venerdì 31 dicembre 2010

Leggere, amare sognare (29)

Il verbo leggere non sopporta l'imperativo,
avversione che condivide con alcuni altri verbi:
il verbo "amare"... il verbo "sognare"...

Daniel Pennac



Acquistati
- Figure dell'amore, Massimo Diana, Moretti e Vitali
- L'ultima lettera di Benito, Chessa - Raggi, Mondadori
- Eretici digitali, Russo - Zambardino, Apogeo
- La vita oscena, Aldo Nove, Einaudi
- L'Italia che legge, Giovanni Solimine, Laterza
- Momenti di trascurabile felicità, Francesco Piccolo, Einaudi

Ricevuti
- Cuore e ragione, Giuseppe Adamoli, Edizioni Lativa
- Il principio di individuazione, Murray Stein, Moretti e Vitali
- Cinema, cultura territorio, Filmstudio, Edizioni Arterigere
- Ogni cosa alla sua stagione, Enzo Bianchi, Einaudi
- Viva tutto, Lorenzo Jovanotti Cherubini - Franco Bolelli, add editore
- Pranzo di Natale, a cura di Simone Caltabellotta, Cooper
- 365 storie cattive, AA.VV., Il mio libro.it


Letti
- Cuore e ragione, Giuseppe Adamoli, Edizioni Lativa
- Cinema, cultura territorio, Filmstudio, Edizioni Arterigere
- Pasolini in salsa piccante, Marco Belpoliti, Guanda
- L'Italia che legge, Giovanni Solimine, Laterza
- Mara Renato e io, Buffa- Giustolisi, Mondadori



domenica 12 dicembre 2010

Come i gigli nei campi

Sono passati già tre mesi dal barbaro omicidio di Angelo Vassallo. L’ultimo articolo che raccontava le sue virtù, in fatto di qualità della vita e promozione del territorio, era uscito proprio sulle colonne di questo giornale. Argomenti cari alla nostra provincia, e che non smettono mai di far discutere.
Nei giorni scorsi è uscita la classica analisi dei giornali economici che ritraggono il Varesotto come una realtà “senza infamia e senza lodi”. Complessivamente risultiamo a metà classifica con qualche ragione di disappunto e diverse criticità. Insomma, ci ritroviamo, sempre più spesso, come quei genitori che andando a parlare dei propri figli con i professori si sentono dire che “è un bravo ragazzo, ma potrebbe fare di più”.
Le diverse analisi di quelle statistiche riflettono poi esattamente lo stesso atteggiamento con una visuale diversa. Troviamo giustificazioni a tutto, e sembriamo così come quei partiti che, dopo il voto, si ritrovano tutti, se non ad aver vinto, almeno a non aver perso.
Ecco, Angelo Vassallo non apparteneva a questa schiera. Lui diceva le cose con chiarezza, schiettezza e forza. Chiamava le cose con il loro nome senza il timore di suscitare polemiche. Era convinto che il mondo potesse cambiare solo a condizione che tutti se ne sentissero protagonisti. Per queste ragioni voleva salvare la specie rara di gigli di mare che crescevano sulle rocce di fronte alle spiagge della sua Acciaroli. Era una battaglia da sembrar folle in un mondo sempre più votato al profitto e alla sola crescita economica.
Lui credeva che l’uomo dovesse ritrovare una dimensione culturale e spirituale, dove ci fosse il massimo spazio per l’espressione della sensibilità verso il proprio territorio e la vita quotidiana. Da qui l’attenzione per il suo comune con le sue frazioni, per gli animali, per gli ultimi e per il mondo intero. Aveva scelto di privilegiare la lentezza, e per questo Acciaroli era diventata “Città slow” e aveva raggiunto oltre il 70% di raccolta differenziata.
Una qualità della vita basata sulla ricerca e su elementi innovativi e non solo un ambientalismo a senso unico. Rompeva gli schemi tanto da credere nel federalismo come risorsa per il Sud e dichiararsi così “leghista”, lui che era un esponente convinto del Pd e di Legambiente.
Varese ha raccolto le tante sfide lanciate da Angelo Vassallo e in diverse occasioni ha organizzato iniziative per ricordarlo e rilanciare le sue idee. L’ultima, in ordine di tempo, si terrà martedì prossimo proprio nella città capoluogo. Una buona scelta visti anche i rischi delle infiltrazioni della malavita organizzata anche nei nostri territori. Legalità, ambiente, sviluppo, cultura e tradizioni sono sempre più legate tra loro. Non sono temi di una sola parte politica. Ci riguardano tutti e, nel rispetto delle posizioni di ognuno, confrontarsi e riprendere a progettare il futuro, sono la migliore risposta possibile.

sabato 11 dicembre 2010

Le polemiche su Moretti cavaliere del lavoro

Un'onorificenza nel terzo millennio può far sorridere. Ha il peso che ha, ma hanno ragione i parenti delle vittime a protestare con Napolitano per le sue scelte di concedere il titolo di cavaliere del lavoro a Moretti, ad delle Ferrovie dello Stato. Una scelta fuori luogo e poco conta quali siano le responsabilità penali dell'amministratore sul disastro ferroviario di Viareggio. Il suo atteggiamento arrogante e sprezzante verso proprio quei familiari basterebbe da solo a sconsigliare una tale decisione da parte del Capo dello Stato.
Ma tanto è, il nostro Paese sembra aver smarrito ogni elemento anche del semplice buon senso.

martedì 7 dicembre 2010

Il viaggio in vespa diventa un libro

Centotrentasei pagine. Ci sono tutte le tappe da Ventimiglia a Trieste. Il libro si chiude con un articolo in ricordo del “sindaco pescatore” Angelo Vassallo a cui è anche dedicato.
Prefazione di Concita De Gregorio e postfazione di Luca Viscardi e Giancarlo Angeleri, direttori di Radio Number One e La prealpina.
Un regalo per Natale. Per me, prima che per altri, ma anche per quanti sono stati protagonisti del viaggio.
Per me era importante mettere un punto per poterne poi ripartire.
Il libro (tra i 10 e 12 euro) può essere acquistato con tre diverse modalità:
1) sul sito Ilmiolibro.it
2) Nelle librerie Feltrinelli di tutta Italia (va prenotato)
3) Chiedendolo direttamente a me

domenica 5 dicembre 2010

We want sex

Nigel Cole è riuscito in una doppia, e difficile impresa, girare un bel film raccontando una vicenda che ha cambiato la storia. Ispirato a quanto accaduto alla fine del 1968 negli stabilimenti inglesi della Ford, We want sex racconta la battaglia di 187 operaie per ottenere migliori condizioni di lavoro. Sono le prime ad arrivare allo sciopero. La loro rivendicazione via via diventa sempre più ardita. Prendono coscienza dei diritti e la loro protesta diventerà epica, tanto da smuovere i vertici mondiali del colosso automobilistico e poi anche il Governo inglese.
Girato con cura, We want sex ricostruisce le atmosfere della fine degli anni '60. Splendida la colonna sonora e l'abbigliamento messo in scena.
Straordinari alcuni passaggi che, meglio di tante parole, rendono benissimo le differenze nel modo di affrontare le cose tra uomini e donne.
Interessante anche la riflessione sul sindacato e sul suo rapporto con il mondo del lavoro.