domenica 31 agosto 2008

Alitalia: tra "imbrogli" e "traditori"

La vicenda dell'Alitalia entra nella fase finale. L'attenzione dei media alle stelle nei gorni scorsi prende ora strade diverse. È curioso osservare stamattina i giornali online e il diverso taglio che danno.
Tutto politico l'editoriale di Sergio Rizzo sul Corriere. Analizza i sentimenti a sinistra per il "tradimento" di Colaninno. Di tenore simile quello di Luca Ricolfi su La stampa.
Eugenio Scalfari nel suo lungo articolo su Repubblica punta invece sulla vera natura dell'operazione e chiude scrivendo parole dure sia per l'aspetto economico finanziario che quello politico.
"Una svendita preceduta da un imbroglio. Le perdite allo Stato (cioè a tutti noi) i profitti ai privati, nazionali e stranieri. Un imbroglio che camuffa una svendita. La Frankfurter Allgemeine ha scritto ieri: "Un'operazione insolente contro il mercato e contro l'Europa". Ambasciatore Romano, l'opposizione deve collaborare?"
Resta da capire però come mai nessuno racconti la vicenda del neo presidente della nuova Alitalia e di quello che fu Telecom. Lasceremo solo a Grillo questo ruolo?

sabato 30 agosto 2008

La volata da fermi del federalismo


Complici anche noi giornalisti, ma come si poteva fare diversamente, i ciclisti padani stanno diventando noiosi. Si poteva immaginare che avrebbero scatenato il putiferio. Una trovata geniale solo dal punto di vista del marketing politico. Per il resto un'operazione di dubbio buon gusto, oltre che brutta da guardare. Le risposte sono arrivate numerose, stizzite, ironiche, pesanti, noiose, ma hanno fatto sentire un'opinione pubblica attiva e attenta. Ora, passate le vacanze, arriveranno le schiere di imbecilli a divertirsi a sfregiarle o imbrattarle. Inutile oltre che stupido.

Bene, anzi male. Adesso basta però. Lasciamoli lì a pedalar da fermi e aspettiamo di vedere la loro stagione del "federalismo". È su quella, come ricordava Giorgetti, all'indomani della schiacciante vittoria elettorale, che si misurerà il passo della Lega. Sulla capacità di riformare un Paese allo sbando e che arranca con fatica. E stavolta, ha ragione sempre il buon Giorgetti, proprio non ci saranno scuse.


venerdì 29 agosto 2008

Sempre sull'"erba" Svizzera

Sempre a proposito dell'erba del vicino... Da tredici anni vado spesso nei Grigioni. Per diverse stagioni prendevamo una casa in affitto con tanti amici varesini. Andare in pensione o a mangiare al ristorante era impossibile. I prezzi erano mediamente il doppio dei nostri. Quest'anno a causa del mio incidente sono stato costretto a restare a Varese e nelle ultime due settimane sono andato per tre giorni in pensione nello splendido cantone.
Sorpresa delle sorprese i loro prezzi sono mediamente il 30% in meno dei nostri. Ovviamente a parità di servizio e qualità (forse, perché la loro è sempre standard e ottima).
Indagheremo se è vero che molti in previsione dei mondiali a Mendrisio nel 2009 abbiano scelto di andar lì a comniciare già da quelli varesini. Quache domanda sarà bene iniziare a farsela...

giovedì 28 agosto 2008

La gogna dell'immigrato

Per chi se lo fosse perso consiglio l'editoriale di Michele Serra, La gogna dell'immigrato, su Repubblica di tre giorni fa. Un'analisi precisa della situazione sociale del paese rispetto al fenomeno immigrati e le reazioni delle forze dell'ordine. Serra chiude il suo articolo con questa frase.
"Un passante che vi applaude o che vi fischia, in una maniera o nell' altra, lo troverete sempre: si sa, sono le famose "due Italie". è il vostro giudizio autonomo, dunque, l' unico criterio che può salvare non solo l' africano, ma pure voi".

lunedì 25 agosto 2008

L'esercito nei campi

Sarebbe ora di ripensare alla quesione sicurezza. E farlo velocemente sarà un bene per tutti perché ci vuole tempo per ottenere dei riscontri positivi. Fintanto che la questione verrà affrontata in termini di mero ordine pubblico con i soliti proclami sulla tolleranza zero, i risutati sono sotto gli occhi di tutti.
Le squallide aggressioni e gli stupri bestiali ai danni di turisti tedeschi a Napoli e di olandesi a Roma indicano con evidenza che quanto si sta facendo non basta. Alemanno ha fatto una pessima figura con le sue affermazioni, (che comunque avevano le loro ragioni) ma quello che è successo a Roma poteva succedere quasi ovunque. Segno che comportamenti bestiali non guardano di che partito è il sindaco prima di agire. Il centrodestra ha fatto un campagna elettorale all'insegna dell'insicurezza della capitale. E cosa è cambiato da allora? Ma verrebbe da dire e ora chi se ne frega. Siamo stufi delle polemiche politiche sulla pelle della gente. Oltre tutto questi ultimi fatti gettano discredito sull'Italia e non su Pdl, Pd, lega o partito dei pescatori.
L'esercito non serve a niente se non a generare meno sicurezza ancora. Non possono essere presidiate tutte le strade e le campagne del paese. Teniamo poi presente che omicidi e criminalità organizzata non hanno interrotto la loro azione.
E allora che fare? Per prima cosa trovare un terreno reale di confronto a livello politico che la smetta di far assistere a scene penose. Poi far sentire protagonisti i cittadini non in una battaglia a chi organizza meglio le ronde, ma di incentivi per una reale cultura civica che rimetta al centro etica, solidarietà, rispetto delle regole e attenzioni alle proprie comunità.
Ci vorrà del tempo, ma solo così le forze dell'ordine, e mai l'esercito, che ha altre funzioni e ruolo, avranno un reale ausilio di presidio del territorio, dove ogni cittadino si senta protagonista del benessere della propria terra e dei suoi abitanti.

Incidenti stradali: l'erba del vicino è davvero migliore

Appena si entra in Svizzera si incontrano dei manifesti di una campagna sulla sicurezza stradale. Ben fatti, non cruenti, messaggi diretti e positivi. Ovviamente da bravi italiani si fa subito spallette convinti che così si buttano solo soldi.
Poi vai a vedere le statistiche e scopri che i nostri vicini in pochi anni hanno ridotto del 50% gli incidenti e soprattutto, dopo una seria autocritica per non aver mantenuto il trend positivo nel 2007, da quest'anno hanno ripreso a veder scendere i morti sulle strade.
E se provassimo a capire come fanno?
Non ci vuole molto comunque. Basta farsi un giretto al di là della frontiera, con occhi aperti e nessun pregiudizio. Rispetto delle regole e tanto buon senso. Una comunità che funziona e tornerò a raccontare altri aspetti della loro realtà.

Benvenuta prefetto Vaccari

Cordialità, attenzione e capacità di ascolto. Questo ha trasmesso il nuovo Prefetto di Varese nel suo primo incontro con i giornalisti. Simonetta Vaccari ha subito messo in chiaro che crede molto alla comunicazione, come crede nel suo lavoro. Ne ha passione e lo trasmette quando racconta le sue esperienze professionali, da quando era "piccola", come si è definita lei, fino all'ultima nomina, la più cercata. "Ci tengo a fare il Prefetto". Altre due aspetti di Simonetta Vaccari ispirano subito simpatia: l'esser donna e la sua origine toscana. Lo racconta con semplicità. Non gira intorno alle domande. Non conosceva Varese se non attraverso i romanzi di Piero Chiara che lei adora. Chiara, diretta e positiva. Trasmette ottimismo. E di questi tempi, soprattutto nel suo lavoro, non può che farci bene a tutti.Benvenuta a nome di tutta la nostra redazione e dei nostri lettori.

domenica 24 agosto 2008

Il Parolario scomparso

Ottava edizione e calendario ricco di eventi e di autori. Il problema è trovarlo. Provate da soli a cercare questa deliziosa rassegna di libri e film sul web e resterete delusi.
Esiste un sito ufficiale, ma poi sui portali del Comune, della Provincia niente di niente. Il secondo ente è addirittura in ferie così come CiaoComo, quotidiano online. Va solo poco meglio sul sito del più importante quotidiano cittadino La Provincia.

Olimpiadi di Pechino: i passi indietro dell'Italia

Sesta nel '96 ad Atlanta, settima nel 2000 a Sidney, ottava nel 2004 ad Atene e ora nona a Pechino.
L'Italia alle Olimpiadi perde un posto ogni quattro anni.
Il 2008 consacra la Cina come la numero uno. Un sorpasso storico anche nllo sport che conferma lo spostamento dell'asse geopolitico-economico in Oriente.
La Cina sbanca con 51 medaglie d'oro e 100 in totale. Seguono gli Stati Uniti con 36 ori e 110 medaglie. terza la Russia con 23 ori e 72 podi totali.

Il medagliere degli azzurri alle ultime quattro olimpiadi
Olimpadi Oro Argento Bronzo Totale
2008 Pechino 8 10 10 28
2004 Atene 10 11 11 32
2000 Sidney 13 8 13 34
1996 Atlanta 13 10 12 35

I risultati delle ultime quattro olimpiadi
2008 Pechino Cina (51 - 100) Usa (36 - 110) Russia (23 - 72)
2004 Atene Usa ( 35 - 103) Cina (32 - 63) Russia (27 - 92)
2000 Sidney Usa (39 - 97) Russia (32 - 88) Cina (28 - 59)
1996 Atlanta Usa (44 - 101) Russia (25 - 63) Germania (20 - 64)

venerdì 22 agosto 2008

Mille grazie


Mille visite in un mese esatto. Quando la statistica gioca con i numeri è divertente.
Stasera, alla ripresa di qualche pensiero da dedicare a Maremma ho visto che il blog ha raggiunto quota mille. Ma c'è di più. Shinystat, versione pro, purtroppo con accesso solo con password, permette di vedere alcuni dati di chi visita il sito.
La millesima visita arriva da un provider bresciano o bergamasco, con accesso da Brescia che è arrivato a Maremma cercando su Google amare leggere e ha trovato il mio post.
Due regali in uno.
Grazie a tutti voi che trovate qualcosa di interessante tanto da decicare qualche minuto del vostro tempo a guadare cosa ho da scrivere e proporre.
Nato come un regalo a me stesso e al mio lavoro ci sto prendendo gusto e vi farò sapere come procede.
La mia "zampa" è sempre un po' acciaccata, ma presto altri aggiornamenti.

martedì 19 agosto 2008

Tre giorni di pausa

Vado nei Grigioni a scrivere, leggere e chiacchierare. Insomma a continuare la vita di sempre ma con un'altra aria. Certamente più fresca (speriamo non troppo).
La meta è Donat, paesino di contadini sopra Zillis alle porte della Viamala. Luogo incantevole e quasi incontaminato. Ma della Svizzera, sue grandezze e contraddizioni ne riparleremo...

lunedì 18 agosto 2008

Sai che divertimento...

Stamattina, mentre tornavo con i miei figli da Bergamo, ho ricevuto una telefonata da un consigliere regionale. Mi chiedeva la possibilità di vederci e abbiamo concordato per una cena stasera. Stefano, 1 3 anni, mi ha subito chiesto chi fosse e dopo la mia risposta ha affermato: "sai che divertimento". Ho passato La strada da Dalmine a Legnano a raccontare come funziona il mio lavoro, ma soprattutto perché è importante incontrare, parlare, conoscere, al di là del semplice divertimento o delle cose che ci piacciono.
Una conversazione che mi ha stimolato molte riflessioni. La prima è sul bisogno di raccontare, di non dar mai nulla per scontato. Stefano si dice contento del mio lavoro, ma quello che vede e che sente non gli spiega nulla dell'importanza dell'informazione. In lui, vuoi l'età, vuoi un sistema mediatico fasullo, passa l'idea che tutto sia spettacolo o giù di lì.
L'ho visto attento e assorto quando gli ho fatto vedere come sia una fabbrica continua da Bergamo fino quasi a casa nostra. Come tanti marchi che usiamo quotidianamente siano prodotti in Lombardia e siano frutto del lavoro di tante persone. E abbiamo ragionato insieme su chi decide e perché e come non sia sempre stato così.
Una bella chiacchierata. Non so a lui, ma a me è stata utile. Forse più di tanti saggi sulla comunicazione e sull'adolescenza.

sabato 16 agosto 2008

Leggere, amare sognare (2)

Il verbo leggere non sopporta l'imperativo,
avversione che condivide con alcuni altri verbi:
il verbo "amare"... il verbo "sognare"...

Daniel Pennac



Acquistati
- Viki che voleva andare a scuola, Fabrizio Gatti, Rizzoli

Ricevuti
- iPhone, Simone Gambirasio, Hoepli
- L'arte della gioia, Goliarda Sapienza, Einaudi

Letti
- Le nostre barche sono rotonde, Ettore Masina, O.G.E.
- Necropoli, Boris Pahor, Fazi
- Dai un bacio a chi vuoi tu, Giusi Marchetta, Terre di mezzo
- Autoritratto di un reporter, Ryszard Kapuściński, Feltrinelli
- Con occhi di padre, Igor Salomone, Città aperta


Le recensioni
Le nostre barche sono rotonde. Le barche, la ragione e gli angeli di Masina
Necropoli, "Si viveva del pane dei morti"
Autoritratto di un reporter, "Oggi i media si spostano a branchi, come le pecore"

Il 3 agosto ho aperto la mia libreria virtuale su aNobii

Le "puntate" precedenti
- Leggere, amare sognare del 1 agosto

venerdì 15 agosto 2008

"Oggi i media si spostano a branchi, come le pecore"

Ci sono alcuni spunti di riflessione profonda sul mondo dei media. E questo salva Autoritratto di un reporter di Ryszard Kapuściński. Il piccolo libro è un collage di altri lavori del popolare giornalista scomparso da poco. Tiene unito il racconto un'intervista, ma il risultato lascia spesso troppa frammentarietà.
La lucidità estrema di Kapuściński emerge nell'analisi sui media. "Il pericolo, - afferma all'inizio del quinto capitolo, sta nel fatto che i media, divenuti una potenza, hanno smesso di occuparsi esclusivamente di informazione. Si sono prefissati una meta più ambiziosa, quella di creare la realtà. Sempre più spesso accettiamo l'immagine del mondo trasmessaci dalla televisione, senza vedere come esso sia veramente. La televisione ci porta a vivere in un mondo da favola". E poi continua "i media non sono interessati a rispecchiare la realtà del mondo, ma a competere tra di loro. Va a finire che i media seguono non la vita che realmente si svolge, ma i propri concorrenti"

giovedì 14 agosto 2008

Vietato respirare

Il divieto di balneazione ormai non fa alcuna notizia. Di fronte alla lunga lista delle cose vietate pubblicata oggi da Elisabetta Corsini sul Corriere della sera, non si sa se ridere o piangere.
I sindaci hanno deciso di usare i nuovi poteri e qualcuno, furbo con la complicità dei media, ha trovato il modo di diventare popolare. Tutto sembrerebbe buono purché se ne parli.

Prostitute per la pelle

Gli effetti di una schifosa campagna sulla sicurezza stanno dando i loro effetti. Una storia di cui vergognarsi quella di M. J. P. e Y. V. due ragazze peruviane sbattute in cella perché scambiate per prostitute.
Maria Elena Vincenzi su Repubblica racconta nei dettagli quello che è successo. "Roma è diventata invivibile per gli stranieri: siamo regolari, parliamo romano, abbiamo amici italiani eppure veniamo trattate così. Siamo qui da tanti anni, continuiamo ad amare questa città, ma facciamo fatica a viverci". Forse tutto questo andrebbe denunciato. "Volevamo farlo ieri, ma poi è andata come è andata. Ora abbiamo paura, chi ci torna in questura?".
E ora riflettiamo sui terribili effetti sociali, umani, culturali e anche economici che questo clima sta generando.

mercoledì 13 agosto 2008

Kapuściński docet

A proposito di media Ryszard Kapuściński nel suo Autoritratto di un reporter.
"I mezzi di comunicazione di massa hanno creato la visione di un mondo politico, caotico e completamente avulso dalla lunga durata, ossia dalle istituzioni sociali, dagli atteggiamenti, dalla mentalità e dalle preoccupazioni della gente comune, che costituisce il novantanove per cento di ogni società".

Tra coerenza e libertà

L'altra sera a casa di amici, tra cibo e piacevoli chiacchiere, si parlava di mobilità e di ambiente. Argomenti difficili ma con cui abbiamo a che fare ogni giorno tutti . Consapevolezza e coerenza però sono ancora lontani dai nostri comportamenti e l'organizzazione della nostra vita alimenta questa situazione. Un esempio perfetto: impossibile arrivare di sera a Brusimpiano, dove eravamo ospiti, senza auto. Da qui tante altre riflessioni. Lo sviluppo della Cina, la preoccupazione per quando i paesi asiatici arriveranno ai nostri consumi energetici, il bisogno di riappropiarci delle città e così via. Poi scopriamo che uno di noi, il più esperto di trasporti e il più accanito sostenitore della sostenibilità, ma anche del simbolo delle auto come elemento di libertà, possiede sette macchine perché questa è la sua passione. Niente di male, ma poi risulta difficile guardare ai comportamenti degli altri. E qui stanno molte delle nostre contraddizioni. Un pò come chi ha un paio di telefonini in tasca ma poi non vuole i ripetitori dei cellulari vicino a casa sua.

Drogato da Anobii

Confesso che la scoperta di Anobii mi ha reso meno difficili alcuni dei giorni passati. L'immobilità e la passione per i libri sono stati un mix esplosivo e così in pochi giorni la mia "libreria virtuale" è arrivata a 427 volumi. Ma non basta. Ho scoperto persone che conosco con cui ho scambiato già delle belle opinioni e altre di cui non so nulla se non alcuni gusti legati sempre ai libri. Un mezzo di conoscenza davvero affascinante.
Insomma un vero social network che cercherò di usare ed aggiornare con passione.

martedì 12 agosto 2008

La politica dello struzzo

Un altro terribile incidente in autostrada e un altro morto sul lavoro. Un'accoppiata descritta dall'ultimo comunicato del Censis. L'Italia ha nei morti del lavoro e quelli sulle strade il peggiore dei record in Europa. Nel primo caso questi sono il doppio e nel secondo otto volte in più degli omicidi.
Venticinque anni fa nella prima lezione di diritto del lavoro Carlo Smuraglia dichiarava come fosse uno scandalo avere quasi mille morti sul lavoro all'anno. Ora siamo messi peggio.
Non credo ci sia chi possa dichiarare di avere a portata di mano le soluzioni, ma continuare a far finta di niente o peggio ancora, come ha fatto il sottosegretario Castelli, prendersela con le statistiche è pazzesco. Non dobbiamo più star zitti e occorre avviare dibattiti ovunque e in ogni momento. Il costo delle vite umane e i costi sociali di questa situazione diventano giorno dopo giorno intollerabili. Altro che emergenza sicurezza. Il Governo, il sindacato, le forze politiche, le associazioni tutte ognuno per la propria parte e il proprio ruolo devono mettere al centro della propria azione questa vera emergenza.

Il web e la consapevolezza

Interessante il dibattito sviluppato sul blog di De Biase sulla percezione della sicurezza e sul ruolo dei media. Fa bene a tutti amplificare e sviluppare questo tema in ogni luogo possibile. È un elemento di crescita personale e sociale oltre che di democrazia. E, come afferma De Biase, "non si tratta di un progetto di informazione attiva destinato a restare confinato in un contesto necessariamente minoritario. Anzi: si può sostenere che le tendenze costruttive di diversi media si vadano unificando: i libri, il web, la musica, i video-documentari, il passaparola... I cambiamenti che attraversano questi mondi mediatici sono importanti e, insieme, possono generare ondate di consapevolezza piuttosto importanti. Quando questo fenomeno si manifesta con vigore e per un tempo abbastanza lungo, alcuni messaggi riescono a influenzare anche radio e giornali... A quel punto, la concorrenza alla tv può essere molto forte".
Andrei anche oltre i media. Questi comportamenti producono idee e cultura. Danno speranza. Fanno sentire possibile il levarsi di voci diverse. E la diversità è sempre ricchezza per tutti.

lunedì 11 agosto 2008

Olmi, la Lega e il filo spinato

Da un'intervista di Paolo d'Agostini a Ermanno Olmi pubblicata su Repubblica del 28 luglio 2008.
Dal suo osservatorio del nord-il bergamasco per nascita, Milano per gli annidi lavoro, Asiago dove ha vissuto-che cosa pensa della Lega, del suo radicamento territoriale e sociale?
«La Lega fa leva su un fastidio, un risentimento. Cosa l`ha alimentato? Quando le popolazioni anche del nord vivevano in uno stato quasi miserabile, l`unico che ti poteva salvare era il Padreterno. Tutti giù a pregare. Oggi fa sorridere, ma quel pregare era un modo per darsi un aiuto, come il canto degli schiavi negri. Quella società povera con la trasformazione industriale è diventata una società non sempre ricca ma pervasa da un benessere generale. Che c`è stato, per un momento. Si è sbagliato a fare i conti, a livelli alti della politica e dell`economia. Oggi si è di fronte a un baratro di possibile nuova povertà, avendo oltretutto distrutto la terra. Qual è il risentimento, allora? Tutte queste persone che oggi votano Lega ma nell`infanzia hanno vissuto quella povertà e hanno conosciuto il beneficio di un benessere sia pur fasullo, se lo vedono messo in discussione dal dover dividere la ricchezza con quelli che ricchi ancora non sono. Chi erano i kapò nei campi di concentramento? Gli stessi prigionieri. Quanti contadini sono diventati piccoli imprenditori? La Lega ha sfruttato il loro risentimento. Quando parlano di sicurezza intendono che colui che potrebbe sottrarmi qualcosa va allontanato. Parlano di sicurezza come dei kapò, mettendo il filo spinato».
Questo brano è ripreso anche da Concita De Gregorio su DRepubblica di questa settimana

domenica 10 agosto 2008

Necropoli: "si viveva del pane dei morti"

Necropoli è un romanzo autobiografico di Boris Pahor. Racconta la vita nel campo di concentramento nazista di Natzweiler-Struthof tra il 1941 e il 1944. Un libro sconvolgente dove Pahor narra l'orrore vissuto in quegli spazi dove vennero uccise oltre 25mila persone.
L'autore torna nel campo nel 1966 e da questa visita inizia il racconto. Un romanzo duro e straordinario. Pahor in fondo al suo libro riflette anche sugli effetti successivi all'orrore e si domanda "Perché l'aureola di eroi per quelli che caddero con col fucile in mano o aggrappati alla mitragliatrice e un ricordo appenna accennato, se non il silenzio assoluto, per qquelli che furono rosi dalla fame?"
Un libro che va letto per conoscere e non dimenticare.

sabato 9 agosto 2008

Guerra tra Russia e Georgia

In Ossezia del sud parlano le armi. E i morti si contano già a migliaia. L'escalation è scattata proprio mentre a Pechino iniziava la cerimonia di apertura delle Olimpiadi. La stampa internazionale e Repubblica apro le home page dei propri siti internet con la tragedia delle popolazioni della regioni del Caucaso.
Il New York Times, Liberation, El pais, The Guardian, Spiegel online

Evviva! Guido di nuovo

Evviva. Ieri sera, dopo 36 giorni di stop, ho guidato di nuovo. Una sensazione stranissima. Non mi era mai capitato da quando ho preso la patente nel lontano 1978. Pochi chilometri, più per il gusto di provare. La "zampa" migliora anche se la ferita causa ancora diversi fastidi, ma muscoli, tendini, articolazioni varie cominciano a rispondere. Un grazie a tutte le persone che mi stanno aiutando e soprattutto a Rosanna che con la sua professionalità e dolcezza fa i "miracoli" con tante tante persone.
Oggi e domani "gita fuori porta" a respirare aria montagnina negli splendidi Grigioni, a Donat, paese contadino di tanti ricordi e tanti amici.

venerdì 8 agosto 2008

Olimpiadi: subito gli effetti speciali di Pechino

Una cerimonia dagli effetti speciali. Potente, imperiale.
Arrivano i primi commenti
Gad Lerner sul suo blog, Onore alla potenza cinese
Leonardo Coen su Repubblica, Orgoglio ed effetti speciali nella grande sauna di Pechino
Elio Girompini sul Corriere della sera, Suoni e suggestioni, la Cina dei giochi
La fotocronaca fotografica da Blogosfera

La sfida di Reporters sans frontieres alle olimpiadi di Pechino

Mancano pochi minuti all'apertura delle olimpiadi di Pechino. Saranno giorni di sfide atletiche, ma anche politiche. E oggi Reporters sans frontieres ha sfidato il governo cinese con un vero e proprio blitz mediatico. Alcuni militanti dell'associazione internazionale che si batte per la libertà d'informazione e i diritti umani si sono inseriti su una frequenza radio FM di Pechino chiedendo la libertà di espressione in Cina. La "hacker" radiofonica ha detto: "Qualunque misura voi prendiate non arriverete all'obiettivo di fermare la libertà di parola".
Grande attesa ora per l'apertura ufficiale della XXIX Olimpiade fissata alle 8.08 pm locali. In Cina il numero 8 è considerato molto fortunato tanto che sono migliaia le coppie che hanno previsto per proprie nozze per oggi. Molti anche i parti cesarei programmati. La data delle olimpiadi è stata scelta proprio per questa ragione "scaramantica". Olimpiadi che per i cinesi saranno un banco di prova di fronte a tutto il mondo.

Per seguirle sul web guardate i links nell'articolo di Varesenews

giovedì 7 agosto 2008

Le barche, la ragione e gli angeli di Masina

Nella sua vita da giornalista e da scrittore Ettore Masina si è sempre distinto per una dote non comune. Schietto, coerente, diretto, a volte intransigente. "Nessuna mi turba accusa di "ismo". Quello che mi tormenta nella notte è il Sant'Offizio del mio moralismo", scriveva in una poesia di tanti anni fa. Usa le parole con maestria come chi viene da una scuola ferrea della scrittura. In lui la passione si fonde con la poesia e l'impegno con la denuncia.
L'ultimo libro ne è una testimonianza importante. Le nostre barche sono rotonde, edito da OGE è un mix delle sue esperienze, dei suoi valori. Dodici racconti che ripercorrono le tappe di alcuni sui momenti di vita. I primi sono dedicati al suo primo "mestiere", quando giovane cronista veniva inviato a seguire eventi, tragedie, progetti. Nel Ministro in canottiera, dopo aver passato una notte sul luogo di un terribile incidente ferroviario chiude il racconto con un proposito. "Per l'ennesima volta giurai che avrei cambiato mestiere". Mestiere su cui torna nel racconto successivo, quando in visita al cantiere della galleria del Limmernboden, sente "di essere arrivato all'inferno, meritato dalla mia insana pretesa di vedere tutto e di fare il mestiere più presuntuoso fra i tanti possibili".
Masina con Terre difficili e Ombre di viaggio dedica poi diversi racconti ai suoi viaggi all'estero sia come membro della commissione esteri della Camera, sia di tipo privato. Racconta così un'Africa che lo inquieta, il Vietnam da cui arriuva anche il titolo del libro, la Spagna dei pellegrini e le meravigliose storie che si conoscono lungo il cammino per Santiago.
Il capolavoro arriva però nella sezione di mezzo: Presepi. Qui lo stile, la forza comunicativa di Masina raggiunge il suo apice. La cattedrale di Porto di Mare narra della Milano degli anni Cinquanta. Lo scorrere delle parole fa venire i brividi per quanto, passato mezzo secolo, alcune scene si ripetano. Cambiamo solo i nomi e le provenienze, ma le analogie lasciano di stucco.
"Gli immigrati non avevano trovato case, figurarsi i termosifoni. Forse Milano aveva bisogno di loro, per crescere; ma fingeva di no. Lavoro, qualche lavoro pesante e mal pagato, glielo dava; ma la casa neanche parlarne. Per avere la casa "popolare" ci voleva la "residenza", ma per avere la residenza (meraviglioso biglietto d'ingresso nel paradiso urbano) bisognava documentare di avere un alloggio". Sarà un prete coraggioso, un cronista squattrinato e un vescovo, in odore oggi di santità, a coinvolgere un sindaco freddo e cinico in una situazione dove le risposte devono tener conto della solidarietà e delle reali condizioni di vita delle persone. Dove lo spazio alle emozioni diventa vitale.
"Di tanti angeli abbattuti a schioppettate gonfio è il carniere della ragione" scriveva in una bella poesia trentasei anni fa Ettore Masina. Oggi la sua scrittura è meno ironica di allora. L'umorismo lascia il posto a una vena di tristezza, ma la sua voce si sa levare ancora in alto e in poche pagine mostrare le cose per come sono. E così in Natale alle pendici del vulcano racconta della conversione di Ricardo Urioste , vicario capitolare dell'arcivescovo Oscar Arnulfo Romero, anch'esso convertito al suo popolo (straordinaria la biografia scritta sempre da Masina). "Ricardo, siamo ai Tropici. Quel che ci chiede la gente non è la filosofia, è la speranza; e come riuscire a campare".
Chiudono il libro due racconti "fantastici" dove Masina recupera la tradizione della fiaba e "rischia" tanto da dichiarare ai suoi lettori la "promessa di emendare il mio aperto plagio".
Le nostre barche sono rotonde è uno spaccato di mondo, di vite, di pensieri che ci spingono a riflettere. Prendono un arco temporale di oltre cinque decenni e viaggiano tra i continenti svelando la profondità delle scelte di vita dei protagonisti dei racconti.

mercoledì 6 agosto 2008

L'esercito nei cantieri

Grande Gad Lerner. Oggi su Repubblica pubblica un editoriale dai toni fermi e forti. Su un argomento che riprende lo studio del Censis sulle morti bianche e su gli incidenti stradali.
"Una modesta proposta al ministro La Russa e al governo tutto, che s´è preso tanto a cuore la sicurezza dei cittadini italiani: perché non inviare l´esercito anche nei cantieri, nelle fabbriche, e magari lungo le autostrade? A meno che si vogliano considerare i morti sul lavoro e negli incidenti stradali "meno importanti" rispetto alle vittime della criminalità".
Lerner attacca così nel suo articolo. E poi chiude sollevando delle argomentazioni simili a quelle che avevo posto ieri al ministro Maroni.
"La sicurezza manipolata come un feticcio, semmai, rivela la volontà di sottomettere i ceti più deboli all´ingiustizia sociale, indirizzandone il malcontento su bersagli meno impegnativi. È più facile prendersela con la devianza degli emarginati, specie se stranieri, che con la camorra, la mafia, la ´ndrangheta (sono queste organizzazioni le principali responsabili degli omicidi in Italia). Ancor più complicato è imporre la regola morale, prima ancora che giuridica, secondo cui la tutela della vita del lavoratore è più importante della produttività. Addirittura impopolare, infine, suona l´equazione fra mancato rispetto del codice della strada e delinquenza. Naturalmente mandare i soldati in pattuglia nei cantieri, nelle fabbriche e lungo le autostrade è solo una boutade. Ma denunciare la menzogna di questi politici, falsi difensori della sicurezza pubblica, resta una necessità. Perché una comunità impaurita non progredisce inseguendo fantasmi: semmai arretra, correndo all´impazzata sulle strade e umiliando i suoi lavoratori."

Per la Lega piena occupazione

Torno a scrivere per il mio giornale. Oggi si scopre che sulla rotonda all'ingresso di Varese sono state installate nove opere raffiguranti altrettanti politici leghisti.
Questo l'editoriale

Sulle rotonde del Varesotto campeggiano elementi della nostra produzione. Aerei, torni, telai e tanta floricoltura. Per un breve periodo alla Schiranna erano comparsi anche dei cervi. Poi a forza di tagliargli le corna si è pensato bene di eliminarli.La Lega poi si spinse più in là riempiendo alcuni spazi con il sole delle alpi. Ora il grande salto. In vista dei mondiali a Capolago sono state installate nove sculture raffiguranti altrettanti politici doc del Carroccio.Un biglietto da visita chiaro e preciso. Sembra dire: "cari visitatori siete arrivati nella terra della Lega e questi sono i nostri eroi".Un gesto che marca il territorio. Una scelta che coinvolge tutti i cittadini. Gli amministratori e i politici del Carroccio hanno avuto certamente meriti per aver portato i mondiali di ciclismo a Varese, ma il risultato non dipende solo da loro. E comunque a prescindere da questo, la Lega rappresenta un elettore su quattro e non ha alcun diritto ad occupare la scena pubblica oltre ogni limite.Non vorremmo poi dover credere che per difendere il "decoro urbano" ora vadano predisposte anche specifiche azioni a tutela dei nove velocisti o scalatori verdi.

E IPhone book fu

Tu chiamale (se vuoi) emozioni è il titolo del post di Simone Gambirasio. L'autore del libro della Hopli dedicato tutto alla nuova creatura della Apple. Oggetto che dopo l'IPod è già un cult per gli amanti di quei mondi tecnologici.
Simone è al suo secondo lavoro per la prestigiosa casa editrice milanese. Il primo era dedicato proprio al famoso IPod. Un riconoscimento per un giovane ricercatore, giornalista, esperto di tecnologia e web.
Complimenti.

martedì 5 agosto 2008

Caro Maroni, ma quale sicurezza

Maroni mi è simpatico. L'ho incontrato tante volte, in situazioni sempre diverse, ma è sempre stato un piacere.
Un leghista "anomalo", "godereccio", attento, intelligente. Con il tempo è diventato sempre più un politico accorto, capace e sicuro. Divertente il suo racconto di quando la prima volta da ministro degli interni nel 1994 "scomparve" da un'uscita secondaria di Montecitorio per torare in albergo mentre la polizia lo cercava per tutta Roma.
Altri tempi. Adesso il nostro ministro è alle prese con ben altre situazioni. Da settimane sta facendo delle campagne sulla sicurezza che lasciano a bocca aperta. L'uscita sui poteri speciali ai sindaci è solo l'ultima delle trovate. Maroni non è uno sciocco ed è attentissimo agli effetti mediatici delle sue iniziative. Sa che la gente, soprattutto la sua, quella leghista ma non solo, dopo aver sentito tanti proclami vuole fatti. E così si cavalca l'insicurezza. Ma restano inattese delle domande fondamentali. Caro ministro quando la vedremo impegnato in prima persona con i veri problemi della sicurezza di questo paese? Quando la vedremo a Scampia, a Napoli, a Locri, a Palermo alzare la voce e prendere provvedimenti contro la mafia, la camorra, la ndrangheta? A quando le battaglie contro il capolarato che è la piaga drammatica che sfrutta i clandestini e li tratta come schiavi? In Italia ogni anno muoiono sul lavoro il doppio delle persone assassinate. Questa è una vera priorità altro che mendicanti e degrado urbano.
Caro Maroni, ma pensa davvero che siano gli zingari, i rom, gli accattoni, i lavavetri, le prostitute, gli immigrati il problema numero uno di questa Italia che non passa giorno che non venga derisa dai paesi vicini?
Altro che sicurezza, molti provvedimenti sembrano pensati e organizzati per alimentare paure e insicurezze. Il nostro paese ha bisogno di maggiore cultura, di maggiore solidarietà, di maggiori spinte all'apertura e non finte strategie che alimentano solo inutili odi e diffidenze.
Bene fa Antonio Albanese che, nell'ultimo suo spettacolo teatrale, mette in scena il ministro della paura, quella stessa figura che abbiamo visto in azione in alcuni momenti bui del nostro paese.
Lei ministro "Bobo" è troppo simpatico per prendere quel ruolo. Ci pensi.

Con Derrick de Kerckhove

Amico è una parola grossa e Facebook la usa in modo un pò troppo disinvolto. È un limite dovuto a un'eccessiva semplificazione, ma produce anche risultati emozionanti. Oggi alle 14.45 un'email che segnalava il fatto che Derrick de Kerckhove aveva accettato la mia richiesta di diventar amici. "E chi se ne frega" diranno molti di voi, anche con qualche ragione. Ma poi la domanda successiva potrebbe essere "e chi è sto dechercove?"
Beh sul chi se ne frega posso poco. Su chi è Derrick de Kerckhove invece qualche paorla va spesa. È uno dei più grandi esperti di Internet e non solo. È il Direttore del Programma McLuhan in Cultura e Tecnologia, insegna alle Università di Toronto e di Napoli.
Come riporta Wikipedia ha ripèreso "la teoria delle Intelligenze Collettive di Pierre Levy, de Kerckhove l'ha aggiornata e adattata al contesto tecnologico delle reti, mirando alla connessione delle intelligenze quale approccio ed incontro sinergico dei singoli soggetti per il raggiungimento di un obiettivo. Tale connettività si affianca e contemporaneamente si oppone all'idea di collettività proposta da Levy, aggiungendo a questa l'unità frammentata delle potenzialità degli elementi della rete. Non soltanto, quindi, la comunicabilità dei singoli elementi quale caratteristica fondamentale del nuovo medium, ma la possibiltà offerta per la azione/creazione di un oggetto multimediale, un artefatto cognitivo".
Derrick de Kerckhove insieme con Viscenzo Susca hanno pubblicato un bell'articolo proprio su Facebook sul penultimo numero dell'Espresso.

lunedì 4 agosto 2008

Scelte non schieramenti

"Le scelte si moltiplicano. Al supermercato. Al lavoro. All'ospedale. La libertà di scelta è un desiderio quando ce n'è poca e un'angoscia quando ce n'è troppa". Inizia così un interessante post di Luca De Biase sulla necessità di prendere posizione su questioni delicate e quindi scegliere.
"Siamo chiamati a scegliere sempre più profondamente della nostra vita. - continua De Biase - E della vita degli altri. Di quelli che ci sono e di quelli che non ci sono ancora. Chi si pone come generatore di principi deve essere coerente. Non può parlare come se la vita fosse sacra quando riguarda la famiglia ma poi ammettere che esistono guerre meno ingiuste di altre".
Un post originato dalla "vicenda di Eluana (Repubblica, Gilioli, Corriere, Repubblica, Mante, Gennaro, Marcello, Village, Inyqua, Antonio, Tom, Mau, Fiore, Polvere...). Ma non solo... Penso che dovremmo prenderci il tempo di riflettere molto. E non vivere queste cose come questione di schieramento. E penso che non ci stiamo riuscendo come italiani. E penso che questo rischi di renderci schiavi dell'oscurantismo... E che che parlarne - in ritardo - anche con un post troppo lungo come questo possa essere forse un dovere. Ma purtroppo certamente non un piacere".
Altrettanto interessante a questo proposito anche la presa di posizione del dottor Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto Mario Negri, pubblicata nei giorni scorsi su Varesenews e Bergamonews

domenica 3 agosto 2008

I libri in comunità

Un'altra scoperta sul web. Un social network tutto dedicato ai libri e così ho aperto la mia libreria virtuale su aNobii. Un sito ricco di contenuti predisposti dai naviganti e dove puoi organizzare uno scaffale con i tuoi volumi preferiti. Il punto di forza è nella possibilità di confronto e di scambio con gli altri partecipanti. Puoi condividere amicizie, gruppi di discussione, recensioni e verificare la vicinanza dei tuoi gusti ed interessi con gli altri.
Unico limite, almeno per ora, riversare gli oltre 2000 libri presenti sui miei scaffali nella libreria virtuale. Interessente e affascinante però far crescere la presenza da adesso in avanti. ANobii, tra le altre cose, oltre a votare, commentare, lasciare messaggi e altri elementi di interazione, ti permtte di verificare quanti libri hai letto per ogni periodo perfino calcolando il numero di pagine. Poco rilevante per gli accaniti lettori, ma divertente per gli amanti delle statistiche.

La "zampa" migliora

È già passato un mese. Da quell'incidente che poteva costarmi molto di più dell'immobilità a cui mi ha costretto per lunghe settimane. Nei giorni scorsi ho rivisto la vespa e aveva ragione Filippo della concessionaria della Piaggio che mi sarei spaventato. "Sei sicuro che vuoi vederla?" mi ha chiesto preoccupato. Una botta che ha distrutto la parte anteriore dello scooter.
La gamba migliora e da ieri riesco a muovere i primi passi poggiando anche il piede sinistro. Il tendine d'Achille riprende poco alla volta il suo lavoro. Grazie alla bravissima e dolcissima Rosanna, la fisioterapista che mi segue, la gamba sta riprendendo il suo lavoro. Resta qualche problema alla ferita che ha un'infezione in corso, ma ormai sembra che le cose si mettano per il meglio e per ferragosto spero di riprendere a muovermi in totale autonomia.
Un grazie a tutti i miei amici e collaboratori che mi stanno aiutando in modo fantastico.

I post precedenti
Cosa c'è di nuovo? del 30 luglio Piccole soddisfazioni del 30 luglio - Ma chi paga del 25 luglio

sabato 2 agosto 2008

Sette in condotta

Non vedo perché scandalizzarsi della proposta di ripristinare il sette in condotta. Quello che deve preoccupare è il vuoto assoluto di idee, cultura, programmazione, indirizzo della scuola. Anziché studiare e poi proporre qualcosa di duraturo e che cambi in modo serio le cose ogni ministro ha le sue fisime e crede che le proprie idee siano la soluzione a ogni male. E così adesso la Gelmini rimette i grembiuli e il voto di condotta come elemento curriculare che possa contrasare il bullismo e ridare status e potere a chi sta in cattedra. Gli venisse mai in mente di coinvolgere chi ci lavora nella scuola, dai ragazzi, ai bidelli, al personale di segreteria e poi via via fino agli insegnanti e ai dirigenti scolastici. No, scherziamo! Sarebbe chiedere troppo. E allora avanti ognuno con le proprie fisse. E bene fa Il manifesto oggi a dedicare la prima pagina a questo argomento e con una vena polemica a mettere la foto delle famose corna di Berlusconi a un vertice Ue del 2002. Così, tanto per farci ridere dietro ancora un pò.

I grembiuli e il toro eccitato

Bell'editoriale di Francesco Merlo su Repubblica di oggi sul ripristino dei grembiuli nella scuola.
"...In Italia non ci vogliono grembiuli ma edifici, aule, strumenti di didattica, un nuovo sistema di stipendi, di aggiornamenti e di incentivi, nuove strategie formative… cioè soldi, competenze e credibilità che spingano le fantasie degli adolescenti ad aggrapparsi ai rami della mitologia e ai misteri delle lingue, ai paradossi matematici, alla filosofia, alla musica della versificazione, alla magia della chimica. O dai a uno studente il piacere di infilarsi nella storia con la capacità del professore e con la ricchezza delle tecniche audiovisive, oppure lo ecciti soltanto come si eccita un toro con il drappo rosso...".

venerdì 1 agosto 2008

Leggere, amare sognare

Inizia da luglio una rubrica di libri. Nessuna originalità nel modo di proporla. L'ho vista fare, credo come tanti, da Hornby. Mi piace, l'apprezzo negli altri quando la vedo fare e così propongo una sorta di book list personale. Avrà cadenza varia. Questa volta coincide con la mia "zampa" rotta e quindi tante pagine di lettura.

Il verbo leggere non sopporta l'imperativo,
avversione che condivide con alcuni altri verbi:
il verbo "amare"... il verbo "sognare"...

Daniel Pennac

Acquistati
- La Cina in vespa, Giorgio Bettinelli, Feltrinelli
- Dai un bacio a chi vuoi tu, Giusi Marchetta, Terre di mezzo
- Yes, we can, Barack Obama, Donzelli
- Bisanzio, Judith Herrin, Corbaccio

Ricevuti
- Il Cammino degli Inglesi, Antonio Soler, Tropea
- Non avrai altro Cuore all'infuori di me, Bur

Letti
- Bilal, Fabrizio Gatti, Bur
- La Cina in vespa, Giorgio Bettinelli, Feltrinelli
- Il Cammino degli Inglesi, Antonio Soler, Tropea
- Mille splendidi soli, Khaled Hosseini, Salani
- L'ospite inquietante, Umberto Galimberti, Feltrinelli
- Non avrai altro Cuore all'infuori di me, Bur

Bilal mi ha commosso. Libro da leggere assolutamente. Guarda il mio post con la recensione.

La Cina in vespa
invece mi ha deluso molto
. Pochi spunti interessanti per un Bettinelli meno brillante rispetto agli altri libri in cui proponeva precedenti viaggi.