sabato 31 marzo 2012

Romanzo di una strage

“Io non ho paura di dire la verità". Licia Pinelli risponde alle domande del giudice su alcune ferite riscontrate sul corpo del marito morto. Non approfitta dell'occasione per dare la colpa alla polizia, perché sa che il su Pino si era fatto male giocando con le sue bambine.
È un passaggio rapido nel film Romanzo di una strage, ma dà il senso della morale entro cui si muoveva la famiglia Pinelli.
Il film di Marco Tullio Giordana ricostruisce la storia d'Italia dalla strage di piazza Fontana il 12 dicembre 1969, all'assassinio di Luigi Calabresi il 17 maggio 1972.
Quella bomba della Banca dell'Agricoltura avrebbe cambiato il nostro paese in modo definitivo e il regista, con coraggio

martedì 27 marzo 2012

È nata una star?

Mah... E si potrebbe finire qui. Dieci minuti davvero carini e divertenti, poi quasi il vuoto. È nata una star? risente di una storia povera che lascia tutto in superficie. Si ride all'inizio soprattutto per le facce e le reazioni di un esilarante Papaleo e una brava Litizzetto quando scoprono che il loro figlio Marco ha girato un film porno e oltretutto è un superdotato.
Lucio Pellegrin non riesce a decollare. Dopo una prima opera carina, anche se un po' sconclusionata, Figli delle stelle, è arrivato il pessimo film, La vita facile, con un cast di tutto rispetto (Favino e Accorsi).

domenica 25 marzo 2012

Non so se don Lorenzo

Sarebbe interessante scoprire quali sono le riflessioni di chi legge "Non so se don Lorenzo" senza saperne nulla di don Milani e di Barbiana. Iniziare a parlare di un libro da una provocazione svela subito un non celato disappunto per la pubblicazione del volume di Adele Corradi. La questione non sono tanto i suoi ricordi, ma la scelta di dare alla stampa un affresco del parroco di Barbiana senza un minimo di altri elementi.

Il diario ha la sua ragione

Tra pochi giorni Facebook cambierà i vecchi profili. Lo aveva annunciato tempo fa e poi aveva prorogato la decisione. Complice qualche ora di pace, un pezzo di lavoro fatto per Varesenews, mi sono messo a riordinare pensieri e foto e così ho iniziato a realizzare il diario. Ho scelto un pezzo della mia libreria per fare la "copertina".

venerdì 23 marzo 2012

Arrivederci Isabel

Isabel mentre fotografa la torta per festeggiare il suo viaggio
La prima foto di Isabel la vidi vent'anni fa in casa di amici. Rimasi subito colpito dal modo originale di fare i ritratti. Da lì a poco iniziai a conoscerla meglio e nel dicembre del 1997 mi feci fare le prime foto con Sara e Stefano. Era un regalo per le nonne e alcune zie.

giovedì 22 marzo 2012

Gente del Nord

Il titolo poteva essere "I miei primi quarant'anni", ma non avrebbe evocato nello stesso modo l'amore per la Lega e per la "gente del nord". Tra politici e cantanti Marco Reguzzoni, nel suo libro, edito da Rizzoli,  compie uno slalom tra gli U2, John Lennon, John Kennedy e Mandela, ma nella sua vita i paletti fermi restano Umberto Bossi, Gianfranco Miglio e Pontida.

domenica 18 marzo 2012

Un amore vivo

"Non riesco a vederla con gli occhi di un turista, ma forse così il fascino è ancora maggiore. Sarò passato migliaia di volte da piazza della Rocca a Viterbo, ma questa fontana, soprattutto di notte, è proprio bella".
Ieri sera sono uscito a camminare e scrivevo così sul mio profilo di Facebook.

sabato 17 marzo 2012

I ricordi corrono sui libri

Leggo in parallelo due libri appena usciti. "Non so se don Lorenzo", Feltrinelli,  arriva come una sorpresa inaspettata è come un block notes di ricordi di Adele Corradi, una professoressa che insegno con don Milani a Barbiana.
Un regalo per quanti, come me, hanno nel priore fiorentino una sorta di padre spirituale, un punto di riferimento nella propria formazione personale e politica.
Il secondo, un po' più malinconico è il "Dizionario delle cose perdute" scritto da Francesco Guccini.
La lettura delle prime pagine di entrambi non mi entusiasma, ma è presto per ragionarci su con calma. Ne parliamo nei prossimi giorni.

mercoledì 14 marzo 2012

Fai bei sogni


Di fronte alla morte della propria mamma un bambino di nove anni non trova risposte. Gli resta il dubbio che lei non lo abbia amato abbastanza. E così la sua vita, per quarant’anni guarda a quei giorni, a quei momenti, in cui lei se n’è andata.
Con grande coraggio, in Fai bei sogni, Massimo Gramellini racconta la sua storia personale. Rende pubblico il suo cammino con tutta la sofferenza e le emozioni che hanno contraddistinto la sua vita.
La morte precoce di una madre rimane un’ingiustizia inconcepibile. Ci salva la consapevolezza che questa vita sia solo un corso di addestramento. Da affrontare con il sorriso sulle labbra, se si può. Ma la vera goduria deve essere altrove”.

martedì 13 marzo 2012

Ricordo Berlinguer

Enrico Berlinguer in braccio a Roberto Benigni
"Un grigio compagno del Pci". In tanti, per lungo tempo hanno descritto così Enrico Berlinguer. Quarant'anni fa iniziava il XIII congresso che lo avrebbe incoronato segretario.
Ho incontrato due volte Enrico Berlinguer. Per me, che non sono mai stato comunista, fu un'esperienza di grande emozione. Il segretario aveva un'energia incredibile. Molti lo definivano un uomo grigio, non era vero. Al di là delle sue doti politiche, era un grande uomo con un sorriso discreto, quasi venato dalla tristezza che esprimeva però una incontenibile tenerezza

domenica 11 marzo 2012

La scoperta di Marco Malvaldi

Uno dietro l'altro ho letto La carta più alta e poi Una briscola in cinque. Ho così scoperto Marco Malvaldi con il suo ultimo e primo libro della fortunata serie che racconta del BarLume e dei suoi quattro vecchietti e Massimo, proprietario del locale.
L'autore, scoperto ed edito da Sellerio, è toscano e i protagonisti più anziani parlano in vernacolo. Una scrittura semplice, scorrevole e mai banale, come la traccia dentro cui si svolgono i fatti da cui nasce il giallo.
Malvaldi è diventato "un autore a sei cifre", ovvero uno che vende centinaia di migliaia di copie. La carta più alta è il quarto della serie e oltre a questi ha pubblicato Odore di chiuso, sempre di Sellerio.
La lettura dei suoi racconti è un buon esercizio per liberare la mente e al tempo stesso sorridere per le storie e le battute dei suoi personaggi.

venerdì 9 marzo 2012

Posti in piedi in paradiso

Posti in piedi in paradiso è una commedia amara, segno dei tempi e dell'età del regista. Carlo Verdone si è avventurato nel raccontare le sorti di tre padri separati. Un film riuscito e interessante che fa ridere, ma anche riflettere molto sui cambiamenti della nostra realtà.
Ulisse (Verdone), Fulvio (Favino) e Domenico (Giallini) vivono una condizione di forte precarietà sia lavorativa - economica che sentimentale. Sono sempre in affanno per riuscire a mantenere gli impegni con le loro ex mogli o amanti e così si ritrovano ad andare a convivere per poter far fronte alle spese.
Hanno età diverse e questo permette a Verdone di guardare al mondo dei

giovedì 8 marzo 2012

La Demattè racconta il bel pallone rosso di Mara Cagol

Angela Demattè e la vera Mara Cagol
Dopo Milano, Roma e diverse tappe in giro per l'Italia, Angela Demattè ha portato il suo spettacolo su Mara Cagol, fondatrice delle Brigate rosse, anche a Varese.
Riprendo un'intervista fatta a lei circa un anno fa, e la recensione dello spettacolo.
Angela è davvero brava e peccato che la città varesina abbia risposto in modo timido (poco più di trecento spettatori) perché lo spettacolo è davvero notevole.

lunedì 5 marzo 2012

"Depressi di tutto il mondo unitevi"

"La sofferenza ha a che fare con gli abissi della nostra interiorità, e, in ogni caso, ci rende più sensibili e più aperti a intravedere, e a cogliere, gli orizzonti del senso della vita: le sue contraddizioni e le sue ombre, le sue ferite e nonostante tutto le sue speranze. Ma nella sofferenza risplende, dolorosa e luminosa, e non sempre riconosciuta nei suoi fulgori e nei suoi adombramenti, la indicibile connotazione della dignità umana".
Ho appena finito di leggere Elogio della depressione di Aldo Bonomi ed Eugenio Borgna, Einaudi. Centotrenta pagine intense e dense di riflessioni profonde su un tema che emerge già dalla copertina. "Gli individui, le famiglie e le comunità sono oggi intrappolate in un circuito di paura, angoscia, rancore, incapaci di dare un significato collettivo alla sofferenza".

domenica 4 marzo 2012

Cesare deve morire

"Da quando pratico l'arte 'sta cella è diventata una prigione". Si chiude così Cesare deve morire dei fratelli Taviani. Settantasei minuti di passione. Non solo quella del famoso dittatore, o primo imperatore, Giulio Cesare, ma anche degli spettatori per un'opera di grande originalità.
Il set è tutto dentro il carcere romano di Rebibbia, dove alcuni detenuti hanno partecipato a un laboratorio teatrale condotto da Fabio Cavalli, e culminato nella rappresentazione della tradizionale tragedia shakespeariana "Giulio Cesare".
La cinepresa esce dal palcoscenico teatrale e ci porta fin dentro le celle, nei corridoi, negli spazi dell'ora d'aria. Gli attori sono straordinari e il film ha un avvio strepitoso con la selezione di quelli che chiedono di prendere parte al laboratorio.

sabato 3 marzo 2012

Maroni, una vita da mediano

L'ho letto tutto d'un fiato, ma il libro di Alessandro Madron mi ha lasciato perplesso. Maroni. Una vita da mediano, Editori Internazionali Riuniti, è una buona operazione giornalistica che però mal si addice alla costruzione di una biografia che aggiunga qualcosa di nuovo sulla storia di Roberto "Bobo" Maroni.
Il libro è pieno di fatti e dati, ma il respiro cronachistico si sente troppo e non dà ritmo al lavoro. Molto frammentato e pensato più per categorie che per riferimenti temporali, rimane troppo in superficie e risente in modo perfino fastidioso della territorializzazione del personaggio. Va bene che Maroni è di Lozza, va bene che i suoi primi passi li muove in quel di Varese, va bene che, come altri, rimase folgorato dalla vista di Bossi, ma questo signore ne ha fatta di strada. Tre volte ministro basterebbero per costringere chiunque voglia raccontare di lui a uscire dal triangolo Morazzone, Varese, Lozza cercando testimonianze che possano svelarci un Maroni, non dico inedito, ma almeno meno varesotto.

giovedì 1 marzo 2012

L'ultimo concerto di Lucio Dalla

Un anno fa, con molti dubbi, sono andato a vedere Lucio Dalla insieme a Francesco De Gregori. Un tour che mi sapeva molto di nostalgia. Impossibile ripetere le atmosfere di Banana Repubblic. Mi ero dovuto ricredere subito. Fecero un concerto bellissimo rivisitando le loro canzoni e duettando in modo emozionante.
Avevo sedici anni e per me fu il primo concerto. Un Dalla quasi sconosciuto, sarebbe uscito di lì a poco "Automobili", era arrivato a prato giardino a Viterbo ed ero andato a sentirlo.