venerdì 31 luglio 2009

Leggere, amare sognare (14)

Il verbo leggere non sopporta l'imperativo,
avversione che condivide con alcuni altri verbi:
il verbo "amare"... il verbo "sognare"...

Daniel Pennac



Acquistati
- Il giardino dei tarocchi, Niki de Saint Phalle
- La morte del prossimo, Luigi Zoia, Einaudi
- La vocazione minoritaria, Goffredo Fofi, Laterza
- Babele 56, Giorgio Fontana, Terra di mezzo
- I miei demoni, Edgard Morin, Biblioteca Meltemi

Ricevuti
- Passionaccia, Enrico mentana, Rizzoli
- Buonanotte signor Lenin, Tiziano Terzani, Tea
- Voglio l'America, Enrico Franceschini, Feltrinelli
- I conti con me stesso, Indro Montanelli, Rizzoli
- Il secolo dei media, Peppino Ortoleva, il Saggiatore

Letti
- La danza del gabbiano, Andrea Camilleri, Sellerio
- La vocazione minoritaria, Goffredo Fofi, Laterza
- Babele 56, Giorgio Fontana, Terra di mezzo
- Odissea, Omero, Garzanti
- Il giardino dei tarocchi, Niki de Saint Phalle

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giovedì 30 luglio 2009

L'Italia e la Ddr

"Quella che sta emergendo in Italia sotto i nostri occhi è una cultura dell'informazione tipica dei regimi autoritari. In Italia ci sono ricchi e poveri anche in fatto di informazione. I ricchi sono quelli che leggono i quotidiani come la Repubblica, Il corriere, La stampa, gli utenti della rete e chi ascolta le poche radio d'informazione indipendenti. I poveri, molto più numerosi, sono quelli che guardano i tg, controllati direttamante o indirittamente da Berlusconi. È una situazione anomala e allarmante per un paese democratico dell'Europa occidentale.
Prima della caduta del muro di Berlino, una parte della Germania est comunista - e precisamente la zona di Dresda - era chiamata "la valle degli ignari", perché i suoi abitanti non riuscivano a ricevere il segnale delle tv occidentali e dovevano accontentarsi dell'informazione di regime. La loro visione del mondo era quella fabbricata dal governo.
Siamo abituati a pensare all'Italia come a quel paese di forma sottile e allungata che ha una spina dorsale montuosa.
Ma fin quando Berlusconi rimarrà in carica, faremo meglio a immaginare l'Italia come un paese attraversato per il lungo da una spaccatura ampia e profonda: una nuova valle degli ignari".

John Hooper, su The Guardian ripreso da Internazionale

domenica 26 luglio 2009

Nel paese dei Walser

Una pace e un silenzio rotto solo dal rumore delle cascate, dai grilli e dai bambini che si corrono dietro giocando con pezzi di legna. Bosco Gurin è il luogo ideale per passare un week end a contatto con la natura. È il paese più alto del Canton Ticino, ma la sua notorietà, oltre che alle piste da sci, è dovuta ai Walser. L'antica popolazione, giunta anche nella Valle Maggia intorno al XII secolo, sopravvive anche se con pochi abitanti. Nel paesino c'è un piccolo ma affascinante museo con elementi di vita quotidiana, manufatti, arnesi e informazione sulla vita del popolo delle montagne.
Bosco Gurin, come altre realtà, per continuare a vivere ha bisogno di mantenere le proprie attività. Insieme però richiede un nuovo sviluppo che non ne comprometta gli equilibri delicatissimi che l'ambiente richiede.

Nei prossimi giorni scriverò alcuni articoli per Varesenews che racconteranno storie e daranno maggiori informazioni su questo splendido paese.

giovedì 23 luglio 2009

Cinquanta

Una bella cifra tonda. Una tappa su cui riflettere e non per un giorno. Durante le vacanze dei primi giorni di luglio ho pensato molto alla strada fatta e a quella da fare ancora. La mia vita ha due centri: Viterbo, dove sono nato, ho parte della famiglia e ho vissuto fino a 19 anni e Varese da cui è iniziato tutto il resto.
Pensando a tutti gli anni in terra lombarda l'immagine che mi sento più appropriata è quella di un assolo. Il rullare di una batteria, l'armonia dei tasti di un pianoforte, il calore di un sax. Tutti suoni densi di passione, di fascino, anche di intensità. Per me questi traggono forza dall'insieme, dall'orchestra che prende e da energia in un gioco di scambio che rende tutta la melodia ancora più emozionante.
Assolo vuol dire uscire ogni tanto per esplorare altri confini, ma per tornare e portare il racconto, le visioni dentro l'universo collettivo. Assolo vuol dire dare spazio ai sogni, ai progetti, ai desideri, ma dentro una condivisione, dentro una ricerca che permette una crescita. Ognuno con le proprie caratteristiche, con i propri tempi, ma con un'idea comune di viaggio.
L'assolo richiede coraggio, passione, a volte perfin la solitudine di uno strumento che si sente "diverso" ma per poi ritrovare tutta l'armonia di una musica pensata non solo per lui, ma per ognuno che si sente parte dell'orchestra.
A cinquanta anni si inizia, e per la verità lo si è fatto da tempo, a guardare avanti a nuovi progetti, ma anche a quello che si è realizzato.
E così dico grazie. Grazie a quanti sono stati su quel sentiero, in quell'orchestra, a quanti hanno composto le melodie, a quanti magari non se la sono sentita di suonare ma sono stati lì a far le prove lo stesso, a quanti hanno suggerito e suggeriscono variazioni, a quanti fanno solo gli arrangiamenti e poi il loro lavoro è diverso, a quanti si mettono le cuffie e hanno la pazienza di star lì ad ascoltare e riascoltare per registrare, a quanti ci credono e perfino a quanti non solo non ci credono ma ironizzano su quei suoni.
Un grazie alle persone care, a quelli che non ho scelto ma che mi hanno permesso tutto questo. A quanti non ci sono più con i loro corpi, ma la cui energia è ancora tutta qui, intatta ad accompagnare giorno dopo giorno gli assoli e l'intensità di tutta l'orchestra.
Sono belli questi 50 anni e bella è stata la festa fatta con oltre cento amici che in questi trent'anni hanno scritto, cantato, suonato, recitato, condiviso, riflettuto, sognato insieme.

domenica 19 luglio 2009

Il giardino dei tarocchi

Solo pochi passi e una volta varcato l'ingresso la protagonista assoluta diventa la meraviglia. Non ci si aspetta uno scenario così suggestivo e imponente.
Il giardino dei tarocchi esplode da subito con la sua allegria, la sua magia, la sua bellezza. "Un piccolo angolo di paradiso", come lo definisce Niki de Saint Phalle, progettista e autrice del giardino. L'architetto francese era rimasta estasiata dalla vista del parco Guell di Gaudì a Barcellona e da allora il suo percorso artistico subì la contaminazione del grande artista spagnolo.
Nel 1979 si "imbarca nella più grande avventura" della sua vita. Nel cuore della Maremma, a due passi da Capalbio, inizia quest'opera che la terrà impegnata per oltre quindici anni di lavoro. Niki è "come stregata" e malgrado le enormi difficoltà nulla la poteva fermare. "L'imperatice (la più imponente struttura) divenne la mia casa e il luogo d'incontro per tutti coloro che lavoravano al progetto. Vivevo da sola e immergermi totalmente nel luogo era l'unico modo per realizzare questa impresa. Il giardino dei tarocchi non è il mio giardino ma appartiene a tutti coloro che mi hanno aiutata a completarlo. È stato fatto con difficoltà, con amore, con folle entusiasmo, con ossessione e, più di ogni altra cosa, con la fede".
Il giardino venne ultimato nel 1996 e contiene una ventina di sculture realizzate con vari materiali e ricoperte poi di mosaici di vetro, speccchi e ceramiche realizzate a una a una a mano. In molte di queste opere si può entrare e ammirare composizioni, figure, simboli in un gioco di colori che suscitano emozioni forti. Dentro l'imperatrice lo spazio acquista un carattere particolare perché è stato vissuto e pensare a Niki, sola, in un gioco di continui specchi in cui la vita si svela come un prisma dalle centinaia di facce, fa comprendere anche un aspetto visionario del giardino.
In una pubblicazione realizzata nel 1997 Nicki de Saint Phalle racconta la sua impresa e la filosofia che l'ha animata. Spiega le varie "carte" e il fascino dei tarocchi e si chiede se "i tarocchi sono solo un gioco o indicano una filosofia di vita? Come in tutte le fiabe, lungo il cammino alla ricerca del tesoro mi sono imbattuta in draghi, streghe, maghi e nell'angelo della temperanza".

sabato 18 luglio 2009

Vendite improbabili

A due passi dal mare, sulla corteccia di uno splendido pino marittimo, un cartello per una vendita "improbabile", almeno dalle nostre parti. Un intero gregge con tanto di specifiche sulle sue caratteristiche.

venerdì 3 luglio 2009

Leggere, amare, sognare (13)

Il verbo leggere non sopporta l'imperativo,
avversione che condivide con alcuni altri verbi:
il verbo "amare"... il verbo "sognare"...

Daniel Pennac


Acquistati
- La peste di Milano, Marco Alfieri, Feltrinelli
- La danza del gabbiano, Andrea Camilleri, Sellerio

Ricevuti
- In volo senza confini, Laura Mancuso, Corbaccio

Letti
- La fortuna non esiste, Mario Calabresi, Mondadori
- La peste di Milano, Marco Alfieri, Feltrinelli
- Non ora non qui, Erri De Luca, Feltrinelli

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giovedì 2 luglio 2009

I mali del Nord e la peste di Milano

Milano ha la peste. È il nuovo libro di Marco Alfieri.
Su Varesenews la mia recensione una lunga intervista con l'autore.
In sintesi viene fuori un volto dell'antipolitica, dei prestati alla politica che non sanno affatto governare e hanno lascito la città nel più terribile vuoto, riempito solo dai soliti poteri forti.
Un quadretto desolante e preoccupante che spiega non solo i ritardi, ma anche l'assenza di progetti e idee per la città ambrosiana sempre più romanizzata. Il Pdl ne esce a pezzi, la lega non esiste e il Pd nemmeno scende più in campo a giocare.