Maremma è un'esclamazione (spesso di stupore e meraviglia), un'imprecazione. È una terra straordinaria di confine.
È uno spazio libero, di pensiero, idee, sogni, viaggi...
Mamma che emozione. Un anno fa stavo preparando lo zaino e gli strumenti per il lungo viaggio sulle coste italiane. Ventimiglia Trieste 25 anni dopo Michele Serra. Ero felice, ma anche preoccupato. Non potevo ancora sapere che sarebbe diventata una delle esperienze più affascinanti della mia vita.
Sul blog proprio il 29 luglio scrivevamo:
Nelle passate settimane mi sono imbattuto in due storie che mi hanno fatto pensare molto. Entrambe riguardano Cuba. Dalle nostre parti parlare di quell'isola significa subito prendere parte. Un mito per alcuni perché la forte carica rivoluzionaria, la mistica legata a Fidel Castro e soprattutto alle gesta del Che Guevara, hanno
Villa Cagnola dipinta da Bernardo Bellotto nel Settecento
Stamattina, complici gli effetti del fuso orario di ritorno dal Nicaragua, mi sono svegliato prima dell'alba e sono andato a camminare per la mia Gazzada.
A quell'ora regna il silenzio. Il paese è avvolto ancora nel sonno e le strade sono deserte. Sono arrivato fino a Villa
Un bagno di folla. Tanto bianco azzurro, la bandiera ufficiale, e lo scontato rosso nero del Fronte Sandinista. Più contenuto il rosa fucsia diventato il colore ufficiale della campagna elettorale di Daniel Ortega.
Nella piazza, oltre al mix di colori, anche i suoni si contaminano.
Fisico e passato da rugbysta. Dagli spalti ancora il desiderio di scendere in campo e buttarsi dentro la mischia. Una sola regola rigida: nessuna birra prima delle undici. Da quello sport e dallo scoutismo Giori Ferrazzi ha attinto a piene mani per la propria formazione umana fatta di responsabilità,
La storia si ripete. Davide, un gruppo di muchachos di un barrio tra i più poveri della città, sfida Golia, i ragazzini del centro don Bosco, e vince. Rigoberto sorride felicequando mi racconta la sua storia e la storia di quelle partite di calcio, o futbol come lo chiamano qui in Nicaragua.
Alle spalle della sua scrivania c’è una delle foto più famose degli anni Settanta. Eden Pastora, il mitico “comandante Zero”, alza le braccia al cielo mentre sta salendo sulle scalette dell’aereo che lo condurrà a Cuba. Basco nero, uniforme militare, due bombe a mano sulle bretelle, munizioni,
Ero quasi un ragazzino, quinta liceo, quando acquistai la prima edizione di Vangelo a Solentiname. Non avevo nemmeno idea di dove fosse quel posto. C'era una vaga idea di America Latina e di fascino per quel mix tra mistica, attenzione agli ultimi e spirito rivoluzionario. Figurarsi che erano passati solo dieci anni dalla morte del "Che",
Le gazze se ne stanno lì, a distanza quasi regolare, come a fare le sentinelle del rio Papaturro. La vegetazione, di un verde intenso, è fatta prevalentemente di canne ed è uno spettacolo vedere questi grandi uccelli bianchi levarsi in volo.
Partiti da San Carlos entriamo nel fiume dopo oltre due ore di navigazione nel lago
Quando Sergio mi ha proposto di andare a intervistare Miguel D'escoto ho provato una strana emozione. L'incontro con l'ex ministro degli esteri del governo sandinista dal 1979 al 1990 mi eccitava. Dall'altra sento lontana la radicalità con cui si giudicano alcuni eventi della storia.
"A noi che abbiamo alle spalle sessantacinque anni di pace e democrazia sembra di vivere in tempi terribili Non che siano perfetti e meravigliosi, ma sono sicuro che un bel viaggio nella memoria può aiutarci a restituire a ogni cosa la giusta dimensione".
Le nonne sono le prime protagoniste dei libri di Mario Calabresi. La fortuna non esiste si apriva con la storia rocambolesca della nascita di Maria Tessa il 5 gennaio del 1915. Cosa tiene accese le stelle ci porta avanti di 50 anni, quando nonna Maria decide di rinunciare all'auto che gli aveva regalato il marito, per acquistare invece una macchina da lavare. Mezzo secolo dopo, di fronte
"A metà degli anni Ottanta, appena arrivato a Monza, il professor Masera ricevette un messaggio drammatico da Fernando Silva, un pediatra-poeta nicaraguense che dirigeva un ospedale per bambini a Managua. «Quando nel nostro ospedale facciamo diagnosi di leucemia o tumore, poniamo una piccola croce accanto al nome dei bambini. Non abbiamo possibilità di curarlo. Chiediamo tutto».
Sono volato fino a Puerto Cabezasper una di quelle coincidenze strane e affascinanti che succedono nella vita. Letti alcuni miei post durante il primo viaggio in Nicaragua, Martin mi ha scritto. “Ma lo sai che mia sorella vive lì?”
E come avrei potuto saperlo? Ma nel nuovo viaggio non potevo
Solo verde con boschi e prati. Pochissimi villaggi, qua e là riflettono al sole i tetti di lamiera di isolate capanne, e ogni tanto il paesaggio si spezza colorandosi del marrone dei corsi d'acqua.
L'aereo de La Costeña attraversa gli oltre cinquecento chilometri in una giornata di piena luce, con un cielo azzurro, e solo raramente
Ogni vita è un film e quella di "don" Juan non fa eccezione. In Nicaragua gli uomini di una certa età ricevono il don come segno di rispetto.
Juan, per la verità, è ancora giovane. Ha 35 anni, ma è già "abuelo", nonno. Sua figlia, la più grande, 18 anni, ha già una bambina di sei mesi.