davvero un bel successo. Siamo quasi a metà. Un po' come quando toccai Santa Maria di Leuca tre anni fa. Ma quella era un'altra storia e altri tempi.
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domenica 4 agosto 2013
venerdì 29 luglio 2011
Un anno fa
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| Parte della testata del blog www.invespa.com |
Sul blog proprio il 29 luglio scrivevamo:
martedì 7 dicembre 2010
Il viaggio in vespa diventa un libro
Prefazione di Concita De Gregorio e postfazione di Luca Viscardi e Giancarlo Angeleri, direttori di Radio Number One e La prealpina.
Un regalo per Natale. Per me, prima che per altri, ma anche per quanti sono stati protagonisti del viaggio.
Per me era importante mettere un punto per poterne poi ripartire.
Il libro (tra i 10 e 12 euro) può essere acquistato con tre diverse modalità:
1) sul sito Ilmiolibro.it
2) Nelle librerie Feltrinelli di tutta Italia (va prenotato)
3) Chiedendolo direttamente a me
giovedì 4 novembre 2010
In ricordo di Angelo Vassallo
Andranno in onda tre contributi che nascono dall'esperienza del mio viaggio. L'intervista ad Angelo, un mio vido realizzato per l'occasione e uno di Sergio Michilini registrato in Nicaragua, che racconta come è nato il suo quadro con Chico Mendes e il sindaco di Pollica.
La diretta si potrà seguire anche su Varesenews.
giovedì 15 luglio 2010
Non è un coast-to coast… è un coast-coast-coast!
Lorenzo205, al secolo Franchini, ha pubblicato sul forum diVespa online questo post. Carina la replica di Blueyes… “Non è un coast-to coast… è un coast-coast-coast!”
Le strade di agosto
La seconda è l’Aurelia (SS 1) con 697 km e sarà la prima su cui la vespa sperimenterà il lungo percorso da Ventimiglia a Roma.
Poi la Tirrena inferiore (SS 18) da Napoli a Reggio Calabria per 535 km. E la Jonica (SS 106) da Reggio a Taranto per 491 km.
Ovviamente niente autostrade.
dal blog In vespa.com
mercoledì 17 settembre 2008
È morto Giorgio Bettinelli

"Sono triste, desolata ma Giorgio non è più con noi, vola libero come un uccello, è in viaggio, ma in un altro mondo, freddo. Giorgio voleva scrivere un libro sul Tibet, ma non può più farlo, ora ha bisogno di dormire. Non so cosa posso fare per continuare il suo sogno, alle sue parole e al suo amore verso di noi".
Con queste parole Yapei, sua moglie saluta Giorgio Bettinelli.
Scrittore e viaggiatore, è morto dopo esser stato colpito da un'infezione nel Sud della Cina, sulle rive Mekong, dove viveva da alcuni anni.
Ho conosciuto Giorgio una sera a Busto Arsizio a una presentazione nel tendone della piazza per la rassegna organizzata dal comune insieme con Francesca Boragno.
Lui, sguardo spiritato, aveva incantato tutti. Ero andato a sentirlo molto curioso, perché la mia storia era stata simile alla sua. Entrambi "folgorati" dalla passione per la vespa in età adulta. Lui certamente coraggioso e capace di raccontare il mondo che aveva girato in lungo e largo scrivendo poi quattro libri. Sulla rete è partito un tam tam leato al suo fan's club.
Ci mancherà.
Scrittore e viaggiatore, è morto dopo esser stato colpito da un'infezione nel Sud della Cina, sulle rive Mekong, dove viveva da alcuni anni.
Ho conosciuto Giorgio una sera a Busto Arsizio a una presentazione nel tendone della piazza per la rassegna organizzata dal comune insieme con Francesca Boragno.
Lui, sguardo spiritato, aveva incantato tutti. Ero andato a sentirlo molto curioso, perché la mia storia era stata simile alla sua. Entrambi "folgorati" dalla passione per la vespa in età adulta. Lui certamente coraggioso e capace di raccontare il mondo che aveva girato in lungo e largo scrivendo poi quattro libri. Sulla rete è partito un tam tam leato al suo fan's club.
Ci mancherà.
giovedì 31 luglio 2008
È tutta colpa di Moretti
È stata tutta colpa di Nanni Moretti. Il suo girovagare per le strade di Roma, così ben descritte nel disco di De Gregori, con la mitica Px, ha lasciato un segno.Non avevo mai guidato un scooter, o un motorino come si chiamavano quando ero ragazzino. Non mi appassionava, e poi avevo paura. Ricordo le corse aggrappato a qualche compagno di scuola quando si iniziava a scoprire il mondo oltre le mura della nostra città. Una di loro aveva un "vespino 50" e mi ricordo il suo orgoglio nell’esser diversa dagli altri per quel “motorino” così particolare. Poi, d’incanto, il viaggio morettiano per quelle vie deserte in una Roma in piena estate mi ha fatto nascere il desiderio di provare. Detto fatto, una cara amica mi ha regalato la Px di sua sorella. E così a 40 anni è nata la mia passione per la Vespa. Una passione cresciuta di giorno in giorno e alimentata dalla conoscenza di Giorgio Bettinelli e dei sui tre libri per la Feltrinelli dove descrive con maestria le centinaia di migliaia di chilometri fatti percorrendo tutto il pianeta. Avventure dense di vita, di cultura, di storie.
La Vespa è sinonimo di libertà, di contatto con il mondo non con i tempi di un cammino a piedi, ma con la possibilità di assaporare lo spazio con tutti i sensi.Ho iniziato a girare il più possibile sulle due ruote senza però mai viverle come una moto veloce. Viaggi anche di lunghe percorrenze senza mai prendere le caotiche autostrade, ma preferendo strade minori, secondarie, magari a contatto con la campagna. Ho così incontrato la magia di alcuni luoghi in Toscana, in Liguria, in Piemonte, oltre ai nostri laghi e ai valichi alpini della vicina Svizzera. L’emozione di costeggiare il Bernina in cima all’omonimo passo e tante altre località vissute con tempi più vivibili. Una dimensione che permette di riscoprire il gusto del viaggio che non è più semplice trasferimento, ma emozione pura.
La Vespa non è poi uno scooter qualsiasi. Ha un’identità fortissima. Un oggetto di cult vero e proprio e non ho messo molto a scoprilo dopo essermi fatto stregare dalla nuova Granturismo. Nei primi giorni tanta gente mi fermava chiedendomi come mi trovavo, come andasse e se non sentivo la mancanza delle mitiche marce. Un modello o l'altro rimane una questione di intenditori, quello che invece appartiene a tutti qulli che girano in Vespa è il gusto di muoversi senza lo stress della velocità e con una sensazione di libertà che non ha pari.
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