martedì 30 settembre 2008

Leggere, amare sognare (4)

Il verbo leggere non sopporta l'imperativo,
avversione che condivide con alcuni altri verbi:
il verbo "amare"... il verbo "sognare"...

Daniel Pennac




Acquistati
- Omero, Iliade, Alessandro Baricco, Feltrinelli
- La fabbrica degli ignoranti, Giovanni Floris, Rizzoli
- Domani niente scuola, Andrea Bajani, Einaudi

- La perdita, Rossana Rossanda e Emanuela Fraire, Bollati Boringhieri

Ricevuti
- Almeno 5, Erri De Luca, Matino Gennaro, Feltrinelli

Letti
- La differenza cristiana, Enzo Bianchi, Einaudi
- Domani niente scuola, Andrea Bajani, Einaudi

Le recensioni
Domani niente scuola di Bajani

Il 3 agosto ho aperto la mia libreria virtuale su aNobii

Le "puntate" precedenti
- Leggere, amare sognare del 1 settembre
- Leggere, amare sognare
del 16 agosto
- Leggere, amare sognare
del 1 agosto

Domani niente scuola

L'Italia degli adolescenti raccontata da un infiltrato è una bella idea. Il libro di Andrea Bajani appena uscito per Einaudi però non sempre è convincente. In un'età di mezzo, a quindici anni dalla fine delle superiori, l'autore si ributta nella mischia e in un mese partecipa a tre gite scolastiche di una scuola di Torino, Firenze e Palermo. Destinazione Parigi e Praga.
Bajani descrive in parallelo le tre esperienze attraverso una scrittura veloce e intrigante. La domanda di Flavia (nome di fantasia come spiega l'autore alla fine del libro) "Ma perché te ne frega tanto di noi?" è centrale e Bajani prova a spiegarlo via via che si svolgono le gite scolastiche. Ne viene fuori un affresco a tante tinte, ma alla fine resta davvero poco.
È un racconto e l'autore non ha mai la pretesa di esaudire un bisogno di analisi sociologica. Questo lo salva. Un po' meno il suo mischiare tanti racconti di gioventù che sembrano messi lì solo a rendere più denso il libro. Ci sono condizioni ed emozioni che sono degli adolescenti di ogni generazione e allora viene facile raccontarle. "Mi rendo conto per la prima volta che a memoria so solo le canzoni che ho imparato fino a diciott'anni. Poi, dopo di allora, non mi è rimasto attaccato niente". E ci torna nelle ultime righe del libro quando afferma che "è una fissazione degli adulti, quella di cercare riparo dalla pioggia, di pensare all'acqua come a una minaccia. È una fissazione degli adulti, esattamente come è una fissazione degli adulti quella di smettere di cantare a voce alta o di smttere di correre. O come quella di smettere di fidarsi".
Bajani, pur sconvolto, si allea con i ragazzi. E ha ragione di diffidare delle analisi di "esperti" che vanno in televisione a spiegare il disagio giovanile e fanno solo bla bla bla. Si perde peò poi via in battute che lascino più di una perplessità Come quando racconta della terribile espeirenza vissuta nel ristorante dell'albergo. "Se davvero volete mettere il naso dentro il disagio giovanile, provate a spacciare rispettivamente per Antipasto e Dessert una macedonia di pesche sciroppate e una merendina confezionata".
Per contro fa bene a soffermarsi per qualche riga sulla figura dei docenti. "La metamorfosi del corpo insegnanti in un'accolita di deficienti è tra i fenomeni antropologicamente più rilevante degli ultimi anni. È l'Italia istruita dei professionisti e dei laureati, che pensano he il professore ne sappia meno di loro". E verrebbe da dire, purtroppo non solo loro.
In complesso carino, molto leggibile, ma non del tutto riuscito. Comunque merita di esser letto.

domenica 28 settembre 2008

Questa sera teniamoci la festa

Per questa sera teniamoci la festa e rimandiamo a domani le analisi e le domande sui mondiali.
Una settimana di lavoro e di passione (in ogni suo significato).
Le bandiere, la non partecipazione, il provincialismo avremo modo di pensarci e di rifletterci. Ma da domani.
Grazie Ballan e grazie a tutti quelli che hanno permesso che tutto andasse bene.

venerdì 26 settembre 2008

I mondiali già vinti

Il fatto di mettere in contatto persone positive e con passioni comuni è già una vittoria di questi mondiali. Sono felice di essere l'artefice dell'incontro virtuale, ma non solo quello, di alcune persone legate al mondo della bici. Lorenzo Franzetti, collaboratore tra i primi di Varesenews, fa il giornalista occupandosi 12 mesi all'anno di ciclimo. Mauro Temperelli, Gianni Spartà e Giuseppe Geneletti invece in bici, beati o poveri loro, ci vanno. Mauro è il segretario generale della Camera di commercio, Gianni giornalista della Prealpina tra i più noti e Giuseppe è il responsabile delle relazioni esterne di Whirlpool.
Tutti e quattro hanno accettato di scrivere di mondiali per il blog di Varesenews. Lo stanno facendo per passione. la stessa che hanno per il ciclismo, la stessa che hanno nel loro lavoro, la stessa che metteono tutti i giorni per migliorare questo territorio.
Complimenti a loro e a quanti ci credono che si possa fare. un mondo diverso parte anche da queste piccole, grandi cose.

giovedì 25 settembre 2008

Gelmini, giù la maschera

Vi consiglio di comprare l'ultimo numero di Internazionale, purtroppo in edicola ancora solo per oggi. C'è un intervento di Tullio De Mauro e altri due articoli splendidi sul progetto di riforma del ministro Gelmini.
Oggi i giornali pubblicano articoli di commento sulla prima bozza del documento consegnato ai sindacati. Un decalogo delle ipocrisie altro che riforme. Tagli, tagli e ancora tagli. Insieme con quello che va cambiato, verrebbe smantellato tutto ciò che di buono c'è in questo paese in materia scolastica. basti pensare alle scuole materne e a quelle elementari. Nelle prime non tutto funziona come a Reggio Emilia preso a esempio nel mondo intero, ma comunque lo standard è alto e bisognerebbe migliorarlo non il contrario. Stesso discorso per le scuola elementari. E noi invece abbiamo perso tempo a discutere di grembiulini e amenità simili.

Per fare vere riforme occorre pensare, conoscere, ascoltare e confrontarsi. Altrimenti è come iniziare a costruire una casa dalla scelta delle maniglie delle porte o dai lucernari.

Una tristezza infinita. C'è da sperare che su questo tema fondamentale per la crescita del Paese si mobilitino tutti e non solo gli addetti ai lavori.

Mondiali di ciclismo: tra sgarbi e sgambetti

Non è passato inosservato il mancato saluto del sindaco di Varese durante la cerimonia inaugurale dei mondiali di ciclismo che si tengono proprio nel capoluogo lombardo.
Fontana amareggiato e Lega in subbuglio. Pronta la reazione la sera dopo quando la trasmissione in differita della cerimonia trasmessa su Rai due, guidata dal leghista Marano, ha tagliato la ragazzina che cantava. Niente di strano se non che questa fosse la figlia di Gabriele Sola, direttore generale della società Varese 2008. Ripicca, dispetto, o forse solo una questione di opportunità visto che la scelta di esibire figli, parenti e amiici non è proprio un bell'esempio di stile.
I mondiali non sono questo, ma le dinamiche che scatenano certe situazioni fanno comunque riflettere. E confermano che strano paese sia il nostro, dove anche il sudore (quello degli altri) viene conteso dai politici e il nepotismo è duro a morire anche nelle piccole cose.

mercoledì 24 settembre 2008

Arrivano i mondiali e la città si svuota

A forza di gridare al lupo al lupo i risultati si vedono. Varese ospita i mondiali e metà della città si è svuotata. Clima surreale e, se non fosse per il freddo arrivato pungente, sembra quasi ferragosto. Molti cittadini preoccupati di chissà quanti e tali disagi hanno fatto le valigie e preso uno dei tanti pacchetti "sconto mondiali" proposto da mesi dalle agenzie di viaggio.
E così un clima che poteva esser di festa, per qualcuno si trasforma nell'ennessima occasione persa e buona solo per far polemiche e parlar male. E basta, verrebbe da dire. Ma da giovedì si entra nel vivo delle "corse che contano" e il week end sarà comunque festa.
Resta l'amaro in bocca. Soprattutto quando a scegliere questo disfattismo sono anche uomini pubblici o amministratori.

Bravo Adamoli, brava Oprandi

Una lettera di Luisa Oprandi, vice presidente del consiglio provinciale per il Pd sui mondiali, tra le altre cose afferma: “È doveroso che si lascino temporaneamente da parte tutte le polemiche e le osservazioni in merito agli eventuali errori o carenze organizzative. È il momento di esserci e di sentirsi parte della vita cittadina”.
Giuseppe Adamoli, nel suo blog applaude alla collega di partito e rincalza la dose, "Aggiungo, di mio, che sarebbe bene lasciar perdere anche le polemiche insensate sulla Padania e sull’inno di Mameli che non fanno bene né a Varese, né alla Lombardia".

Uno spot per l'assessore

Ricordate la vicenda Valmori? Ovvero la presa di posizione dell'assessore di Albizzate sui gay? Davide Colombo, varesino, incaricato dall'Arcigay di Verbania ha realizzato uno spot ironico e lo ha pubblicato su Youtube. Merita.

lunedì 22 settembre 2008

Varese, the capital of Padania

“Welcome to Varese, the capital of Padania”.
Un manifesto campeggia sui muri della città che da martedì a domenica ospita i campionati mondiali di ciclismo. Sopra il sole delle alpi, simbolo della Lega nord.
Chissà cosa penseranno i turisti che andranno a cercare la Padania? E chissà cosa penseranno tutti i "padani" che da oggi si ritrovano con una capitale senza saperlo.
I meriti del Carroccio, con in testa il suo ex presidente della Provincia Marco Reguzzoni, di aver lavorato per portare i mondiali a Varese sono innegabili, ma ora sarebbe tempo di farli sentire di tutti e non solo di una parte.
Per quanto proviamo a sprovincializzare questo paese c'è sempre chi lo riporta nell'orticello del proprio pensiero. Un'altra occasione persa. Anche per i padani.

Mondiali di ciclismo: tutti protagonisti

La città è tappezzata di manifesti di benvenuto. Colori e lingue da tutto il mondo. È una bella immagine e contiene un messaggio importante.
Varese è in fibrillazione e ora si inizia a percepire con chiarezza la dimensione mondiale che vivremo da oggi a domenica. Qualcosa che va oltre il semplice evento sportivo. Ci auguriamo che l’accoglienza non si fermi a un manifesto o ai muri ritinteggiati di fresco.
Non tutti però vivono questa situazione allo stesso modo. Si leva spesso un coro di critiche che vanno ben oltre i commenti di alcuni nostri lettori. Sembra quasi che le persone non si rendano conto della grande opportunità che vivrà il nostro territorio in questo periodo. Per un giorno non interessa nemmeno la dimensione economica della faccenda, che pure è importante. Guardiamola dalla parte di tutti i cittadini. I disagi sono assicurati, ma con questi anche la possibilità di incontrare gente da ogni parte del mondo. Sarà una grande festa e farebbe bene a tutti leggere cosa fu il mondiale del 1951. Il confronto non interessa tanto per motivi sportivi, ma per capire il clima che vive oggi il nostro paese. Diversamente da allora, dove la gente arrivava da ogni parte della provincia raggiungendo Brinzio anche a piedi, e l’entusiasmo era palpabile nel racconto di tutti quelli che c’erano, oggi assistiamo quasi sempre a un coro di proteste, sempre scontenti, sempre tristi e critici su tutto e tutti. Se Varese è morta perché è morta, se vive perché vive, se propone qualcosa perché lo fa e non va mai bene perché si poteva fare meglio. È tutto vero, ma anche tutto contraddittorio. Ed emerge quanto stress si viva e quanto le nostre vite siano diventate complicate oltre ogni logica.
Di questo, oltre alla dimensione personale, che resta la più importante comunque, sono responsabili in tanti. Ma è da qui che sarebbe bene iniziare una riflessione che vada oltre i mondiali. Ci farebbe bene a tutti. Da qui a domenica però proviamo a goderci un clima che apre le porte delle nostre case, ci fa uscire dalla solita stretta morsa del provincialismo e ci rende tutti protagonisti. Sarà poco, ma può aiutarci tutti a guardare le cose con un occhio diverso dal solito. Per critiche e complimenti aspettiamo lunedì prossimo e, comunque vada, grazie a tutti quelli che stanno lavorando per rendere possibile questo straordinario evento.

sabato 20 settembre 2008

"Where is Cycling Stadium?"

Si corre. E immagine migliore è difficile trovarla. Nel cuore dell'ippodromo, o meglio del Cycling Stadium, c'è un brulicare d persone incredibile. centinaia di operai, volontari, addetti agli stand che stanno facendo una corsa contro il tempo perché già da sabato sera, tutto deve essere pronto per questa edizione dei campionati mondiali di ciclismo. Si parte con le attività di "contorno" e alle 21 ci sarà uno spettacolo per la premiazione di Miss mondiali. Amedeo Colombo è nel suo ufficio. "E un altro giorno è passato. Lavoriamo ormai sempre", dice con un suo tipico fare tra lo sconsolato e l'entusiasmo di chi sa che comunque ce la faranno. Sotto il suo quartier generale ci sono i ragazzi addetti alla vendita dei biglietti che continuaa buon ritmo.
La pista in asfalto è pronta da tempo con i suoi diversi strati che permettono una perfetta pedalata mentre lungo l'intera retta d'arrivo ha ora una lunga serie di novità che corre tutto a fianco. Le tribune Ganna e Binda oltre a contenere migliaia di spettatori sono ora coperte per garantire ogni comfort anche in caso di pioggia, così come la tribuna stampa posta appena dopo il traguardo. Nel mezzo il camion dei cronometristi e soprattutto il palco delle premiazioni, laddove la speranza è quella di vedere spuntare tanti azzurri al momento della vestizione iridata.Lì nei pressi si lavora anche a tarda sera, per mettere a punto nei dettagli il maxischermo principale.
Alle spalle, internamente all'ippodromo dove in genere si sviluppano i prati e le strade di servizio, è in costruzione una città intera. I padiglioni che ospiteranno i tre ristoranti e la grande sala stampa da oltre 900 posti sono montati e al loro interno procedono i lavori d'allestimento. Stessa cosa per il "World's Village", l'area espositiva dove i padiglioni della fiera si alternano al palco degli spettacoli. Già posizionati ci sono un grande "atomium" che nelle forme ricorda quello di Bruxelles, come pure un treno delle Nord ben noto ai viaggiatori, approntato dalla Regione Lombardia.
In pieno centro, nel foyer d el teatro c'è un altro punto strategico per quanti devono ritirare gli accrediti di ogni tipo. Ne sono stati prenotati circa seimila. Un migliaio sono per i volontari e i vari staff che lavoreranno all'evento. Altrettanti per la stampa presente da ogni paese del mondo.Insomma Varese respira un'altra aria. Molti non ne sono convinti, molti restano fermi sulle loro posizioni polemiche o critiche, ma la città si sta poco a poco colorando e dè facile incontrare cittadini di azionalità diverse, turisti con zaino in spalla, altri i camper, altri ancora che gironzolano alla ricerca di un posto dove mangiare qualcosa.Il count down ormai vale solo per le gare. Varese mondiale è già nell'aria.

mercoledì 17 settembre 2008

È morto Giorgio Bettinelli


"Sono triste, desolata ma Giorgio non è più con noi, vola libero come un uccello, è in viaggio, ma in un altro mondo, freddo. Giorgio voleva scrivere un libro sul Tibet, ma non può più farlo, ora ha bisogno di dormire. Non so cosa posso fare per continuare il suo sogno, alle sue parole e al suo amore verso di noi".

Con queste parole Yapei, sua moglie saluta Giorgio Bettinelli.
Scrittore e viaggiatore, è morto dopo esser stato colpito da un'infezione nel Sud della Cina, sulle rive Mekong, dove viveva da alcuni anni.
Ho conosciuto Giorgio una sera a Busto Arsizio a una presentazione nel tendone della piazza per la rassegna organizzata dal comune insieme con Francesca Boragno.
Lui, sguardo spiritato, aveva incantato tutti. Ero andato a sentirlo molto curioso, perché la mia storia era stata simile alla sua. Entrambi "folgorati" dalla passione per la vespa in età adulta. Lui certamente coraggioso e capace di raccontare il mondo che aveva girato in lungo e largo scrivendo poi quattro libri. Sulla rete è partito un tam tam leato al suo fan's club.
Ci mancherà.

Compiti per tutti

"Nessuno può farti provare un'emozione se non vuoi. Sei padrone di quello che ti succede dentro. Cerca di spiegare perché".
Ogni settimana Internazionale pubblica l'oroscopo di Rob Brezsny. Credo l'unico leggibile e che sembra più un condensato di massime che una previsione per ogni segno zodiacale. L'autore finisce sempre la sua presentazione con dei compiti per tutti.
Quello di questa settimana è davvero forte e centrale per la vita di ognuno di noi. I modi per spiegare perché ognuno di noi è padrone di se stesso e libero di provare o meno emozioni sono diversi. La filosofia, come raccontano Severino o Galimberti, la psicanalisi, la meditazione, insomma quel che ognuno trova meglio, ma l'acquisizione di consapevolezza è il tema e non un tema. Soprattutto di questi tempi che sembra si sia smarrito perfino il buon senso.

lunedì 15 settembre 2008

Gelmini, il bue e l'asino

“Trovo vergognoso che si strumentalizzino i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche. Per tutti i bambini il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un’occasione per terrorizzarli. Sembra non conoscere limite, invece, l’opera di disinformazione e allarmismo messa in piedi da chi difende lo status quo di una scuola che per come è strutturata oggi non può avere un futuro. La scuola non può essere utilizzata come un luogo di battaglie politiche”.
Brava Gelmini. Questo il testo integrale reso noto dal ministro della pubblica istruzione dopo la presa di posizione degli insegnanti che sono entrate in classe con il lutto al braccio.
Peccato però che il ministro sono settimane che non perde occasione per esternare a piacere senza tenere minimamente in conto il parere di chi nella scuola ci lavora.
Insomma la vecchia storiella del bue che dice cornuto all'asino.
Ah, un suggerimento al ministro. Perché non aprire uno spazio di vero dibattito sul sito del ministero su alcuni temi caldi e delicati invece di dover vedere tanta burocrazie e formalità?

domenica 14 settembre 2008

La scuola e le tv di Berlusconi

Veltroni porta un attacco al Governo accusandolo di pensare alla scuola solo in termini di tagli economici. Dice letteralmente: "Berlusconi pensa che la scuola sia le sue televisioni".
Era ora che il leader del Pd rompesse lunghi e inutili indugi e pronunciasse parole precise. E non basta ancora, perché mentre il resto del mondo si interrogava sull'analfabetismo, nel giorno scelto dall'Unesco, per dar battaglia a questa piaga, da noi si discuteva di grembiulini.

venerdì 12 settembre 2008

"Ancora co 'sti froci?"

"Gay io? No, sono frocio. Sono all'antica". Il dialogo che vede protagonista Ennio Fantastichini in Saturno contro è fantastico. Di fronte a un genitore che vorrebbe sapere come mai il proprio figlio era omosessuale il più anziano della compagnia risponde in modo crudo e secco.
L'assessore di Albizzate Giancarlo Valmori però non recita e ci crede a quello che dice e non ha dubbi: i "finocchi" devono restare nelle cantine o nelle soffitte. Addirittura andrebbero bene le foibe per loro.
Su questo si è scatenato un vero putiferio e per fortuna gran parte dei commenti al giornale sono indignati. Per una volta lasciamo stare la politica, ma ci auguriamo che almeno l'assessore ci metta buon senso (con qualche dubbio visti i toni che ha usato) e se ne vada.

giovedì 11 settembre 2008

Bike sharing, Varese batte Milano 32 a 0

Avevano risposto oltre 500 persone. E da lì venivano precise indicazioni per l'avvio del bike sharing anche a Varese. A giugno, in collaborazione con il comune di Varese e la Whirlpool, Varesenews lanciò un questionario sulle abitudini alla mobilità e su quali erano le opinioni rispetto a nuovi possibili servizi.Due terzi di quanti avevano risposto alle domande ritenevano molto positivo introdurre il bike sharing e tre quarti vorrebbe il potenziamento delle piste ciclabili.Oggi, dopo il lancio di due mesi fa, il servizio parte. Una risposta coraggiosa su cui la collaborazione tra pubblico e privato da delle risposte alle richieste dei cittadini. Da quando Elisabetta Cacioppo, per prima aveva chiesto di muoversi, come in altre città europee, di tempo ne è passato davvero poco.E per una volta Varese batte Milano in modo secco. Proprio ieri il Tar ha bloccato l'appalto del servizioo nella città memrghina. Così dopo il ritardo per ragioni burocratiche ora arriva un altro stop che rischia di spostare ancora di mesi l'avvio del progetto.

mercoledì 10 settembre 2008

Il sorriso del manager

Oggi ho pubblicato su Varesenews una nuova intervista a Che Naraine, diventato direttore generale di Cobra. Lo avevo conosciuto un anno fa prima della notte bianca, quando era ancora vice presidente di Whirlpool Europa. Ne restai stregato. Gli occhi e il sorriso con lo stupore di un bambino. Un'idea dell'azienda e delle relazioni tra i dipendenti un po' romantica, ma dove la parola comunità e armonia primeggiano. Non l'ho mai visto lavorare e so bene come un sorriso non basti, ma è un buon inizio. E dopo un anno ho ritrovato lo stesso. Non è poco.

Democrazia, fascismo tra destra e sinistra

"E' facile, sotto il mantello, i numeri e la leadership altrui, diventare ministri e presidenti delle Camere. Più difficile diventare democratici convinti: e addirittura convincenti".
Da leggere Ezio Mauro oggi su Repubblica.

Un giorno perfetto

Da metà film si resta incollati alla poltrona. Un pugno nello stomaco. Il nuovo lavoro di Ferzan Ozpotek è straordinario. Non si può definire capolavoro, ma ci va vicino. Il tema è di quelli che scuotono e lasciano senza parole. Non è solo la violenza all'interno della coppia a lasciare il segno, quanto il dolore, l'impossibilità di comunicare, la fine di ogni speranza. Ozpotek prova a recuperare solo con una scena finale che lascia sospesa una situazione terribile. Da vedere assolutamente.

martedì 9 settembre 2008

Mani pulite

"A cosa sarà servito avere le mani pulite, se le avremo tenute in tasca?"
Don Lorenzo Milani
dal blog di Daniela
L'intervista a Gosto

Gelmini e la pubblica distruzione

Come vorrei che fosse un reality. E invece questo ministro c'è davvero. Parlo di Mariastella Gelmini. Il giorno dell'apertura della scuola in Lombardia ha coinciso con quello dedicato dall'Unesco alla lotta all'analfabetismo. Udite, udite. La neo ministra, insultata anche da Bossi, si preoccupa dei grembiuli e di introdurre il maestro unico alle elementari, motivando la scelta per motivi pedagogici, dopo che per giorni aveva spiegato che così facendo si possono ridurre 87mila posti di lavoro migliorando però qualità e retribuzioni. Nemmeno una parola sulla vera piaga di questo paese: l'analfabetismo. Quello vero e non quello già scandaloso evidenziato dal censimento.
Secondo alcune ricerche internazionali, riprese da Tullio De Mauro, in Italia oltre un terzo dei cittadini è "analfabeta funzionale". Siamo cioè di fronte a persone che non sanno distinguere i numeri, faticano a leggere un qualsiasi documento, non sanno complilare moduli.
Ogni tipo di indicatore culturale ci vede in fondo alle classifiche. Basti pensare che oltre il 65% dei cittadini non legge neppure un libro all'anno.
Per non parlare della dispersione scolastica o dell'abbandono.
E la ministra si preoccupa del voto in condotta, dei grembiulini e altre amenità.
Siamo proprio in buone mani.

lunedì 8 settembre 2008

Una grande festa

A caldo, con ancora qualcuno che sta giocando a calcetto e altri che "smontano" il bar, posso dire: è andata bene. Direi molto bene. Anche io, la festa di Varesenews è stata un grande successo. Per il clima e la partecipazione, per la qualità delle iniziative, per la compattezza di chi ha permesso questo risultato.
Un lavoro corale. Potete trovare tutti gli articoli su Varesenews.
Grazie ancora a tutti.

venerdì 5 settembre 2008

Anche io ci sarò

Poche ore e iniziano le danze della quinta edizione di Anche io, la festa di Varesenews. Il paese dei lettori, lo spazio per riflessioni, giochi, pappa, ma soprattutto incontro. Faccia a faccia, in gruppo o come preferite voi.
Sempre più attenzione e ringraziamo tutti quelli che passerannoa trovarci. Un grazie a chi ci sta dando una preziosa mano e l'elenco sarebbe lunghissimo.
Un grazie a tutti i "matti" di Varesenews che continuano a crederci.
A stasera.
Tutto il programma.

"Se qui si lavorerebbe professionali"

In fila al Cup. L'impegata spiega a una signora, già alterata, che modulo deve far compilare al proprio convivente disoccupato per non pagar il ticket di una prestazione per il figlio.
«L'ho già scritto!» dice la signora.
«No, guardi è un altro foglio. Ci serve come autocertificazione» le risponde gentilmente l'addetta allo sportello.
Arriva lui urlando. «Che cazzo! Non possiamo passar per scemi con voi. Se qui si lavorerebbe professionali...». Sbraita e insulta ripetutamente l'impegata che prova a spiegare di nuovo con calma di fronte alla furia dell'uomo.
Una scena che chissà quante volte si ripete in una sola mattinata. Un po' di burocrazia indisponente e tanta, ma tanta ignoranza formano un mix che qualche volta diventa esplosivo. Scene brutte da vedere, ma ancor più da vivere per chi lavora.

La nuvola di Maremma

L'ammetto. Ho copiato ancora. Ma la tentazione è stata troppo forte e il risultato anche.
L'ultimo post del blog di Luca De Biase era troppo curioso e così sono andato a fare una prova e guardate cosa è venuto fuori immettendo i contenuti dei post di questo mese e mezzo di attività.
Questo Wordle è davvero una magia.

martedì 2 settembre 2008

Diciotto impegnative e una "zampa" che non va

Sono due mesi dal mio incidente in vespa. La "zampa" va meglio, ma le complicazioni si sono sommate in questi lunghi 62 giorni.
Provo a fare un inventario degli interventi.
Un ricovero di due giorni
Cinque ecografie: tre alla gamba, una al ginocchio e una alla spalla
Un eco-doppler
Varie radiografie
Due fisite ortopediche
Due visite fisiatriche
Venti sedute di fisioterapia
Sedici medicazioni
Due visite dal medico di base.
Un tampone per rilevare la presenza di un'infezione.
Due esami del sangue.
In tutto diciotto impegnative. Non ho ancora fatto i conti. Ma mi sono solo spaventato su cosa sarebbe stato se per caso non avessi avuto ragione e non pagasse l'assicurazione e se avessi avuto un reddito da mille euro.
Il nostro sistema sanitario fin qui si è mostrato di buon livello. Avrei solo qualche recriminazione perché è stata forse sottovalutata la ferita tanto che dopo 62 giorni sono ancora in ballo e credo che durerà almeno altrettanti o giù di lì.
Insomma quello che avevo salutato come un piccolo incidente si sta rivelando una vera noia che richiederà tante settimane per andare a posto.

lunedì 1 settembre 2008

Anobii sopra sette milioni e io a 600

Anobii supera i 7 milioni di libri. E la mia libreria i 600. Di lavoro ne avrei ancora tanto, ma ormi devo rallentare e inserirò tutte le mie novità e difficilmente portò continuare a catalogare. Ma poi chissà... Bella la condivisione e bella l'opportunità di aver scambi.
La più grande soddisfazione? Un lettore in più per Bilal dopo aver letto la mia recensione.

La mia libreria

Leggere, amare sognare (3)

Il verbo leggere non sopporta l'imperativo,
avversione che condivide con alcuni altri verbi:
il verbo "amare"... il verbo "sognare"...

Daniel Pennac




Acquistati
- Enciclopedia dei miti, Garzanti
- Odissea, Omero, Garzanti
- La differenza cristiana, Enzo Bianchi, Einaudi


Ricevuti
- Mondiali 1951 2008- un secolo di storia, Chiericati - Franzetti, Macchione
- Elogio della carezza, Francois Solesmes, Robin

Letti
- Viki che voleva andare a scuola, Fabrizio Gatti, Rizzoli
- Il piccolo libri dell'ombra, Robert Bly, Red
- Introduzione a Jung, Henri F. Ellenberger, Bollati Boringhieri

Il 3 agosto ho aperto la mia libreria virtuale su aNobii

Le "puntate" precedenti
- Leggere, amare sognare del 16 agosto
- Leggere, amare sognare del 1 agosto

La vera trasgressione è cambiare

"La vera trasgressione è cambiare e bisogna godersi la vita". Una delle frasi del film Il vento fa il suo giro. Un piccolo capolavoro sulle difficoltà di cambiare, di accettare la novità dello straniero. Piuttosto una comunità si lascia morire, dimentica le proprie radici, perde la memoria.
E qui non si tratta di extracomunitari, ma di un francese che con la sua famiglia decide di trasferirsi a fare il pastore sulle montagne del Monviso.
"Creo che ogni tanto nella vita bisogna fare qualche follia" dice il protagonista. Ma non ci sono le condizioni e uscirà sconfitto. E con lui le speranze del cambiamento.
Un film amaro ma importante