mercoledì 29 febbraio 2012

Leggere, amare sognare (35)

Il verbo leggere non sopporta l'imperativo,
avversione che condivide con alcuni altri verbi:
il verbo "amare"... il verbo "sognare"...

Daniel Pennac



Acquistati
- La setta degli angeli, Andrea Camilleri, Sellerio
- L'io e l'inconscio, Carl Gustav Jung, Bollati Boringhieri
- Gente del nord, Marco Reguzzoni, Rizzoli
- Il distretto del piacere, Aldo Bonomi, Bollati Boringhieri
- Le emozioni ferite, Eugenio Borgna, Feltrinelli
- La solitudine dell'anima, Eugenio Borgna, Feltrinelli
- Ama il prossimo tuo, Enzo Bianchi - Massimo Cacciari, Il Mulino
- 150 lettere, Vincent van Gogh, Linea d'ombra
- Elogio della depressione, Aldo Bonomi - Eugenio Borgna, Einaudi
- Notizia di un sequestro, Gabriel Garcia Marquez, Mondadori

Ricevuti
- Giorno da cani, Alicia Giménewz-Bartlett, Sellerio
- Sono contrario alle emozioni, Diego De Silva, Einaudi
- La cugina di Londra, Manlio Cancogni, elliot
In balia di una sorte avversa, B.S. Johnson, Bur Rizzoli

Letti

La setta degli angeli, Andrea Camilleri, Sellerio
L'io e l'inconscio, Carl Gustav Jung, Bollati Boringhieri
Giorno da cani, Alicia Giménewz-Bartlett, Sellerio
Sono contrario alle emozioni, Diego De Silva, Einaudi
Tre atti e due tempi, Giorgio Faletti, Einaudi
Notizia di un sequestro, Gabriel Garcia Marquez, Mondadori


Recensioni


‎"Non si scherza con i sentimenti"

‎"Non si scherza con i sentimenti". Stasera ho incontrato un mio grande amico che mi rispondeva così quando gli chiedevo perché siamo tanto legati. Un'amicizia degli anni del liceo che, come dice Uhlman ne L'amico ritrovato, lasciano un segno indelebile negli affetti. Anni di formazione che non si ripeteranno, almeno non nello stesso modo. E così, vedere Stefano è sempre una gioia incredibile, e non ci sono chilometri che segnino la distanza. Seicento km come novemila non sono distanza e non segnano mancanza, ma presenza. E questo è bello.

martedì 28 febbraio 2012

Sciacalli in mala fede

La prima pagina di oggi del Giornale è di quelle che ti fa passare la voglia di vivere in questo paese. Un vero schifo. Il "cretinetti" di cui parlano è ancora gravissimo e trattare così la vita delle persone è squallido. Quel ragazzo caduto dal traliccio si è rovinato la vita e fare ironia è assurdo.
Nel merito la questione è molto più delicata rispetto allo schierarsi come fossimo allo stadio.

Un pensiero per Giulio Girardi

Giulio Girardi
Conoscenza e amore superano oceani e portano notizie in ogni luogo del mondo. E così con poche righe il mio amico Sergio da Managua mi ha informato che due giorni fa è morto Giulio Girardi. Gli ha dedicato un post nel suo bel blog La bottega del pittore.
Micromega e Vatican insider, una rubrica de La stampa, hanno scritto del teologo pubblicando due articoli calorosi.

lunedì 27 febbraio 2012

Tre atti e due tempi

Non avevo mai letto niente di Giorgio Faletti. Poi complice un regalo natalizio, un commento di Manuel e un momento di pausa in letture "più impegnate" o consuete (vedi Camilleri o simili), ho divorato Tre atti e due tempi.
Il romanzo narra la storia di Silver, un magazziniere con un problema con la giustizia nella giovane età, che si ritrova a far carriera e, ormai avanti con gli anni, vive una giornata storica, quando la squadra di calcio per cui lavora si gioca la partita della storia ai playoff per salire in serie A. Peccato che qualcuno si sia venduto il risultato. Del resto l'opportunità è grossa  e il giro di soldi ancora di più.
Faletti entra in punta di piedi, facendosi aiutare, nel mondo del calcio scommesse. Lo fa con cura sviluppando una storia che si intreccia a vicende familiari e a relazioni genitoriali complesse. Ne esce un libro godibile, a parte qualche eccessivo ammiccamento con il lettore nei passaggi in cui emergono piccole scene di vita quotidiana che si potrebbero anche evitare. Sapere che le rotonde non permettono più di mettere le dita nel naso durante la sosta a un semaforo non aggiunge molto alla narrazione.

domenica 26 febbraio 2012

Quasi amici

Nella vita la colonna sonora non è così avvolta nelle nostre storie. In Quasi amici con Ludovico Einaudi è perfetta e svolge un bel ruolo.
Il film, ispirato a una storia vera, racconta l'incontro tra Philippe e Driss. Il primo ricchissimo, colto, elegante e rimasto tetraplegico dopo un incidente con il parapendio. Il secondo è un giovane immigrato appena uscito da sei mesi di galera e, a prima vista, grezzo e opportunista. Tra i due scatta una strana empatia e da lì il rapporto cresce trasformandosi in una vera amicizia.
Una commedia che ha il gusto e la delicatezza di trattare un tema difficile come l'handicap con una naturalezza e una leggerezza incredibile. Mai banale o sopra le righe. Mai "piagnone" o melenso, ma nemmeno crudo e disincantato. Semplicemente come dice a un certo punto Philippe "il vero handicap che non ho superato è quello della morte di mia moglie".
Ognuno di noi da vicino non è normale e il film lo mette in scena con maestria. Tra i due scatta complicità, oltre che affetto e così tutto scorre anche se a volte le situazioni in cui si trovano sembrano surreali.
Da vedere.

sabato 25 febbraio 2012

Primavera

Ventidue gradi e un sole che ricorda quello di maggio. Ai bordi delle strade ancora qualche cumulo di neve sporca. Ormai però il freddo di soli dieci giorni fa è solo un ricordo. La sfida dei cruscotti che indicavano temperature improbabili come meno 19 sembra lontanissima nel tempo.
Oggi era da andare a camminare in un posto rilassante e cosa meglio della piana di Vegonno?
Un luogo quasi sacro da quanto è bello. Il Fai lo ha rinominato "La valle dei filosofi". Una ragione ci sarà?
Per quelli che non lo conoscono, non è difficile da trovare: è nel comune di Azzate.

venerdì 24 febbraio 2012

Che bella scoperta Alicia Gimenéz-Bartlett

Il fascino delle coincidenze non finirà mai di stupirmi. Tempo fa una mia amica mi parlò di Alicia Gimenéz-Bartlett. Le avevo domandato chi fosse perché non avevo mai letto nulla di suo. Mi aveva incuriosito vedere i suoi libri a fianco a quelli di Andrea Camilleri, entrambi della splendida "scuderia" Sellerio.
Nicoletta mi decantò le lodi dell'Alicia catalana. Una settimana fa, nel mettere via, appena letto, "La setta degli angeli" dello scrittore siciliano, mi sono imbattuto in "Giorno da cani" proprio della Gimenéz-Bartlett. Come lasciarlo lì? Me lo avevano regalato quasi due anni fa, e purtroppo, come per tanti altri, il destino era stato solo un posto nella libreria.
Insomma, ho scoperto questa deliziosa scrittrice catalana. Piacevole, divertente e anche profonda. Un giallo, questo è il primo di una bella serie, dai tanti risvolti che davvero regge il confronto con il nostro Montalbano. Lì è Petra, l'ispettrice più o meno coetanea del collega siciliano, la protagonista insieme al suo vice Garzon.

giovedì 23 febbraio 2012

"In time" toglie il fiato

Si resta con il fiato sospeso fino alla fine. Come thriller In time regge bene, ma non è questo il piatto forte del film. Era tempo che non uscivo dal cinema con addosso una inquietudine così forte.
La storia è semplice. Ci troviamo in un mondo esattamente come il nostro, ma dove non esiste più la moneta e ogni cosa va pagata in tempo. Allo scadere del 25° anno parte un timer che determina la durata della vita. Si lavora e si lotta per accrescere la durata, ma non tutti sono nele stesse condizioni. La città è divisa in settori ed è compito dei custodi del tempo far rispettare le regole.
Impossibile passare da un settore all'altro. Lo è per chi vive nel ghetto in condizioni terribili, con molta violenza e stressati dall'esigenza di acquisire tempo per non morire. Lo è anche per i ricchi, che di fatto sono immortali, e non passano i confini perché correrebbero il rischio di venir uccisi per rubargli la loro ricarica.
Il film è una grande avventura, quasi una fiaba cruda, ma è anche intessuto di metafore e piani di letture diverse. Il senso della vita, la giustizia sociale, l'amore, le relazioni sono alcuni degli aspetti forti della pellicola di Andrew Niccol. Bravo il regista. Si poteva far qualcosa di meglio solo nel tratteggiare con maggior cura i personaggi, ma il ritmo non lasciava spazio. Da vedere.

mercoledì 22 febbraio 2012

Trionfo e crisi della Cobra di Serafino Memmola

Sono stato ad intervistare Serafino Memmola, imprenditore doc e patron della Cobra venduta giorni fa a un fondo di private equity tedesco.
Iniziò nel 1973 quasi per caso, quando aveva un ottimo posto di lavoro all'Enel. Due anni dopo nacque la Delta elettronica e da allora fu un viaggio sempre al galoppo fino al 2007. La storia è emblematica perché contiene tutti gli ingredienti dell'economia nostrana. Determinazione, intuizione, innovazione, visione, unità di intenti e grande fiuto imprenditoriale sono stati vincenti. Poi arriva la crisi, quella nera del 2008 e tutto cambia.
Memmola, con grande onestà, racconta cosa è successo.
Merita dedicargli cinque minuti. Leggetela qui.

lunedì 20 febbraio 2012

Complice Facebook e il viaggio

A Chicago per l'International media tour
per i 100 anni di Whirlpool
Il 2011 è stato un anno speciale. Bello e stimolante. Tanti viaggi: due volte in Nicaragua, uno negli Stati Uniti e uno a Berlino. In mezzo tante altre cose piacevoli, anche se non sempre, come per ognuno di noi, del resto.
Questo mi ha dato tanta energia, ma me ne ha anche richiesta altrettanta. E così, complice anche Facebook che si prende attenzioni e tempi, ho tralasciato Maremma.