Visualizzazione post con etichetta figli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta figli. Mostra tutti i post

venerdì 23 marzo 2012

Arrivederci Isabel

Isabel mentre fotografa la torta per festeggiare il suo viaggio
La prima foto di Isabel la vidi vent'anni fa in casa di amici. Rimasi subito colpito dal modo originale di fare i ritratti. Da lì a poco iniziai a conoscerla meglio e nel dicembre del 1997 mi feci fare le prime foto con Sara e Stefano. Era un regalo per le nonne e alcune zie.

giovedì 8 marzo 2012

La Demattè racconta il bel pallone rosso di Mara Cagol

Angela Demattè e la vera Mara Cagol
Dopo Milano, Roma e diverse tappe in giro per l'Italia, Angela Demattè ha portato il suo spettacolo su Mara Cagol, fondatrice delle Brigate rosse, anche a Varese.
Riprendo un'intervista fatta a lei circa un anno fa, e la recensione dello spettacolo.
Angela è davvero brava e peccato che la città varesina abbia risposto in modo timido (poco più di trecento spettatori) perché lo spettacolo è davvero notevole.

lunedì 21 settembre 2009

Il bambino e la guerra

Adriano Sofri ha visto con i propri occhi l'orrore della guerra nella ex Jugoslavia. È nonno e padre. Ha una sensibilità fuori dal comune e il suo editoriale sul piccolo Simone, figlio di un militare caduto in Afghainistan vale più di cento analisi geopolitiche.

lunedì 18 agosto 2008

Sai che divertimento...

Stamattina, mentre tornavo con i miei figli da Bergamo, ho ricevuto una telefonata da un consigliere regionale. Mi chiedeva la possibilità di vederci e abbiamo concordato per una cena stasera. Stefano, 1 3 anni, mi ha subito chiesto chi fosse e dopo la mia risposta ha affermato: "sai che divertimento". Ho passato La strada da Dalmine a Legnano a raccontare come funziona il mio lavoro, ma soprattutto perché è importante incontrare, parlare, conoscere, al di là del semplice divertimento o delle cose che ci piacciono.
Una conversazione che mi ha stimolato molte riflessioni. La prima è sul bisogno di raccontare, di non dar mai nulla per scontato. Stefano si dice contento del mio lavoro, ma quello che vede e che sente non gli spiega nulla dell'importanza dell'informazione. In lui, vuoi l'età, vuoi un sistema mediatico fasullo, passa l'idea che tutto sia spettacolo o giù di lì.
L'ho visto attento e assorto quando gli ho fatto vedere come sia una fabbrica continua da Bergamo fino quasi a casa nostra. Come tanti marchi che usiamo quotidianamente siano prodotti in Lombardia e siano frutto del lavoro di tante persone. E abbiamo ragionato insieme su chi decide e perché e come non sia sempre stato così.
Una bella chiacchierata. Non so a lui, ma a me è stata utile. Forse più di tanti saggi sulla comunicazione e sull'adolescenza.