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venerdì 30 gennaio 2015

Ciao Maurizio

Che tristezza stamattina. È morto Maurizio Arcieri dei Krisma. L'ho conosciuto a Luino in ospedale. Abbiamo condiviso una settimana con i letti uno di fronte all'altro. Sono state giornate difficili, ma anche di tante chiacchiere insieme. In quei momenti scatta una solidarietà particolare che ci rende molto vicini.
Mi spiace tantissimo e lo ricorderò molto. Con sua moglie Christina mi avevano regalato il loro ultimo Dvd con tante loro canzoni cantate da band internazionali.
Sognavano di andare a vivere al Sud, al caldo... Ciao Maurizio

giovedì 1 marzo 2012

L'ultimo concerto di Lucio Dalla

Un anno fa, con molti dubbi, sono andato a vedere Lucio Dalla insieme a Francesco De Gregori. Un tour che mi sapeva molto di nostalgia. Impossibile ripetere le atmosfere di Banana Repubblic. Mi ero dovuto ricredere subito. Fecero un concerto bellissimo rivisitando le loro canzoni e duettando in modo emozionante.
Avevo sedici anni e per me fu il primo concerto. Un Dalla quasi sconosciuto, sarebbe uscito di lì a poco "Automobili", era arrivato a prato giardino a Viterbo ed ero andato a sentirlo.

mercoledì 23 febbraio 2011

Viva tutto! Come un breviario

Nove mesi di gestazione per Ora, il nuovo disco di Lorenzo Cherubini, per tutti Jovanotti. Nel frattempo, esattamente un anno fa, il 21 febbraio 2010, iniziava il lungo viaggio del cantante con il suo amico e filosofo Franco Bolelli. Quasi un'email al giorno, in uno scambio di pareri, pensieri, riflessioni, analisi. Musica, libri, arte, famiglie, luoghi, concerti, composizione e tanto senso della vita.
Lorenzo (L) e Franco (F) dibattono tra di loro e giorno dopo giorno cresce Viva tutto, 590 pagine per quelli di Add edizioni. Un libro come un breviario ma che tratta la tecnologia come un pezzo della vita e non uno strano animale. "I social network hanno trasformato la società e il modo in cui le persone guardano se stesse - scrive Lorenzo il 5 luglio - e la musica è coinvolta in questo processo. I social network agiscono in due modi complementari e contrapposti: appiattiscono la realtà e di conseguenza permettono alle cose appuntite di emergere rispetto al panorama".

mercoledì 16 febbraio 2011

Sempre per sempre compagni di viaggio

"Pioggia e sole cambiano la faccia alle persone. Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano e tornano". Sono passati venti minuti quando Francesco De Gregori si sposta al piano e intona Sempre per sempre. Dentro il teatro l'emozione cresce e milleduecento persone diventano una cosa sola con il palco.
Lassù la magia della musica si ripresenta con due fantastici artisti, tra i più grandi interpreti e autori della musica italiana. Dalla e De Gregori hanno fatto tappa anche a Varese per il loro lunghissimo tour "Work in progress".

martedì 13 aprile 2010

Io e Davide Van de Sfrooos

Intervista video con Davide Van de Sfroos. La diretta di martedì ha avuto tanto seguito e il cantautore lariano ha raccontato di tutto anticipando anche riflessioni sul suo prossimo futuro.


domenica 21 febbraio 2010

Il poetare di Van de Sfroos

Come un trovatore medievale Van de Sfroos incanta il suo pubblico con il "poetare".
Uno show di tre ore filate. Un viaggio nel suo mondo, nella sua terra, con protagonista l'acqua, la cultura, la musica, la poesia.
Varese è la ventitreesima tappa di un tour nei teatri lombardi. Il pubblico ha risposto calorosamente con un classico tutto esaurito in una serata però speciale e Davide non si fa scappare l'occasione per scherzarci su. "Ma cosa siete venuti a fare qui? Stasera c'era la finale di Sanremo, il carnevale, l'Inter... Non so proprio come ringraziarvi. E allora non lo faccio".
Su un palcoscenico molto caldo, con i libri protagonisti in primo piano e con scaffali pieni di segni della terra e della storia di Van de Sfroos, ci sono quattro musicisti e l'attrice Stefania Pepe. Immagini di Totò, del lago, delle fabbriche aprono lo show e la domanda è "ma dove stavano le canzoni prima di diventar canzoni?"
E da lì inizia un lungo racconto che intreccia tanto della storia di un Van de Sfroos che per molti sarà quasi inedito. Davvero come un "trovatore" di altri tempi che attinge dai libri, ma soprattutto dalle storie semplici di altre culture per poi riportarle a casa propria esprimendole in un dialetto che da duro, chiuso dentro un territorio impervio, si mescola invece con la lingua del blues.
I fans delle ballate dovranno aspettare oltre un'ora prima di ascoltare la prima canzone. E la platea esplode cantando con lui La curiera dopo un prologo delizioso sulle ragioni per cui andare a scuola.Van de Sfroos recita con maestria. È a proprio agio in uno show divertente ma anche profondo.A Varese, dopo ospiti di grande livello in altri teatri, duetta con una Platinette irriverente come sempre. I due si trovano e ne viene fuori uno spettacolo nello spettacolo con battute e musica e un'esilarante New York New York in dialetto.
Ed è sempre il dialetto ad avere una parte di protagonista nello show dove Van de Sfroos gioca spesso, come all'inizio, quando tira fuori il dizionario D'Angelo - de Sfroos per tradurre dal napoletano della Pepe al lagheé. I ricordi d'infanzia diventano in diversi momenti l'occasione per far ridere, ma anche riflettere sulle condizioni di vita del suo popolo che da Lenno andava in viaggio di nozze a piedi a Como. E Van de Sfroos non risparmia battute nemmeno ai testi sacri ed è esilarante il passaggio sui Promessi sposi e Manzoni.
Insomma, complice anche un grande Andrea Chiodi, regista dello show, e quanti hanno lavorato a questo spettacolo, il menestrello comasco incanta in una veste davvero nuova.Uno show che parla molto varesino perché la produzione è di Re.te (sviluppo residenze teatrali), associazione fondata proprio da Chiodi e dalla Consel di Varese.

venerdì 8 maggio 2009

Non siamo soli

Emoziona e viene da dire grazie. Grazie a Mauro Pagani, a Lorenzo Jovanotti a Sangiorgio dei Negramaro e tutti gli artisti che hanno risposto alo loro appello.
Un'azione di solidarietà con l'Abruzzo utilizzando la loro forza, la loro creatività. Una bella canzone, un video da brividi.
Ricorda Yes we can realizzato per la campagna elettorale di Barak Obama.

sabato 7 marzo 2009

Viva Guccini

È sempre una festa. Eravamo in quattromila, di ogni età, a cantare con Francesco Guccini. Quasi tre ore filate senza una pausa. Lui grande, o "alto" come preferisce definirsi, ha come sempre giocato con il pubblico. A Varese ha offerto un concerto più intimo. L'amore e il tempo sono stati i temi di fondo. E con questi la storia, non solo quella personale.
Vedi cara, Eskimo e Farewell sono le canzoni d'addio ad altrettante donne importnati della sua vita. Così come Tema, La canzone delle osterie di fuori porta, Incontro, Un altro giorno è andato quelle legate al tempo che passa.
Un Guccini in splendida forma, alla faccia dei quasi 69 anni. Un Guccini più "privato" che ripercorre con le parole e le canzoni un pezzo della sua storia. E questa non può esser isolata dal sociale, dalla politica. Non sono mancate così le canzoni più famose e anche le due inedite, La collina e Il testamento del pagliaccio hanno un contenuto politico forte.
La platea ha seguito con calore tutto il concerto facendo esplodere al massimo l'entusiasmo per Don Chisciotte, Cyrano e La locomotiva.
Una bella serata. Un clima particolare però, molto diverso da quello dei concerti di 20 o 30 anni fa non solo per le canzoni cantate. Non è una questione di malinconia, Guccini ci sa "giocare" molto con questo sentimento, non ne ha paura. È come se la "morte un po' peggiore" che riguardava qualcuno delle osterie di fuori porta avesse contagiato un po' tutti. Seduti davanti alla tv o a internet si esce e ci si incontra poco. Una società chiusa solo nel privato non cresce e a modo suo Guccini lo dice, lo canta e riesce a far passare emozioni forti.
Un video di Fabiana del concerto varesino