giovedì 30 aprile 2009

State of play

"I lettori sanno distinguere una notizia vera da una balla". Un grande Russel Crowe, ormai scatenato in ogni tipo di parte, interpreta un reporter di altri tempi. I riferimenti al Watergate sono continui anche nei luoghi. Un mix di generi in cui vicende personali, spionaggio, politica, affari si mescolano a volte con armonia, altre in modo non sempre convincente tanto da far perdere un po' il filo delle cose. Buon ritmo e ottima interpretazione del protagonista salvano State of play.

lunedì 27 aprile 2009

Figli degli sms

"Ragazzi ho 27 anni e non riesco a capire come possano le generazioni venute dopo la mia essere così vuote senza obiettivi senza valori". Il commento di Francesco è uno degli ultimi lasciato in ricordo di Dean. Ne continuano ad arrivare tanti e ancora di più se ne possono leggere sui due gruppi fondati su Facebook. Pensieri in totale libertà, per lo più di ragazzi giovanissimi e di qualche mamma restata sconvolta dal delitto.
C'è tutto uno spaccato di società, con i suoi linguaggi, figli degli sms. Chiara ricorda Dean in modo diretto, "beh ke dire eri speciale x noi c'eri sempre quante risate e anke quante discussioni...a volte mi prendevi in giro e dicevi le cose cn la faccia serissima (e mi facevi prendere male) poi appariva un sorriso e lì capivo ke scherzavi e ci abbracciavamo...bei tempi...ti mando un abbraccio grande...ti voglio bene!!!".
Nei messaggi si mescolano tante cose. Il ricordo, l'affetto, la tenerezza, l'incredulità, tanta rabbia e violenza, ma quello che sconvolge di più è la presunta normalità. Normalità del resto che appare evidente in molti gesti compiuti dai due omicida. E di normale invece in questa storia non c'è proprio niente se non la rassegnazione di una società che sempre più guarda impotente e quasi del tutto inconsapevole di dove si stia andando.
Nei messaggi sulla rete si avverte tutto il disagio, tutta la fatica del crescere, tutti gli stereotipi possibili a partire da quelli espressi, sempre veri per ogni generazione, da Francesco. La vita non può essere solo quella dei micro cosmi personali, quella del "fai da te" quotidiano dove conta solo avere personali soddisfazioni, ricchezza, benessere materiale. Quella che di fronte alla fatica trova subito le scappatoie delle sostanze stupefacenti. Che di fronte all'assenza di spiritualità trova i maghi e i sensitivi. Quella che di fronte all'insicurezza trova il bisogno dell'uomo nero e delle leggi speciali.
Le persone, le famiglie sono lasciate sole al loro destino, stessa cosa vale per la scuola e via via per le poche altre realtà che lavorano nel campo educativo.E così un ragazzino, un po' timido, un po' problematico abbandona la scuola e tutto è normale. E con gli altri, quasi fosse un videogioco, ciondolano in un bar, fanno piccoli traffici, litigano, vagano di notte per la città. E tutto è normale. Questa storia, per quanto lo deformi e lo renda orribile, è lo specchio del mondo degli adulti che vivono chusi nelle loro paure, nelle loro false certezze, nel loro parlare di "vuoto dei valori".
In una società sempre più impaurita e incapace di speranza e di vivere le emozioni ed educare ad esprimere emozioni. Non è tutto così. A due passi dal tipico luogo di incontro dei tre ragazzini c'è un oratorio molto attivo, c'è il campo da rugby dove tanti giovani trovano risposte al loro bisogno di sport, ma anche socialità, c'è lo spazio di Varese corsi. Insomma la città esprime molto, ma non basta. È quella normalità che emerge da questa storia che deve preoccuparci.
E più che cercare improbabili e semplici risposte occorre riprendere a farci domande. È la cosa più difficile, ma forse la sola che potrebbe farci trovare un senso alle tante piccole e grandi follie che vediamo ogni giorno.

editoriale scritto per Varesenews a seguito del delitto di un diciasettenne a Varese

sabato 4 aprile 2009

Le mezze stagioni di Brunetta

La prossima uscita del ministro sarà dedicata al tempo. Al fatto che non ci sono più le mezze stagioni di una volta. Ma che Paese è quello dove il massimo responsabile di un settore nevralgico per l'amministrazione dello Stato mette alla berlina un giorno si e l'altro pure i propri collaboratori?
Stavolta gli statali, dopo esser stati dei veri fannulloni, degli assenteisti cronici, dei furbetti per cui van pensate tutte, si scoprono anche dediti alle spese private in orario di ufficio.
Brunetta è proprio un mago della comunicazione, ma il suo dicastero però sarebbe un altro e forse occorerebbe ricordarglielo. Se invece di rilasciare interviste e gettare discredito su tutti i lavoratori il ministro mettesse in atto normali procedure di richiamo e di sanzioni disciplinari per eventuali furbetti non sarebbe meglio?
Oppure il disegno del ministro è ben altro che quello di far funzionare meglio la pubblica amministrazione. Allora così si spiegherebbe molto meglio questa foga nello screditare tutto e tutti.

venerdì 3 aprile 2009

Un iPod per la regina

È davvero straordinario Barack Obama. Sarà solo un simbolo, ma la nostra storia è fatta di questi. E così in visita con la sua Michelle ha portato alla regina Elisabetta un iPod touch in dono.

mercoledì 1 aprile 2009

Leggere, amare, sognare (10)

Il verbo leggere non sopporta l'imperativo,
avversione che condivide con alcuni altri verbi:
il verbo "amare"... il verbo "sognare"...

Daniel Pennac



Acquistati
- In principio era Darwin, Piergiorgio Odifreddi, Longanesi
- Molte nature, Enrico Bellone, Raffaello Cortina
- Michelle Obama, Elisabeth Lightfoot, Nutrimenti
- Non vi lascerò orfani, Daria Bignardi, Mondadori
- Madrid, LOnely planet, Edt

Ricevuti
- Fabrizio De Andrè, la mostra, Silvana editoriale

Letti
- In principio era Darwin, Piergiorgio Odifreddi, Longanesi
- Il pane di ieri, Enzo Bianchi, Einaudi
- Non vi lascerò orfani, Daria Bignardi, Mondadori

Recensioni
- Il pane di ieri

La mia libreria virtuale su aNobii

Le "puntate" precedenti
- Leggere, amare sognare del 1 marzo - 31 gennaio - del 30 dicembre - del 30 novembre - del 1 novembre - del 30 settembre - del 1 settembre - del 16 agosto - del 1 agosto