mercoledì 6 luglio 2011

"Don" Juan, il barrio muy peligroso e la scuola

Ogni vita è un film e quella di "don" Juan non fa eccezione. In Nicaragua gli uomini di una certa età ricevono il don come segno di rispetto.
Juan, per la verità, è ancora giovane. Ha 35 anni, ma è già "abuelo", nonno. Sua figlia, la più grande, 18 anni, ha già una bambina di sei mesi.
Dopo di lei Juan ha avuto altri tre figli, 16, 3 e quattro mesi. Lavora a Terre des Hommes e vive vicino a Managua.
Mi accompagna all'aeroporto per acquistare i biglietti per Puerto Cabezas, la città più a nord della costa atlantica, quasi al confine con l'Honduras. Parlo con lui come posso, con quelle poche frasi che sto imparando in spagnolo. Credo che potrebbero ridere tutti ad ascoltarmi, ma per rispetto non lo fanno. In ogni caso ci capiamo... "entendiste?" Lui parla lentamente perché io possa comprendere il suo racconto.
Dalla caretera Masaya, "donde esta la oficina" della Ong dove lavora, taglia dentro diversi barrios (i quartieri della città) per evitare il traffico. Così riesco a vedere uno spaccato di Managua in cui, per quanto ci stia prendendo confidenza, non mi avventuro mai.
"Esto es el Reparto Schick. Es muy peligroso", mi dice mentre percorriamo una via in cui sono più le buche che la strada in ordine. È pericoloso perché ci sono tanti "ladrones". Di giorno la polizia lo presidia quasi a ogni angolo, ma di notte non ci si addentra nemmeno lui.
Dall'aeroporto passiamo al mercato Mayoreo, dove Terre des hommes finanzia e coordina un progetto con Cefodi. Una realtà dentro il mercato all'ingrosso di Managua. Oltre ventimila abitanti e quattro barrios intorno usano i servizi di questa realtà. Una volta non esisteva una sola scuola, ora ce ne sono tre, ma quella del Mayoreo è ancora la più vivace. Una prescuola con oltre 300 bambini dai tre ai sei anni, una scuola primaria e poi diversi corsi per un'età che va dagli adolescenti agli adulti. Si insegnano tante cose, ma soprattutto si offre quell'assistenza minima per comprendere diritti e responsabilità.
Dall'Italia, solo in questa struttura, si sostengono oltre 300 bambini. L'attività della Ong milanese non si ferma a questo però. C'è una grande attenzione a far sviluppare ogni iniziativa direttamente dal livello locale, perché l'intervento esterno non si sostituisca a niente.
Tornerò a raccontare di questa e altre realtà di Terre des hommes perché avrò modo di vedere molto del loro lavoro e di progettare con il "vulcanico don" Giori.
Tra poche ore rivedrò "don" Juan che mi accompagnerà all'aeroporto A.C. Sandino a Managua per volare a Puerto Cabezas.
A presto

2 commenti:

- L U - ha detto...

Sono davvero contento di essere incappato nel tuo blog, questa tua avventura in Nicaragua è davvero interessante, ti dico grazie di tutto cuore per pubblicare queste notizie, anch'io sul mio blog lo sto facendo, però non così in dettaglio, rimango ancora in uno strato superficiale, sulla città dove vivo: Hermosillo, Sonora, México.
Questo genere di messaggi è quello che mi piace leggere, l'esperienza di italiani all'estero, ti seguirò con molto molto interesse, mi sono già registrato al tuo blog e sarò un tuo lettore fisso.

Hasta pronto, espero leer algo en español muy pronto =)

Clasificados Argentina Mercadolibre ha detto...

Well carried out! I would really be happier individual if everyone wrote also as you do. Thanks once more