mercoledì 9 maggio 2012

Da Roma alla ricerca dell'isola perduta


Due sdraio appoggiate su un prato verde proprio di fronte alla piccola spiaggia. L’acqua limpida come sa essere ai Caraibi. Le piccole costruzioni fatte di pietra e legno. Si presenta così un angolo di paradiso a Corn Island in Nicaragua.
La Princesa de la isla è resort semplicissimo con tre camere e un bungalow, uno dei luoghi più belli della splendida isola.
A gestirla sono una coppia di italiani arrivati qui per la prima volta nel 1995 alla ricerca dell’isola perduta. Un pezzo di vita a ricercare un posto come quello che poi hanno trovato proprio qui, nella Great Corn Island.
“Gira che ti rigira amore bello” cantava quarant’anni fa un giovanissimo Claudio Baglioni. Per lui il sogno era la libertà che gli dava la sua Camilla, la mitica 2cavalli gialla.
Per Alessandro, anche lui romano, dieci anni più anziano del cantante, era invece potersi “ritirare” su un’isola e lì vivere gli ultimi anni della sua vita. Una volta tirate grandi le sue tre figlie, ha lasciato tutto. Sua moglie Caterina ha resistito ancora qualche anno a Roma e poi ha venduto il negozio e oggi è la fantastica cuoca della Princesa.
«Ho lavorato alla Teti, chissà oggi in quanti sanno che è la mamma della Sip e quindi la nonna della Telecom. Poi sono andato in Alitalia e ho così potuto realizzare il mio sogno giovanile di viaggiare. Con mia moglie e le bambine piccoli si partiva alla ricerca della nostra isola. All’inizio abbiamo girato tutte quelle italiane, poi nel Mediterraneo e via via sempre più distanti. Gli ultimi quindici anni ho lavorato in una piccola società di informatica e finalmente nel 1997 mi sono trasferito qui».
Alessandro parla con la felicità negli occhi. Dimostra almeno quindici anni in meno ed è l’immagine della rilassatezza.
«Ho sempre vissuto nel centro di Roma, Da piccolo giocavamo a pallone sotto il Campidoglio e ricordo ancora oggi quando arrivarono gli americani e ci lanciavano le caramelle dal Vittoriano. I tedeschi avevano lasciato la città con i loro carri armati e noi potevamo riprendere a giocare tranquillamente».

Come è nata l’idea dell’isola?
«Era un sogno. Di quelli che ti animano l’infanzia e poi la gioventù. Con mia moglie Caterina abbiamo iniziato a cercare da subito, ma poi c’era sempre qualcosa che non andava bene, soprattutto per le tre bambine. Così ho fatto un patto con lei. Una volta diventate grandi io avrei ripreso la mia ricerca e avrei vissuto su un’isola».

E oggi le bambine che età hanno? 
«Camilla, Cecilia e Costanza hanno 46, 44 e 41 anni.  La “piccola” ha scelto di vivere anche lei qui. Si è trasferita con il marito e gestiranno il ristorante. Le altre due vivono a Roma. Le tre stanze che sono a disposizione dei nostri ospiti riportano i loro nomi».

Come hai trovato questo posto?
«Ci sono arrivato dopo un lungo giro in Centro America. Mi ero messo una serie di parametri per arrivare a una scelta. Corn Island rispondeva bene alla maggior parte di questi e così quando sono arrivato su questo angolo di isola ho subito capito che poteva essere finalmente la mia scelta. Era il 1995, due anni dopo mi sono trasferito».

In che condizioni era quella che sarebbe diventata La Princesa de la isla?
«Nel 1988 c’era stato un uragano devastante e gli impiegati del piccolo hotel se ne erano andati. La furia successiva è arrivata con gli uomini che si sono portati via tutto, anche le pietre. Di fatto era rimasto solo il perimetro delle costruzioni. Piano piano lo abbiamo ricostruito su un terreno preso in affitto e che ci permette ora di pagare i costi e poco più. Ma questo era i mio sogno e oggi vivo da pensionato contento».

Ma avevi sempre avuto l’idea di fare l’imprenditore turistico?
«Ma va. Io volevo solo ritirarmi, poi l’alcalde, il sindaco, mi ha chiesto di dare una mano creando almeno qualche posto letto e così abbiamo costruito le tre stanze e un bungalow. Non potevo immaginarmi che questa nuova attività mi avrebbe dato così tante soddisfazioni non di tipo economico, ma umano. È sempre un piacere ospitare persone e vederle felici. Penso che sia questa la ragione del perché su Tripadvisor siamo al primo posto come albergo e al secondo come cucina».

A proposito di cucina, Caterina ne è la regina, altro che la principessa...
«Non glielo dite perché altrimenti si monta la testa...»

Ci sarà però qualcosa che non va bene qui?
«Beh, la cosa che ricordo con maggior tristezza è quando, qualche volta, ritorni a casa e non trovi tante cose. Si ruba spesso e ti scoraggia un pò. Però credimi, ho realizzato il mio sogno e davanti a un panorama così perdoni anche queste piccole malefatte. Ma sai che bellezza è veder crescere gli alberi, gustarti la natura?»

Che rapporto hai con l’Italia?
«Ci torno il meno possibile. Non mi piace più. Io amo il mio paese, ma sta peggiorando sempre più e a me non piace piangere sul passato, voglio guardare al futuro con ottimismo, ma resto qui. Vivevo in piazza Araceli. Oggi lì ci possono stare solo i ricchi e questo vale in troppe cose. Insomma, da un paese che sapeva divertirsi con poco, oggi siamo diventati un posto dove comanda solo chi ha i soldi».

È vero che Tripadvisor considera La Princesa de la isla il posto migliore di Corn island, ma quello che colpisce sono i giudizi degli ospiti arrivati da ogni parte del mondo. Quarantun recensioni di cui 27 con voto massimo di eccellente e 11 molto buono.
Non è facile da raggiungere, si vola da Managua con La Costena, ma è davvero una bella meta. Il punto forte delle due isole è l’autenticità che mescolato a un mare da favola e a una bella natura, permette di passare giorni davvero rilassanti.

2 commenti:

L'omino con la chitarra ha detto...

... spettacolo...

Anonimo ha detto...

Caterina e Alex sono due persone veramente speciali, intraprendenti e davvero generose....questa scelta per Alex, ma credo anche x Caterina ed ora anche per costanza, li ha completamente realizzati e resi felici. Conosco questa famiglia meravigliosa da tantissimi anni, collaborando con Caterina quando era titolare di un delizioso negozio in zona prati a Roma e posso solo esprimere la mia ammirazione nei loro confronti, consigliandoli vivamente di non tornare piu' in questo paese ingiusto ed immorale. Cristina